Angelo Ribelle
La Via Che Conduce All'Inferno E' Lastricata Di Buone Intenzioni? Piacere, Io Sono Il Pavimentatore...
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Guerra Di Trincea-Saltano gli schemi- E come ogni volta mi torna in mente quando questa frase la pronuncio' Bruno Pizzul nella torrida e lontana estate americana del millenovecentonovantaquattro quando, il buon CT della nazionale, Arrigo Sacchi mando' negli spogliatoi Roberto Baggio dopo l'espulsione del nostro portiere con la Norvegia. Fu una specie di scandalo, una sorta di insurrezione popolare sedata solo dal fatto che alla fine l'Italia passo' comunque al turno successivo. Ed in questo momento della mia vita, ho come l'impressione che il mio cronista personale potrebbe dire altrettanto. "Saltano gli schemi, Alessandro" Ed Alessandro si trova a fare lavatrici nel cuore della notte, a vedere gli amici in spazi ritagliati, a fare l'infermiere per chi dopo un mese è tornato a casa e a lavorare e studiare senza pensarci troppo, che tanto nessuna giornata è troppo lunga se ti limiti a mandarla giu' senza assaporarla. Bulimia della vita. Grandi scorpacciate senza apprezzare il sapore e poi di corsa a svuotare lo stomaco, i pensieri, il cuore. Alcool come valium e via, sino a che sangue e interiora si mescolano regalando un sapore velenoso in bocca. Grandi scuse via sms alle persone che si aspettavano un cenno da te, piccolo vip stronzo ed irraggiungibile, così arroccato suoi tuoi casini da essere ormai maledettamente irraggiungibile dai miseri problemi altrui...non c'è tempo di stare ad ascoltare. "Saltano gli schemi". E mi torna in mente quell'Italia tutta cuore che, mortificata sino a quel momento dagli assurdi schemi di Sacchi, dopo l'abbandono della strategia studiata a tavolino comincio' a giocare col cuore e...bene. E che alla fine arrivo' alla finale...come ando' poi poco importa... Chissa' che alla fine non possa succedere la stessa cosa anche a me? Forza, attacchiamo sino a che c'è fiato...e vaffanculo a chi non tifa per noi... Buona fortuna. |
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INFERNO, CANTO V, VV. 127-138
Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lanciallotto, come amor lo strinse:
soli eravamo e sanza alcun sospetto.
Per più fïate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.
Quando leggemmo il disiato riso
esser baciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi baciò tutto tremante.
Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante.



Inviato da: cjeannine0000
il 24/07/2014 alle 19:20
Inviato da: viaggio80
il 20/05/2013 alle 16:40
Inviato da: viaggio80
il 07/05/2013 alle 12:26
Inviato da: soleinvernale0
il 17/12/2012 alle 16:31
Inviato da: KimLaStrega
il 04/05/2011 alle 16:18