Creato da Solo_Vita il 10/08/2006

Angelo Ribelle

La Via Che Conduce All'Inferno E' Lastricata Di Buone Intenzioni? Piacere, Io Sono Il Pavimentatore...

 

 

« La Morte DolceLa Prova »

Novembre

Post n°181 pubblicato il 04 Novembre 2009 da Solo_Vita

Fare trecentotrenta all'ora su un treno di ultima generazione che taglia L'Italia per poi attendere un taxi sul marcipiede sudicio di una stazione. -Che rabbia, farò tardi-.

Tempo morto in  una vita dagli incastri perfetti, di tollerenze millimetriche, di respiri calcolati e pianificati.
Tutto fatto alla luce del tornaconto che verrà -feedback lo potremmo chiamare- e poco importa che si tratti di soldi, di potere, di sesso.

Strategia aziendale, strategia amorosa, strategia sessuale, strategia mortale. Tutto sembra rispondere a regole precise, rigorose, veri e propri dogmi che fracassano a terra la testa della fantasia sancendo la vittoria dei numeri.

E intando il vento freddo di inizio novembre ti accarezza gli zogomi con sommaria delicatezza.
Lo fa senza la sottile eleganza del vento invernale, quello che, privo di umidità com'è, ti taglia il viso come solo un rasoio saprebbe fare, lasciando il suo segno sulla pelle annegata nel costoso dopobarba che ti regala ogni anno quella con cui dividi quel due piazze eternamente disfatto.
Continui ad indossarlo nonostante talvolta ti faccia salire un conato di vomito. E non sai perchè. [Forse perchè all'Altra piace?]

Ma nel frattempo ti fa proprio sorridere questo cruccio novembrino, per il suo fare incazzoso, esagitato, incontrollato. Sembra voler spaccare tutto. Sembra te quando eri ancora vivo, senza calcoli anticipati, senza schemi da rispettare. Ti ci rivedi nel suo modo di fare, di arrivare, di travolgere tutto.
E vedi il frutto della sua rabbia nelle bestemmie degli spazzini costretti a ripulire la strada da centinaia, ma che dico, migliaia, milioni, di foglie gialle, rosse, marroni.
Roba che se stai attento ad evitare l'odore degli scarichi dei motori riesci a scorgerlo quel fondo di poltiglia morta, putrefatta, di vita che si ricicla prima di sparire nel "niente" per poi tornare quando meno te l'aspetti. -Questi sì che sono maghi!-. Mah. Sorridi.
Lo vedi nello sguardo stupito della signora che sfila sul sanpietrino col tacco dodici fabricque en france, alla quale un soffio improvviso ha strappato via di mano l'ombrello maculato costato un occhio della testa e che ora non sa come fare per preservare l'opera d'arte realizzata dal suo coiffeur...una specie di mausoleo. E te la ridi.
Lo senti nelle voci eccitate dei ragazzini in libera uscita dopo i aver cazzeggiato due ore sui compiti pomeridiani, loro che se ne sbattono di vento, pioggia, freddo e urlano con tutte le loro forze l'amore per la vita, anche se ancora non sanno neppure di averci a che fare. E ridi.

Ed è in questo sorriso che ritrovi il gusto di una pausa inaspettata.
L'occasione è buona per scoprire che, chissà quando, i colori intorno a te sono cambiati, che la gente indossa cappotti e sciarpe, che il sole in cielo sta già scendendo nonostante siano solo le cinque di pomeriggio.
Non puoi non stupirti dei lampioni che si accendono, degli innamorati seduti nel bar davanti a te che si tengono la mano al cospetto del loro testimone d'amore[una cioccolata fondente fumante], dell'impiegato che esce dal lavoro (beato lui!) e corre per non perdere il treno che lo porterà dai suoi affetti -Ehy aspetta, hai dimenticato l'ombrello!-, del pensionato che si concede un bombolone per festeggiare la discesa di qualche punto del suo colesterolo.

Corre questo mondo, sbuffa, s'incazza, si scazza e poi s'incazza ancora. E non si ferma mai.
Come il cuore nel tuo petto, il cuore nel suo petto, il cuore nel petto di chi ti ama e di chi ti odia.
Come la speranza e la voglia di giocare, che cerchi negli occhi dell'ennesima donna sbagliata [o giusta sino a prova contraria], nel suo profumo, nell'immaginare come sarebbe bello sfiorarle il viso prima di baciarla nel fragoroso silenzio che solo l'amore regala.

Sorridi pensando a tutto questo e lo fai persino quando ti svegli di botto, accorgendoti che quel taxi è GIA' arrivato. Ed il pianeta scocciato per la tua distrazione è tutto concentrato nella smorfia insofferente del tassista che sbraita verso di te.

Non si commette mai ritardo nel dialogare un pò con la vita. Assoluzione piena.
Il tassametro sarà l'unico testimone in grado di quantificare la tua meraviglia:

in euro ovviamente, il mondo di oggi funziona così.

Buona fortuna.

 
 
 
Vai alla Home Page del blog

TAG

 

AREA PERSONALE

 

FACEBOOK

 
 
Citazioni nei Blog Amici: 18
 

INFERNO, CANTO V, VV. 127-138

Noi leggiavamo un giorno per diletto

di Lanciallotto, come amor lo strinse:

soli eravamo e sanza alcun sospetto.

Per più fïate li occhi ci sospinse

quella lettura, e scolorocci il viso;

ma solo un punto fu quel che ci vinse.

Quando leggemmo il disiato riso

esser baciato da cotanto amante,

questi, che mai da me non fia diviso,

la bocca mi baciò tutto tremante.

Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:

quel giorno più non vi leggemmo avante.

 

ULTIME VISITE AL BLOG

mattodinottedigitailcomanumanudgl16lucapole0Solo_VitaKimi.777lacky.procinoULTIMA_ECLISSEnakiro1rimsky0decafamilycinzia63Marc0Pol0fugadallanima
 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Maggio 2026 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
        1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
 
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 
 

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963