Angelo Ribelle
La Via Che Conduce All'Inferno E' Lastricata Di Buone Intenzioni? Piacere, Io Sono Il Pavimentatore...
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L'Isola Che Non C'E' (e la cosa che mi fa piu' incazzare è che non ci sara')Che poi alla fine dico sempre che è l'ultima volta, che non tornero' piu', che mi sono rotto le palle del puzzo di canna e di sudore ma...ancora una volta sono qui. Sembra che ci diamo apputamento ad ogni data, sotto questo palco che è sempre uguale e sempre diverso. Come me del resto. E come te. E come tutta questa gente che chissa' come cazzo fara' ad arrivare esattamente qui da mezza Italia, il giorno esatto all'ora esatta. A dorso nudo, con l'impermeabile, con la maglietta dalle scritte assurde, oppure in camicia e clarks come stavolta, tipico look di chi è uscito dal lavoro ed ha puntato dritto allo stadio di Firenze. Ma tanto cosa ce ne frega a noi, eh? Insieme a quelli che da una vita hanno lo striscione "fratelli di vasco". Insieme a quel tipo assurdo che,cazzo, i concerti se li fa proprio tutti (-ma come fara'?-) e che e' come se lo conoscessi. Insieme a le mille ragazzine tutte uguali con lo sguardo ammiccante e i pantaloni dalla vita diabolicamente bassa, dove infilare lo sguardo morboso nei momenti di sconforto dovuti al troppo caldo, al troppo freddo, all'eccessiva stanchezza, alla troppa eccitazione. Perizomi e canne. Striscioni e sorsi di vino rosso. Tensione e sguardi impazienti all'orologio. E poi Vasco, non me ne volere...ma c'è sempre anche Lei. Proprio non riesco a capire come possa attraversare in qualsiasi momento l'aria che ci divide, tanta aria, raggiungendomi indifferentemente nel tepore di una sera di maggio oppure mescolata alla gelida tramontana nel cuore di dicembre. Dio, sono in mezzo a quarantamila persone, eppure mi sento solo. "Vivere Una Favola" mi da' il colpo di grazia. Cazzo, questa non me la dovevi fare. Non mangio da ore, non bevo da ore, sono sveglio dalle sei e mezzo di mattina e tu mi canti VIVEREUNAFAVOLA. La voce si spezza, la philip morris scivola dalle mani e mentre gli occhi si girano nelle orbite io mi getto leggero all'indietro, completamente incapace di resistere in piedi. Tanto a cosa serve? L'esperimento pero' fallisce e l'impatto con la plastica dura che protegge il manto erboso mi spegne i sensi. Passano quelli che a me sembrano anni, mentre in realta' sono pochi versi della canzone. Rivedo la mia vita. Rivedo anche lei, sfuggente e luminosa come sempre. Mi sveglio tra le braccia della "ragazza dalle lacrime silenziose" di poco prima. Mi guarda, mi sorride, mi accarezza lo zigomo ammaccato dalla caduta e poi dice: -Sei uno sfigato- ... -Ma per i sognatori come te un paio d'ali si trovano quasi sempre. Non smettere di crederci- E poi... Potrei Giurarlo...Volo' Via. E da allora ho un'altra ombra da aggiungere alla mia. Alle nostre. E ci rido sopra. Buona fortuna. |
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INFERNO, CANTO V, VV. 127-138
Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lanciallotto, come amor lo strinse:
soli eravamo e sanza alcun sospetto.
Per più fïate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.
Quando leggemmo il disiato riso
esser baciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi baciò tutto tremante.
Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante.



Inviato da: cjeannine0000
il 24/07/2014 alle 19:20
Inviato da: viaggio80
il 20/05/2013 alle 16:40
Inviato da: viaggio80
il 07/05/2013 alle 12:26
Inviato da: soleinvernale0
il 17/12/2012 alle 16:31
Inviato da: KimLaStrega
il 04/05/2011 alle 16:18