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CULTURA E GIUSTIZIA
 

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NOTE STORICHE

Post n°3591 pubblicato il 08 Ottobre 2022 da antonioi0

NOTE:

 

Questa facies culturale partecipa della più vasta cultura delle “tombe a fossa”, nettamente distinta dalla cultura

villanoviana per la pratica funeraria dell’inumazione in luogo dell’incinerazione. Infatti con l’inizio della prima età del

Ferro si assiste in Campania al disgregarsi della precedente unità culturale ed al nascere di culture differenziate che

permansero tali fino alla conquista romana, di fatto attuatasi tra il II e I secolo a.C.”( M. Barbera, R. Rea, op.cit. pg. 78).

 

Il nome di Compsa “compare nella storia l’anno 216 a.Cr., allorchè, dopo la terribile sconfitta dei Romani a Canne,

un nobile Conzano, Stazio Trebio, avversario dei Mopsii, famiglia potente per favore dei Romani, vi chiamò i

Cartaginesi e la diede in loro potere senza contrasto, essendo usciti dalla città i Mopsiani. Annibale lasciata ivi la preda

ed i bagagli, comandò il fratello maggiore Magone che con gran parte dell’esercito prendesse possesso delle città di

quella regione, che si ribellassero ai Romani, e costringesse alla defezione quelle che si rifiutassero”( G. Gargano,

Ricerche storiche su Conza antica, 1935, Ristampa Ediz. Amm. Com. di Conza della Campania, Conza della Campania

1977, pg. 29, da una traduzione di Tito Livio, XXIII, I)

62 G. Gargano, op.cit., pp. 9-17.

63 Ivi, pp. 27-35.

64 “A piè del muro della Cattedrale, che guarda a mezzogiorno, sul piazzale detto del Cimitero, c’è la seguente

iscrizione incisa su travertino (…): L.Antistio Q.F. Gal. Paulo IIII Vir Quinq. Patro no municipii plebs urbana aere con

lato L.D.D.D. Dall’iscrizione rileviamo che il popolo della città, denominato plebs urbana, per distinguerlo dalla plebs

rustica che lavorava e viveva in campagna, con danaro raccolto per sottoscrizione dedicò a Lucio Antistio Paolo, figlio

di Quinto, della tribù Galeria, quadrumviro quinquennale e patrono del municipio, un monumento, forse una statua, in

un luogo concesso per decreto dei decurioni.”(G. Gargano, op.cit.,pg. 37).

 

Da Conza i Longobardi beneventani discesero lungo l’alto Sele per raggiungere e conquistare Salerno intorno al

639. Da Conza ridiscesero i Normanni per impadronirsi della capitale, ripercorrendo quella consueta strada, al vertice

della quale c’è il baluardo di Conza, tracciata dall’Ofanto, che metteva in comunicazione la Puglia con i principati, il

beneventano e il salernitano, Conza fu tra i sedici gastaldati che formavano quest’ultimo.” (P.Peduto, Problemi di

 

ricerca su Conza medievale, in Memorie Conzane, Edizione Pro Loco “Compsa”, 2000, pg. 44.)

 
 
 
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