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Angelo Ribelle

La Via Che Conduce All'Inferno E' Lastricata Di Buone Intenzioni? Piacere, Io Sono Il Pavimentatore...

 

 

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Che Rumore Fa La Felicita'

Post n°172 pubblicato il 09 Novembre 2008 da Solo_Vita
 

Serata di nebbia. Fuori e dentro di me.

Goccioline sottilissime e leggere accarezzano docili e rotonde il parabrezza dell'auto, interponendosi coraggiose al fascio di luce dei fari che fanno fatica a penetrare i metri davanti a me.

L'asfalto è lucido, i fari delle altre auto dapprima invisibili creano, quando sono vicini ,un loro clone sul natro lucente che tormenta le pupille stanche dopo una giornata di lavoro.

Sono esausto.
Forze finite per un periodo di lavoro impossibile, energie terminate a causa della stanchezza mentale dovuta alla perenne pressione, batterie scariche per mancanza di stimoli che non siano meramente economici.

Continuo a circondarmi di persone dai cervelli immensi, ma dal cuore come un nocciola. Piccolo che si fa fatica a credere una cosa simile.
Ci si prende di testa, si trascorrono momenti di LUCIDA E CALCOLATA felicita' e poi puff...rimani col gobbo di picche in mano.

La cosa che piu' mi preoccupa stasera pero' non è la mancanza di felicita', ormai ci sono abituato, ma quella di lacrime.
Impressionante. Ho specie di grossa ferita da taglio che apre in due il petto, tanto grande che divaricando leggermente le carni lacerate posso vedere all'interno.
Eppure non sgorga alcuna goccia salata.

Dio solo sa quanto ne avrei voglia e quanto mi sia impossibile. Ho provato addirittura infliggendomi dolore fisico eppure...niente.

Il ponte verso i sogni è lì, a due passi oltre la nebbia. Posso intuirlo. Sì, ne sono certo...

Eppure sono qui, fermo. Mentre ascolto i Negrita.

-Che rumore fa la felicita'?- si chiedono.

Ed io non so cosa rispondere, avvolto dal silenzio umido e ovattato.

<<<ReWiNd

"Venghino Siori, venghino! Rimirate anche voi il Fenomeno, l'uomo bestia che da sempre vive isolato dal mondo, in perfetta ed impermeabile solitudine. Guardatelo mentre vi squadra sospettoso e cerca di capire il vostro cuore annusando l'aria. Ridete di lui mentre tenta timido di offrirvi la sua fiducia.
Stupitevi della sua stupidita'!!!
VENGHINOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!"

Buona fortuna.

 
 
 
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INFERNO, CANTO V, VV. 127-138

Noi leggiavamo un giorno per diletto

di Lanciallotto, come amor lo strinse:

soli eravamo e sanza alcun sospetto.

Per più fïate li occhi ci sospinse

quella lettura, e scolorocci il viso;

ma solo un punto fu quel che ci vinse.

Quando leggemmo il disiato riso

esser baciato da cotanto amante,

questi, che mai da me non fia diviso,

la bocca mi baciò tutto tremante.

Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:

quel giorno più non vi leggemmo avante.

 

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