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Angelo Ribelle

La Via Che Conduce All'Inferno E' Lastricata Di Buone Intenzioni? Piacere, Io Sono Il Pavimentatore...

 

 

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Chi Non Parte Non Ritorna

Post n°173 pubblicato il 25 Novembre 2008 da Solo_Vita
 

Esistono persone che con la sola presenza, per il semplice fatto di esistere, realizzano qualcosa di straordinario.

Si tratta di persone speciali, nate sotto la Buona Stella, in una notte col cielo limpido e l'aria tiepida. Notti quiete, senza latrato dei cani, senza auto che sfrecciano sguiate, senza coltelli che aprono le carni di altri simili.
Quando il filo della tua vita si sovrappone al loro, è impossibile non rendersene conto. Basta un attimo, uno sguardo, udire una nota della voce. E tutto si fa chiaro.

Possono passare anni senza incontrare nuovamente certe persone, tuttavia non appena il Destino decide che è giunto nuovamente il tuo turno tu non puoi fare altro che rimanere a bocca aperta ed occhi spalancati, cercando vanamente di incolpare la brezza leggera per le piccole lacrime dolci che ti escono senza quasi rendertene conto  -Distillato di emozione, dalla gradazione alcolica ben superiore rispetto a quella della sambuca che usi per addormentarti meglio la sera-

Normale desiderare di possedere queste persone, di farle nostre.[utopia]
Auspicio naturale quello di passarci le domeniche lente di novembre, di farci l'amore, di cucinare per loro, di viaggiare assieme, di sognare che tra quarant'anni saremo sempre lì, felici e sognanti come ora.

E talvolta puo' accadere.
Talvolta.

E' pero' impensabile di poter godere solo noi di simili privilegi.
Pensare di poterle tenere per noi è un po' come pretendere di essere i soli a godere della luce brillante di una stella. Cosa vorresti fare? Recintare il cielo?

Per questo quando se ne vanno a dare senso alla vita di qualcun altro devi far buon viso a cattivo gioco, cercando di vedere del buono anche quando le cose volgono al brutto.
L'errore che pero' spesso si commette in casi simili è di gettarsi alla folle ricerca di surrogati. Lì cominciano i guai.

Perchè un diamante ha proprieta' di lucentezza e rifrazione della luce che un fondo di bottiglia non puo' avere. E di robustezza.
E quando viene messo sotto pressione del banale vetro, a differenza del durissimo diamante, va in frantumi, creando migliaia di piccole schegge taglienti ed appuntite.

Schegge che graffiano la pelle, la lacerano, la penetrano, conficcandosi tra gli strati dell'epidermide e creando un tormento continuo ogni qualvolta che un muscolo si contrae.
Schegge così sottili che diventano polvere da inalare, tanto impalpabile da entrare dentro i tuoi polmoni e diventare parte di te, contaminandoti.

Normale a quel punto perdere luce negli occhi, percepire chiaro il calo inesorabile di forze, pensare che forse sarebbe piu' facile mettere la freccia a destra ed accostare, invece che ostinarsi a vivere nella corsia di sorpasso.

Ed è proprio quello che voglio fare.
Troppi chilometri sulla schiena, troppo stanco per dire di no, troppo allettante la via della fuga retribuita dal fascino irresistibile.

Sì, accetto. Voglio fuggire.


Stavolta pero' usa anche -guadagno-. Termine che solitamente non mi veniva menzionato. Per ovvi motivi, visto che stavolta c'è di mezzo la trasferta lontano da casa e la carota dev'essere piu' appetitosa del solito.
Di tutta la conversazione ricordo poche cose: la scollatura, sei mesi, Milano, Padova, Torino, Firenze, insegnamento.
E poi luglio, termine previsto di rientro.

-Molti hanno detto di no, non mi stupirebbe Alessandro, tuttavia devi anche considerare che....-

-ACCETTO->

La vecchia pagina piena di cancellature viene sostituita dal foglio bianco. E così sia.

Adoro illudermi...

Buona fortuna.

 
 
 
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INFERNO, CANTO V, VV. 127-138

Noi leggiavamo un giorno per diletto

di Lanciallotto, come amor lo strinse:

soli eravamo e sanza alcun sospetto.

Per più fïate li occhi ci sospinse

quella lettura, e scolorocci il viso;

ma solo un punto fu quel che ci vinse.

Quando leggemmo il disiato riso

esser baciato da cotanto amante,

questi, che mai da me non fia diviso,

la bocca mi baciò tutto tremante.

Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:

quel giorno più non vi leggemmo avante.

 

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