Angelo Ribelle
La Via Che Conduce All'Inferno E' Lastricata Di Buone Intenzioni? Piacere, Io Sono Il Pavimentatore...
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AmnesiaE alla fine mi viene in mente che sino a che avro' la musica di Einaudi forse riusciro' a mandare giu' le tonnellate di merda che mi infilano a forza in bocca giorno dopo giorno. Sì, perchè con quelle note nitide e malinconiche sembra darmi ancora una carezza - che ancora non riesco a perdonarmi di non averlo visto a Siena quest'anno (la mia citta' ideale e il mio pianista...roba da matti)- in questi giorni che il cuore sembra essersi preso una lunga, interminabile pausa. Un lungo interminabile trattenere il respiro simile a quello del cercatore di perle, che rallenta il battito per far durare di piu' ogni singolo granello di ossigeno nel sangue mentre si avventura alla ricerca del suo tesoro. Da tempo non mi sentivo così. Oppresso e non depresso. Esplosivo ma non distruttivo. Incazzato ma lucidissimo. Triste ma creativo. Non amo perdere le battaglie, non sono tipo da armistizi dell'otto settembre ma stavolta il combattente sembra essere stanco. Potro' sentire certe stronzate da un guerriero? Voglio dire, tu sei nato per combattere, incitare i compagni ad assaporare l'odore del sangue nemico nel vento, godere del silenzio della morte. Eppure, mi ha quasi convinto. Una volta avevo una vita. Mi piaceva, era bella, funzionava bene. Ero senza soldi, senza macchine veloci, senza ipod. Ma avevo un sacco di tempo. Forse devo mandare in culo il guerriero e combattere per riprendermela. Spiegalo al mondo pero' che stai per lasciare un -lavoroatempoindeterminato- per tornare a campare di sogni... Voglio la lapidazione: chi è senza sogni scagli la prima pietra. "E tu, patetico superbo che cerchi di dissimulare inutilmente la tua natura umana tu, dimmi, cosa pensi di essere? Buona fortuna. |
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INFERNO, CANTO V, VV. 127-138
Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lanciallotto, come amor lo strinse:
soli eravamo e sanza alcun sospetto.
Per più fïate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.
Quando leggemmo il disiato riso
esser baciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi baciò tutto tremante.
Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante.



Inviato da: cjeannine0000
il 24/07/2014 alle 19:20
Inviato da: viaggio80
il 20/05/2013 alle 16:40
Inviato da: viaggio80
il 07/05/2013 alle 12:26
Inviato da: soleinvernale0
il 17/12/2012 alle 16:31
Inviato da: KimLaStrega
il 04/05/2011 alle 16:18