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Creato da antonioi0 il 05/02/2009
CULTURA E GIUSTIZIA
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CROCE
Post n°312 pubblicato il 01 Gennaio 2014 da antonioi0
Il pensiero di Benedetto Croce rappresenta una reazione al Positivismo, da cui pur rimane profondamente influenzato. A differenza dei positivisti, i quali avevano una concezione "naturalistica ed estrinseca" della storia, Croce ne ha una concezione spiritualistica ed intrinseca. Da qui il suo incontro con il Criticismo kantiano, l'idealismo di Hegel e la sua interpretazione immanentistica di Vico. Al positivismo come ricerca di un metodo per studiare e classificare i fatti della natura Croce sostituisce il suo positivismo come ricerca di un metodo per intendere i fatti dell'attività umana. Per Croce la filosofia è "filosofia dello Spirito" quale si determina nel processo concreto dell'esperienza, cioè del nostro mondo umano, con cui coincide tutto il reale (immanentismo). Secondo Croce due sono le forme fondamentali dell'attività spirituale: l'attività teoretica (conoscenza) e l'attività pratica, ognuna delle quali presenta due gradi. Nella prima si distinguono l'intuizione, o conoscenza dell'individuale e il concetto, o conoscenza dell'universale. Nella seconda troviamo l'utile, o volizione dell'individuale e il Bene, o volizione dell'universale. Pertanto ai quattro gradi della vita dello spirito corrispondono le categorie del bello, del vero, dell'utile e del buono. Nell'unità abbiamo la distinzione di quattro gradi dell'attività spirituale: Arte (intuizione), Filosofia (concetto), Economia (utile) e Morale (bene).
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