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Angelo Ribelle

La Via Che Conduce All'Inferno E' Lastricata Di Buone Intenzioni? Piacere, Io Sono Il Pavimentatore...

 

 

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Il Miraggio

Post n°157 pubblicato il 17 Febbraio 2008 da Solo_Vita
 

Fa male lo stomaco, e sembra di tornare ai tempi d'oro quando per sopravvivere servivano ogni giorno quaranta goccioline di quel fluido miracoloso, che rilassava i tendini e spegneva la mente. Ricordo che altrimenti era impossibile cenare, parlare, lavorare, studiare, dormire.

Ed oggi è lo stesso.

Mi guarda dal mobiletto la boccetta, non mi perde di vista mentre piango lacrime amare, di pentimento e rassegnazione, mentre continuo a chiedermi come sia possibile che accadano certe cose.

-Ale eppure avevi smesso, Ale questo non è possibile, Ale questo non è da te-

Sfocano i ricordi nella mente mentre il dolore allo stomaco si fa intollerabile.

Crollano le mura di cinta della citta' dei principi, ampie brecce fendono le sue sterili difese e consentono al mondo inquinato di entrare dentro.
Divento definitivamente uno come tutti gli altri, portando con me sventurati compagni di viaggio dallo sguardo incerto ed un po' perso. Li trascino dentro attirandoli coi canti delle sirene, coi fumi del vino, con la neve che cade anche nelle stanze piu' inaccessibili.

Sono pericoloso, una mina vagante.

Non sono un bancario, non sono uno studente, non sono un uomo.

Vago errando per le notti, cercando la mia vera identita'.

Dove sono finito?

"Sorrise teneramente, mentre mi tendeva la mano. E rimasi così spaesato che mi fu impossibile dissimulare lo stupore. Non immaginavo che una bellezza di quella portata potesse declinarsi in un gesto così dolce. Provai la stessa sensazione che potrebbe dare piegare una barra d'acciaio con la semplice pressione di indice e pollice. Un qualcosa di mirabolante.
Lei, occhi da gatta e gambe da gazzella, aveva scelto me tra i tanti. E percepivo chiaramente gli sguardi dei cuori infranti che mi si posavano indelicati addosso mentre lei mi parlava. Invidia che si poteva affettare col coltello, tanto era densa.
-Alessandro, piacere- le dissi mentre mi sforzavo di tenere alto il mio profilo. -Tutte cazzate- fu quello che pensai.
Mi sorrise nuovamente, mentre gli occhi si accesero di una luce ancora piu' intensa di quella che aveva sprigionato sino a quel momento.
E fu allora che lei mi disse: - Conosco il tuo nome, possibile che non ti ricordi di quella vita passata con me?-
Interdizione.

Poi  solo_fuoco."

Buona fortuna.

 
 
 
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INFERNO, CANTO V, VV. 127-138

Noi leggiavamo un giorno per diletto

di Lanciallotto, come amor lo strinse:

soli eravamo e sanza alcun sospetto.

Per più fïate li occhi ci sospinse

quella lettura, e scolorocci il viso;

ma solo un punto fu quel che ci vinse.

Quando leggemmo il disiato riso

esser baciato da cotanto amante,

questi, che mai da me non fia diviso,

la bocca mi baciò tutto tremante.

Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:

quel giorno più non vi leggemmo avante.

 

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