Angelo Ribelle
La Via Che Conduce All'Inferno E' Lastricata Di Buone Intenzioni? Piacere, Io Sono Il Pavimentatore...
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Il Mignolo Di Dio
Post n°184 pubblicato il 12 Febbraio 2010 da Solo_Vita
Lo senti pulsare dentro i tuoi boxer di Dolce & Gabbana il desiderio esplosivo che si alimenta dei suoi occhi neri. Non la conosci eppure sai che è lei, mentre sorseggi il tuo mojito senza prestare la minima attenzione alla combinazione di ghiaccio, rum, soda, menta e zucchero di canna. Giochi col suo sguardo sfuggente e veloce, che rimbalza nello specchio dietro al bancone, cercandoti e trovandoti ogni volta sempre più bramoso di sentire la sua voce, di sapere come pronuncia il tuo nome, di percepire il calore che emana il suo corpo. -Piacere, io sono Dolores- e morire dalla voglia di dirle che lo sapevi, che l'avevi già spiata, studiata. Che sai che ama inumidirsi spesso le labbra con un veloce movimento della punta della lingua, che è solita aggiustarsi i lunghi capelli dopo ogni risata e che è perfetta nell'adescare quel desiderio più remoto nascosto nell'angolo proibito della tua anima. Immaginare, realizzare, costruire. Dire, fare, baciare, peccare. Rubare. Rubarle un bacio approfittando delle difese momentaneamente abbassate, del collo incautamente abbandonato al suo destino per farti apprezzare il suo profumo che sa di rosmarino, o forse di torta di mele o magari di fragole. Una perfetta miscela di sicurezze e lussuria. Non è più una donna, è diventata una necessità. Come il sole, il mare, il vino, la pagina da scrivere. Bisogno di mescolare saliva, sogni, desideri, perversioni, amore e puttanate. Accade questo nello sgabuzzino ben nascosto dietro al banco, badando bene a trattenere i voluttuosi sussulti ben attaccati alle corde vocali, mentre il mondo fuori continua distratto a mescolare sangue ed alcool. Come la perfetta miscela di azoto di ossigeno compone l'aria che che permette la vita, così si confondono l'amore istantaneo, solubile al contatto con teneri ed umidi baci, e il sesso ancestrale, quello che prende vita dallo stomaco per farti godere senza rendere conto a nessuno. Attimi concepiti, partoriti e vissuti fuori dal tempo e dallo spazio, in un contesto che sfugge a qualsiasi classificazione possibile. Non c'è morale, non esiste etica, qui il politically correct è solo una rinuncia nel darsi all'altro. Follia. Ed è proprio mentre venite, avvinghiati e con le bocche per nulla sazie di baci, che improvvisamente ti rendi conto di quanto l'irrazionalità sia alla base del tuo essere vivo. Esiste solo una regola che un esploratore di sogni non deve dimenticare: mai e poi mai perdere il contatto col proprio filo di Arianna. Ed io lo tengo stretto. Ti ritroverò. Buona fortuna. |
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INFERNO, CANTO V, VV. 127-138
Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lanciallotto, come amor lo strinse:
soli eravamo e sanza alcun sospetto.
Per più fïate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.
Quando leggemmo il disiato riso
esser baciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi baciò tutto tremante.
Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante.



Inviato da: cjeannine0000
il 24/07/2014 alle 19:20
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il 20/05/2013 alle 16:40
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il 07/05/2013 alle 12:26
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