Angelo Ribelle
La Via Che Conduce All'Inferno E' Lastricata Di Buone Intenzioni? Piacere, Io Sono Il Pavimentatore...
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AmarcordAdoro venire qui. Sul finire di queste ardenti giornate di luglio, mentre la terra ancora è tiepida per il deciso abbraccio del sole che la screpola senza rispetto, è splendido mettersi a sedere sotto questa vecchia quercia che domina la collina. Mi piace osservare il vigneto così, dall'alto verso il basso, coi suoi filari perfetti figli del mio lavoro e le foglie di un verde intenso, che profuma di vita. Guardare giorno dopo giorno i piccoli grappoli che crescono, sviluppando gradatamente gli acini che diverranno quell'uva dolce e succosa, che a te tanto piace. I miei occhi vedono oltre: distinguono gia' l'uva matura, la vendemmia, la tua danza a piedi nudi all'interno dei tini che, alla fine del sensuale corteggiamento, otterra' alla fine quel mosto tanto prezioso e profumato. Ma ora è estate ed il vento caldo che mi sfiora gli zigomi porta gia' l'odore di te. E mi basta attendere solo un altro istante per vederti comparire all'altra estremita' della vigna mentre percorri, col tuo passo femminile, la strada bianca che arriva sino a me, Sovrano incondizionato della tenuta di Montagnaia. Pochi minuti ormai ti separano da me, mentre istante dopo istante posso apprezzare sempre meglio ogni tuo particolare, nonostante sia gia' stato impresso nella mia mente sin dalla prima volta che ti ho incontrata. Non ti manca molto per raggiugermi quando mi accorgo della sottana tirata un po' piu' in alto e della camicetta sbottonata molto oltre il limite che il nostro Parroco etichetta come "peccato di lussuria" (dieci pater e tutto passera', -sempresialodato-). Ancora qualche passo, meno di una dozzina, e ci potremo lasciare per un'ora, solo per un'ora, tutto alle spalle: la guerra, i tedeschi, i bombardamenti e le rappresaglie. Dai, solo un passo ancora, solo uno. Ma attendi un interminabile istante prima di compierlo. Lasciami posare su di te il desiderio prima ancora che diventi tatto, lasciami respirare la tua pelle brunita dal sole prima che il suo sapore di accosti al mio palato, concedimi di farti obliare tutto il manicomio che ci circonda. Voglio farti volare, voglio farti sognare, voglio farti l'amore. Prendi questo paio di ali e scappiamo via da qui, piu' veloci di un bombardiere americano e piu' belli di due divi del cinematografo. Facciamolo adesso: ultimo passo, pronti a volare. Buona fortuna. |
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INFERNO, CANTO V, VV. 127-138
Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lanciallotto, come amor lo strinse:
soli eravamo e sanza alcun sospetto.
Per più fïate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.
Quando leggemmo il disiato riso
esser baciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi baciò tutto tremante.
Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante.



Inviato da: cjeannine0000
il 24/07/2014 alle 19:20
Inviato da: viaggio80
il 20/05/2013 alle 16:40
Inviato da: viaggio80
il 07/05/2013 alle 12:26
Inviato da: soleinvernale0
il 17/12/2012 alle 16:31
Inviato da: KimLaStrega
il 04/05/2011 alle 16:18