Angelo Ribelle
La Via Che Conduce All'Inferno E' Lastricata Di Buone Intenzioni? Piacere, Io Sono Il Pavimentatore...
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Nove Luglio DuemilaOttoDue amici percorrono la passerella che sovrasta i binari di Campo di Marte. Alzando leggermente lo sguardo gia' si vedono i riflettori dello stadio Franchi. -Guarda qua Ale, guarda quanta figa c'è al concerto di Liga! E tu che sei invasato solo con Vasco va'...- -Sì, sì Riccardo. Piuttosto dammi da accendere va'. E basta con 'sta figa, tanto dovresti saperlo che alle donne non piaccio...- -Per forza: tu cerchi la figa in disco! Ma prova qui, vedrai che ce la farai...fidati. O magari prova ad un corso di yoga, o ad un incontro dove trattano di qualcosa che ti appassiona...te l'ho detto mille volte! Stasera conosciamo qualcuna, me lo sento...e sorridi senza aver sempre quell'aria sfavata!- -Sfavata? Ormai caro il mio piacentino ti stai toscanizzando...lo sai, vero? E poi io sono così al naturale...- -Eheh...guarda che mi fa piacere! Pensa che quando mi vengono le donnine anziane in filiale provo a mettere il "la" come fate voi toscani originali: "Ecco signora, LA tenga"...Sai, sembrano apprezzare!- -Tu sei matto...dev'essere quell'aria nebbiosa che avevi su che ti ha bruciato il cervello...- I passi si susseguono. Le winston rosse di uno e le philip morris azzurre dell'altro si susseguono senza soluzione di continuita'. Oltretutto anche l'accostamento cromatico è di successo. -Si, Ric, hai ragione, di figa ce n'è davvero. Comunque in generale mi sembra un covo di checche dai...guarda un po'. Usciti dall'ufficio ed arrivati qui alle sei eppure siamo sotto il palco. Dallo Zio non sarebbe mai successo! Vestiti da bancari poi...siamo ridicoli...- -Va' va', che mica vuol dire niente. Non fare sempre il solito toscano! Non è sempre nello spaccare che si trova divertimento...-" Il sole intanto scende piano, sino ad abbandonare il prato per baciare soltanto la maratona gremita. -Ale te l'avevo gia' spiegato qualche significato delle frasi del Liga? Sai, per esempio "angelo della nebbia" è riferito a... -Sìsì...che palle. Me lo avrai detto otto milioni di volte. Ma mi hai preso per fesso? Non che ti sbaglieresti eh...- -E allora "l'odore dei fos...- -Sì, Ric. Lo so.- -E allora....- -Sì, Ric...so anche questa! Ormai me le hai dette tutte...maremma padana!- -Ma quanto sei coglione...- -Coglione? Semmai BISCHERO...visto che vuoi essere toscano.....no?- Un sorriso, un'intesa. Facile come quando Cannavaro chiamava il fuorigioco all'Italia dei mondiali, come dirsi che siamo felici di lavorare assieme, come mentire dicendo che sì, conosco TUTTE le canzoni del Liga. Seguono dialoghi interminabili sul lavoro, i rapporti coi colleghi, quelli con le colleghe (ma solo se a braghe calate), i racconti di Piacenza e della sua nebbia, quelli dei miei esami falliti, delle ferie da fare assieme, del sesso, dell'amore, del fatto che dichiarare di avere meno anni rispetto alla verita' è giusto, di come una fiorentina debba necessariamente pesare almeno un chilo...e via...sino all'arrivo di Luciano. Poi emozione, stupore, gioia per condividere qualcosa che avevamo progettato da tempo di fare assieme. Ed infine il rientro a casa, con l'aria che sa di estate ed il treno speciale che ferma a TUTTE le stazioni, COMPIOBBI e BUCINE comprese. Poi la buonanotte e la promessa di telefonarsi non appena al mattino in filiale avremmo avuto un po' di calma. ------------------------------------------ Per me il concerto è andato veramente così. Mi spiace Ric che Liga non abbia cantato "Angelo della nebbia", perchè dalla mia intonazione avresti capito che grazie alla tua spiegazione era tutta un'altra cosa...avevi ragione. Ci vuole culo nella vita. Per fare gli incontri giusti, esempio. Specie ora che occupo quella che era stata la tua scrivania e lavoro con le persone che ti hanno apprezzato mi sembra di averti sempre accanto. Ieri notte, mentre quel cazzone di Luciano cantava, mi è sembrato di sentirti STONARE accanto a me... E m'importa una sega se mi hai visto piangere. Buona fortuna. |
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INFERNO, CANTO V, VV. 127-138
Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lanciallotto, come amor lo strinse:
soli eravamo e sanza alcun sospetto.
Per più fïate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.
Quando leggemmo il disiato riso
esser baciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi baciò tutto tremante.
Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante.



Inviato da: cjeannine0000
il 24/07/2014 alle 19:20
Inviato da: viaggio80
il 20/05/2013 alle 16:40
Inviato da: viaggio80
il 07/05/2013 alle 12:26
Inviato da: soleinvernale0
il 17/12/2012 alle 16:31
Inviato da: KimLaStrega
il 04/05/2011 alle 16:18