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Angelo Ribelle

La Via Che Conduce All'Inferno E' Lastricata Di Buone Intenzioni? Piacere, Io Sono Il Pavimentatore...

 

 

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La Prova

Post n°182 pubblicato il 11 Dicembre 2009 da Solo_Vita
 

L'attesa è elio che gonfia il mio palloncino impaziente di balzare verso il cielo azzurro e limpido di dicembre. Mi guardo attorno e aspetto.Da una vita.

Locale stracolmo, notte alta.

Sudano le mani, sono fradice le schiene di coloro che sfidano la ressa per avere la loro dose di alcool al bancone del bar.
Dieci minuti di attesa per poi poter brindare in maniera sempre più sguaiata e scomposta ogni volta che il rito si ripete. Infiniti giri al tabellone di un monopoli che regala la straordinaria emozione di stringere tra le mani un mojito annacquato invece delle consuete ventimila lire.
Perde vivacità l'occhio, si fa incerto il passo, si sgretolano i freni inibitori mentre le proposte diventano sempre più frequenti e oscene.

Buffa la condizione umana quando sei ubriaco.

Mi ha sempre fatto sorridere, lo dico proprio io che sono arrivato a vedere i titoli di coda in fondo al film della vita bloccando la proiezione un attimo prima che fosse troppo tardi, ma forse è per questo che ci scherzo su.

Bere per dimenticare.

Dimenticare i problemi, le domande, i disagi, la solitudine, la distanza, la guerra, la fame, la morte.
Bere per fare l'amore con la parte eternamente ingabbiata , senza per questo sentirsi in fallo, senza venire colpevolizzati, senza poter essere incriminati. Bere per avere il miglior avvocato difensore che possa esistere.
E' un pò uno scoparsi per il puro piacere di farlo, senza che alcun nobile sentimento faccia scorrere la corrente elettrica nei muscoli e nei tendini.
Può accadere, inutile cercare alibi. Si fa per necessità, a volte la cura è solo questa. Un cura peggiore del male.

Bere per festeggiare.

Festeggiare di essere ancora qui, proprio ora, right here right now, mentre amici  hanno passato la mano senza neppure darci il tempo di dir loro che erano importanti...cazzo, morti ed egoisti loro che sono volati via per rifugiarsi nel paradiso fatto di santi che bevono il caffè e oziano tutto il giorno.
Per poi scoprire che non sei l'unico ad aver subito questo trattamento. Con chi te la prendi se non trovi qualcuno dalla vita perfetta? I superstiti possono solo essere solidali tra loro, specie se sono naufragati in una piccola isoletta che affiora sull'oceano di guai, dolore e solitudine.

Bere per distrarsi.

Interporre un muro di gomma tra la propria esistenza e quella degli altri, che abbia la capacità di respingere qualsiasi interferenza somministrando un forza uguale e contraria ad ogni tentativo di contatto.
Diventare poco attenti alle mani che sfiorano i corpi, perdere ricettività agli sguardi, non essere più in grado di sostenere l'altrui velleità di conquista semplicemente perchè manca l'equilibrio sulle gambe.
Non riuscire ad essere presi da qualcuno non perchè non ti vada, ma solo perchè il mondo gira così tanto da rendere facilmente penetrabili le tue difese solitamente ben sorvegliate. Oggi chi rischierebbe di far entrare un cavallo di Troia per una semplice svista alcolica? -IoITipiConosciutiInDiscoNonLiRicontattoMiSpiace-.
Intanto l'elio pompa forte, sempre di più. Nel palloncino e dentro la testa, tanto che gli occhi si fanno umidi per la pressione che ricevono dall'interno -tranquilli, non sono lacrime-.

E' un barricarsi, un difendersi, un urlare alla vita nascondendo la testa sotto la sabbia. Una contraddizione in termini.
Vuoi vivere col sole in fronte ed il vento in poppa ma poi alla prima possibile deviazione ripari sottocoperta lasciando il timone bloccato sulla solita rotta di sempre.

E più provi a spiegarle il tuo punto di vista, più rimbalzi.

Attendere prego. Spersonalizzazione in corso.

Elio nel palloncino. Sempre di più, con la pressione che mano a mano si fa sempre maggiore, sempre più incompatibile con la sottile membrana che è sempre più tirata.
Stai a vedere che prima o poi finirà per.....

BOOM.

Lascia stare, non importa...quello che volevo farti capire te lo spiego un'altra volta.
Chissà come mai, ma quando si tratta di rimandare certe cose si torna di colpo immortali, senza timore dello scivolare della sabbia nella clessidra.

Chissà perchè.

Buona fortuna.

 
 
 
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INFERNO, CANTO V, VV. 127-138

Noi leggiavamo un giorno per diletto

di Lanciallotto, come amor lo strinse:

soli eravamo e sanza alcun sospetto.

Per più fïate li occhi ci sospinse

quella lettura, e scolorocci il viso;

ma solo un punto fu quel che ci vinse.

Quando leggemmo il disiato riso

esser baciato da cotanto amante,

questi, che mai da me non fia diviso,

la bocca mi baciò tutto tremante.

Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:

quel giorno più non vi leggemmo avante.

 

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