Angelo Ribelle
La Via Che Conduce All'Inferno E' Lastricata Di Buone Intenzioni? Piacere, Io Sono Il Pavimentatore...
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Novembre
Post n°181 pubblicato il 04 Novembre 2009 da Solo_Vita
Fare trecentotrenta all'ora su un treno di ultima generazione che taglia L'Italia per poi attendere un taxi sul marcipiede sudicio di una stazione. -Che rabbia, farò tardi-. Tempo morto in una vita dagli incastri perfetti, di tollerenze millimetriche, di respiri calcolati e pianificati. Strategia aziendale, strategia amorosa, strategia sessuale, strategia mortale. Tutto sembra rispondere a regole precise, rigorose, veri e propri dogmi che fracassano a terra la testa della fantasia sancendo la vittoria dei numeri. E intando il vento freddo di inizio novembre ti accarezza gli zogomi con sommaria delicatezza. Ma nel frattempo ti fa proprio sorridere questo cruccio novembrino, per il suo fare incazzoso, esagitato, incontrollato. Sembra voler spaccare tutto. Sembra te quando eri ancora vivo, senza calcoli anticipati, senza schemi da rispettare. Ti ci rivedi nel suo modo di fare, di arrivare, di travolgere tutto. Ed è in questo sorriso che ritrovi il gusto di una pausa inaspettata. Corre questo mondo, sbuffa, s'incazza, si scazza e poi s'incazza ancora. E non si ferma mai. Sorridi pensando a tutto questo e lo fai persino quando ti svegli di botto, accorgendoti che quel taxi è GIA' arrivato. Ed il pianeta scocciato per la tua distrazione è tutto concentrato nella smorfia insofferente del tassista che sbraita verso di te. Non si commette mai ritardo nel dialogare un pò con la vita. Assoluzione piena. in euro ovviamente, il mondo di oggi funziona così. Buona fortuna. |
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INFERNO, CANTO V, VV. 127-138
Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lanciallotto, come amor lo strinse:
soli eravamo e sanza alcun sospetto.
Per più fïate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.
Quando leggemmo il disiato riso
esser baciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi baciò tutto tremante.
Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante.



Inviato da: cjeannine0000
il 24/07/2014 alle 19:20
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