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Angelo Ribelle

La Via Che Conduce All'Inferno E' Lastricata Di Buone Intenzioni? Piacere, Io Sono Il Pavimentatore...

 

 

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Notte, Pensieri, Paure, Speranze, Riflessioni

Post n°152 pubblicato il 17 Dicembre 2007 da Solo_Vita
 

Gli amori impossibili, repulsione e passione comune di tutti, sogno segreto che ognuno di noi custodisce nel cassetto del comodino accanto al letto. E siamo pronti, non appena rimaniamo soli nella stanza, ad aprirlo per cullarci un po' dentro una storia che non avremmo mai il coraggio di vivere se non nella fantasia protetta dal piumone in una notte di dicembre.

Sono amori che fanno sanguinare, che causano ferite, graffi. Sono storie di sangue e di lacrime, di corse notturne, di scontri contro il mondo: genitori, fratelli, sorelle, altri pretendenti. Attimi di fiatone, coi polmoni che bruciano e il cuore che galoppa all'impazzata.
Dentro ci sono macchine che sbandano, aerei che decollano, antidolorifici presi in quantita' tali da ammazzare un cavallo, terapie del cuore a base di brunello, treni inseguiti di corsa sino alla fine della banchina.

Sono storie figlie del nonsenso, incomprensibili e incondivisibili ai piu', che si stringono nelle spalle coccolati dalla loro beata ignoranza ma che suscitano quella punta di stima ed invidia difficile da celare anche dietro la piu' fredda delle maschere.

Battaglie perse in partenza. Ma il fascino vive di questo. Belli e maledetti.

Ed e' per tali motivi che io sono sostenuto dalla forza e dalle preghiere di tutti coloro che sogneranno e leggeranno della nostra storia e che non potranno non appassionarsi a te, a me, a noi.

Io sono forte.

Io voglio vivere questa vita.

Buona fortuna.

 
 
 
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INFERNO, CANTO V, VV. 127-138

Noi leggiavamo un giorno per diletto

di Lanciallotto, come amor lo strinse:

soli eravamo e sanza alcun sospetto.

Per più fïate li occhi ci sospinse

quella lettura, e scolorocci il viso;

ma solo un punto fu quel che ci vinse.

Quando leggemmo il disiato riso

esser baciato da cotanto amante,

questi, che mai da me non fia diviso,

la bocca mi baciò tutto tremante.

Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:

quel giorno più non vi leggemmo avante.

 

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