Angelo Ribelle
La Via Che Conduce All'Inferno E' Lastricata Di Buone Intenzioni? Piacere, Io Sono Il Pavimentatore...
| « Novembre | Follie » |
La ProvaL'attesa è elio che gonfia il mio palloncino impaziente di balzare verso il cielo azzurro e limpido di dicembre. Mi guardo attorno e aspetto.Da una vita. Locale stracolmo, notte alta. Sudano le mani, sono fradice le schiene di coloro che sfidano la ressa per avere la loro dose di alcool al bancone del bar. Buffa la condizione umana quando sei ubriaco. Mi ha sempre fatto sorridere, lo dico proprio io che sono arrivato a vedere i titoli di coda in fondo al film della vita bloccando la proiezione un attimo prima che fosse troppo tardi, ma forse è per questo che ci scherzo su. Bere per dimenticare. Dimenticare i problemi, le domande, i disagi, la solitudine, la distanza, la guerra, la fame, la morte. Bere per festeggiare. Festeggiare di essere ancora qui, proprio ora, right here right now, mentre amici hanno passato la mano senza neppure darci il tempo di dir loro che erano importanti...cazzo, morti ed egoisti loro che sono volati via per rifugiarsi nel paradiso fatto di santi che bevono il caffè e oziano tutto il giorno. Bere per distrarsi. Interporre un muro di gomma tra la propria esistenza e quella degli altri, che abbia la capacità di respingere qualsiasi interferenza somministrando un forza uguale e contraria ad ogni tentativo di contatto. E' un barricarsi, un difendersi, un urlare alla vita nascondendo la testa sotto la sabbia. Una contraddizione in termini. E più provi a spiegarle il tuo punto di vista, più rimbalzi. Attendere prego. Spersonalizzazione in corso. Elio nel palloncino. Sempre di più, con la pressione che mano a mano si fa sempre maggiore, sempre più incompatibile con la sottile membrana che è sempre più tirata. BOOM. Lascia stare, non importa...quello che volevo farti capire te lo spiego un'altra volta. Chissà perchè. Buona fortuna. |
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INFERNO, CANTO V, VV. 127-138
Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lanciallotto, come amor lo strinse:
soli eravamo e sanza alcun sospetto.
Per più fïate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.
Quando leggemmo il disiato riso
esser baciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi baciò tutto tremante.
Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante.



Inviato da: cjeannine0000
il 24/07/2014 alle 19:20
Inviato da: viaggio80
il 20/05/2013 alle 16:40
Inviato da: viaggio80
il 07/05/2013 alle 12:26
Inviato da: soleinvernale0
il 17/12/2012 alle 16:31
Inviato da: KimLaStrega
il 04/05/2011 alle 16:18