Forse qualcuno si ricorderà che nel luglio 2009 avevo fatto un ampio giro di perlustrazione con la scusa di andare a chiedere informazioni sulla pista Happy Valley di Cervia per andare a far curvare l'aprilietta presa qualche mese prima.
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Quando sono tornato a casa bello galvanizzato ho però preso coscienza di quello che era diventato il mondo della nautica nei d'intorni e delle conseguenze che avrebbe avuto sul mio lavoro e la mia vita in generale. Fatto sta che da quel momento a quando sono riuscito a mettere le ruote nel pur economico pistino da go kart sono passati 3 anni. L'esordio è stato ad Ottobiano, non proprio un pistino visto che c'è stato anche il mondiale 2-3 anni fa in occasione di un incontro tra SXVisti: i "malati" di questa motoretta tanto bella e perforante quanto "stronzetta".
Bene, adesso finalmente ci sono riuscito: presa visione degli orari di novembre e visto che il primo giorno del mese c'era una giornata dedicata alle "motorette", ho preso il coraggio a due mani e sono andato. Ormai dopo tanto tempo ci sarei andato anche se avesse nevicato purché mi avessero fatto entrare.
Invece ha piovuto solo fino all'ora di sveglia: il tempo perfetto:
Decido di partire con calma, tanto la sera prima non sono riuscito a caricare la moto sul carrello visto quanto pioveva, poi prima di partire visto che ci sono 95 km faccio una telefonata per sicurezza. Nel frattempo l'asfalto si asciugherà .....
In breve poco dopo le 10 sono arrivato. Vista la temperatura mite la moto parte al primo colpo anche se ha sule candele fredde. L'autostrada era completamente asciutta anche grazie al forte vento e a qualche timido sprazzo di sole tra le nuvole, ma il parcheggio è ancora intriso d'acqua.
Entro in pista per primo, timidamente e con grande cautela.
Ho su ancora il mix di gomme che avevo a Ottobiano la domenica mattina: davanti l'infida Dunlop D208rr di serie (con più di 3000 km e 6 anni e dietro la supercorsa in mescola morbida SC01, gonfiate con cura a 1,8 grazie all'aiuto di Andrea (mio figlio di 3,5 anni
). So che soprattutto la Dunlop se non è calda fa scherzi per cui apro il gas di niente per fare la prima curva e lo chiudo tutto per la seconda: un secco rampino a sinistra. Starò andando a 20 all'ora ma con mia grande sorpresa mi scappa la ruota davanti, la riprendo ma contemporaneamente scappa anche quella dietro e nonostante il controsterzo continua ad allargare e sembra non fermarsi più. Già mi vedo steso a terra dopo 5 secondi e meno di 100 metri percorsi, ma alla fine la moto si riallinea riprendendo progressivamente aderenza. L'acqua presente in quantità e non i modo uniforme, la presenza di qualche pozzangherina ma soprattutto l'abbondante gomma lasciata dai kart all'interno dei tornanti che con l'acqua diventa scivolosa come il sapone rendeva veramente insidioso guidare, nonostante le cautele. La ruota anteriore mi sarà scappata via almeno altre 5-6 volte, per fortuna sempre ripresa. Bastava allargarsi di 10 cm rispetto al corridoietto più asciutto e per non cadere si doveva tenere la moto diritta e il gas chiuso. Questo ha fatto sì che riuscissi a tenere il passo delle pit bike grazie al fatto che loro dovevano girare piano quasi quanto me ma hanno meno motore. Poi però la pista i è andata asciugando.....
AL terzo turno ho iniziato a divertirmi. Facevo 12-15 km ogni volta, poi quando le braccia iniziavano a indolenzirsi e a fare qualche errorino mi sono fermavo. Nel frattempo un po' di sole e di vento hanno asciugato quasi del tutto la pista che è rimasta scivolosa. Mi hanno detto quelli con la pit che è la più scivolosa della zona.
Il divertimento va di pari passo con la fatica, infatti dopo il terzo turno sono sceso dalla moto tutto sudato. Io mi ero portato perfino la giacca da mettere sopra la tuta temendo di avere freddo. Invece la temperatura discreta: 13-14 gradi in salita e la pista molto stretta e tortuosa hanno scaldato parecchio.
Con la mia moto di serie con i rapporti lunghi pignone originale da 15 e corona con 2 denti in più la pista si fa quasi tutta in prima e solo sui 3(?) rettilinei più lunghi di 50 metri si riesce a mettere la seconda. Visto che ho su il cruscotto funzionante ho visto che la velocità massima è stata di 92 e quella media di 42.
Al bar dopo il 3° turno ho avuto la conferma di quello che pensavo cioé che 4 turni fossero sufficienti per questo quasi debutto: infatti le mani mi tremavano col bicchiere in mano. Rientro in pista per fare l'ultimo e poi tornare a casa per pranzo, stranamente sono usciti tutti e giro solo. Ho così modo di fare qualche esperimento di traiettorie e di modi di guidare. Mi sento bene, sono soddisfatto e incredibilmente ancora tutto intero. Ho perfino raschiato un paio di volte lo stivale a terra senza toglierlo dalla pedana. Ho tirato dai bordi delle gomme via i ricciolini che avevo raccattato a Ottobiano e ..... è uscito l'omino con la bandiera a scacchi.
Cavolo, ecco perché erano usciti tutti: c'è la pausa pranzo, me l'aveva detto ma non ci avevo fatto molto caso visto che dovevo fare solo mezza giornata. Va bene! Sono uscito 10 minuti prima del previsto ma passare per primo (e unico!!) sotto la bandiera a scacchi è una soddisfazione enorme!
Mi faccio aiutare ad uscire dalla scafandro in pelle, cerco di darmi un'asciugata alla meglio (non ero preparato a sudare così) e avendo appena sentito dalla radio che c'era una grossa coda in autostrada decido di farmela tutta sulla statale rilassato e tranquillo per le strade con pochissimo traffico assaporando il sapore della riscossa per questo piccolo scopo raggiunto.
Un paio di fotine nel parcheggio. Putroppo non riesco a scattarmele mentre vado
(per fortuna visto che tanto bello da vedere non sarei
)


Inviato da: mwinani
il 16/02/2021 alle 16:59
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il 16/02/2021 alle 16:59
Inviato da: cassetta2
il 27/08/2019 alle 13:14
Inviato da: giovanni
il 09/11/2018 alle 09:28
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il 16/12/2014 alle 12:42