Angelo Ribelle
La Via Che Conduce All'Inferno E' Lastricata Di Buone Intenzioni? Piacere, Io Sono Il Pavimentatore...
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Lo SchiaccianociIl buio solletica gia' il giorno, nonostante l'orario sia ancora pomeridiano. Fa freddo ed il mal di testa non manca certo di martellarmi le tempie in questa strana domenica. La Gianna mi graffia l'anima in cuffia ed io mi sento così, spaesato, in quest'istante sospeso tra luce e buio, tra solitudine e compagnia, mentre i passi si susseguono lenti sulla strada col fondo di ghiaia che si allunga tra due file di olivi che sembrano abbracciarla. L'Italia è scossa da una piaga sanguinolenta scoppiata a pochi chilometri da qui, in un posto dal quale sono passato milioni di volte. Caffe', risate, saluti, amori promessi si sono intrecciati in quello che, venendo da sud è "l'ultimo autogrill prima di casa". L'ultima volta ci sono passato venerdì notte, con i centosettanta cavalli sotto il culo che sono ripartiti strapazzando irrispettosi le gomme e completamente ignari di quello che sarebbe successo di lì a poco. Forse è anche per questo che oggi sento la Vita pulsare chiaramente nelle vene, pompata da questo cuore dal ritmo irregolare. Percepisco l'aria attratta nei polmoni dalla contrazione del diaframma. Scorgo la bellezza dei colori del cielo che perde velocemente luminosita' e che all'orizzonte accarezza delicato i campi che riposano e si ricaricano di fertilita' in attesa della primavera. Basta una macchina che esce fuori strada, un male invisibile che consuma, un pezzetto di piombo di pochi grammi per far finire tutto. E allora addio profumi, colori, odori, sapori. Addio Gianna con la tua voce che mi fa correre i brividi sulla schiena, addio Siena con le stradine intorno a Piazza del Campo, addio Chianti che scalda il cuore, addio Amore che lo infiamma e che sconvolge l'esistenza. Cosa fare allora, forse arrendersi all'ingranaggio che tutto schiaccia? No, non credo che debba andare così. Non sono pronto per arrendermi allo schiaccianoci, non posso pensare a tutto questo, non ora. <Non c'è posto per il fatalismo> Ho necessita' di innamorarmi, c'è poco da fare. E se non potra' essere di una donna, sara' per l'idea che lei da qualche parte esista e che, profumata di buono, mi aspetti, guardando impaziente e ad intervalli regolari fuori dalla finestra. Perchè la mente cura, la mente vola, la mente... mente. Buona fortuna. |
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INFERNO, CANTO V, VV. 127-138
Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lanciallotto, come amor lo strinse:
soli eravamo e sanza alcun sospetto.
Per più fïate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.
Quando leggemmo il disiato riso
esser baciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi baciò tutto tremante.
Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante.



Inviato da: cjeannine0000
il 24/07/2014 alle 19:20
Inviato da: viaggio80
il 20/05/2013 alle 16:40
Inviato da: viaggio80
il 07/05/2013 alle 12:26
Inviato da: soleinvernale0
il 17/12/2012 alle 16:31
Inviato da: KimLaStrega
il 04/05/2011 alle 16:18