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Questo blog è dedicato alla scrittura. Troverete i miei scritti, poesie, racconti e pensieri. Sono graditi i commenti, lasciate una vostra traccia anche se quello che leggete vi fa schifo! Anche le critiche sono una buona cosa, aiutano a crescere. Se poi volete anche farmi i complimenti, li accetto volentieri! E non esitate a darmi qualche buon consiglio! Buona lettura! ![]()
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IRA e SANDRO“Scusa, puoi stare attento a dove metti i piedi?” Ero al parco. Stavo facendo una passeggiata per godermi il sole. Passeggiavo e mi perdevo nei miei pensieri. Mi distraevo dai miei problemi. Non facevo molto caso a tutto quello che avevo intorno. Però non capivo quella voce da dove veniva. Mi sono guardato intorno e non c’era nessuno. Ho ripreso a camminare. Ho pensato che le mie orecchie non funzionassero molto bene. Poi però ho sentito ancora quella voce, più forte di prima: “SCUSA, PUOI STARE ATTENTO A DOVE METTI I PIEDI?”. Ho guardato in basso. La voce veniva dal basso. Un essere minuscolo mi guardava indispettita, con aria arrogante. Era una formica. Era alquanto incazzata. Mi ha guardato ancora, la formica e mi ha detto: “Sei sordo? Puoi passeggiare altrove per piacere? Devo lavorare io! Non posso perdere tempo!” Stavo sognando. Di sicuro stavo sognando. Senza farmene accorgere mi sono dato un bel pizzicotto al sedere per risvegliarmi da quello strano sogno. Ho sentito solo dolore però. Ho guardato ancora in basso e ancora la formica era lì che mi guardava storto. Era tutto vero. Avevo davanti una formica. E la formica parlava anche. E parlava la mia lingua. Mi sono guardato intorno e non c’era nessuno vicino. Ho deciso quindi di sfruttare la situazione. Ho pensato che non mi sarebbe più capitata un’occasione del genere. Avevo finalmente la possibilità di conoscere meglio il mondo delle formiche. Avrei potuto conoscere le loro idee, il loro stile di vita. E soprattutto avrei potuto sapere cosa ne pensavano del mondo e degli uomini. Ho guardato negli occhi la formica e le ho detto: “scusa, non mi ero accorto della tua presenza, vado subito via…” “ecco, bravo, cammina altrove!” “…ad una condizione però, me ne andrò soltanto se risponderai ad alcune domande!” “va bene, ma sbrigati, chiedimi quello che vuoi, basta che tu sia rapido!” Incredibile. Stavo parlando con una formica. Se decidessi di raccontarlo in giro, mi rinchiuderebbero subito in un manicomio. Per rompere il ghiaccio, ho iniziato con una domanda semplicissima: “come ti chiami?” “Ira” “che razza di nome è?” “senti non cominciamo con le critiche! Io mi chiamo così e basta! Qual è il tuo nome invece?” “Sandro” “E ti sembra un bel nome?” “Be’ scusa hai ragione, nemmeno il mio è un bel nome! Ok, ti chiedo scusa! Però, volevo chiederti cosa ne pensavi tu del mondo e di noi uomini…” “Ecco bravo… questo è un argomento molto interessante. E’ strano che uno come te mi ponga questa domanda. Gli uomini sono tutte creature egoiste. Pensano soltanto ai propri bisogni e vanno sempre di corsa. E chi ci va di mezzo? Noi formiche! Ho visto cose che tu nemmeno puoi immaginare. Ho visto tante formiche stramazzare al suolo. Formiche giovani. Formiche piene di vita. Uccise dalla fretta di voi uomini egoisti!” “Mi spiace…” “No che non ti spiace! Mi avresti ucciso anche tu poco fa se non ti avessi urlato contro! Voi uomini ve ne fregate di noi! Guardate sempre in alto e mai in basso. Non vi curate di noi poveri esseri indifesi.” “Hai ragione, Ira. Ma io cosa ci posso fare se il mondo va così?” “Ecco, tutti la stessa testa avete. Siete tutti omologati. Siete esseri prefabbricati con lo stesso cervello montato in serie sui vostri corpi. Nessuno di voi pensa più con la propria testa.” “E’ vero. Noi uomini siamo esseri un po’ stupidi. Lo penso anch’io. Ciò non significa che io possa fare qualcosa per te.” “Certo che puoi fare qualcosa per me. Puoi cambiare atteggiamento intanto. Puoi iniziare anche tu a pensare in maniera diversa. Puoi fare attenzione d’ora in avanti a tutte queste formiche che vedi.” “Va bene. Ti prometto che da oggi penserò più a voi formiche. Starò attento a non calpestarvi.” “Bravo. Impara anche a rispettarci. Gli uomini pensano che noi formiche siamo esseri stupidi e insignificanti. Invece noi ci diamo da fare proprio come voi. Lavoriamo, amiamo, ridiamo, piangiamo, soffriamo. Proprio come voi.” “Be’ non siamo proprio uguali direi!” “Sai qual è la differenza tra gli uomini e le formiche?” “No, qual è?” “Noi formiche siamo infinitamente più piccole degli uomini. A differenza degli uomini non abbiamo una casa stabile. E non abbiamo la possibilità di vedere la tv.” “Be’, il fatto che voi non possiate guardare la tv mi sembra un bene.” “Dici?” “Si! Gli uomini diventano ancora più idioti col passare del tempo. Anche per colpa della tv. Gli uomini godono poco della vera essenza della vita. Ammirano poco la natura. Guardano poco il sole. Escono di casa sempre di meno. E amano sempre di meno. Forse è per questo che quando stanno in giro, gli uomini non guardano mai dove mettono i piedi. E voi ne pagate le conseguenze.” “Parli come se la cosa non ti riguardasse. Tu non sei diverso dagli altri” “E’ vero. Però ho voglia di migliorare. E sono un essere umile. E credo sia sempre il momento giusto per cambiare direzione, per essere più sensibili.” “Devo ammettere che parlare con te non è poi così male. La tua sensibilità non è ancora stata interamente risucchiata dal vortice dell’egoismo umano.” “Grazie” “Prego” “E cosa ne pensi di Dio? Anche voi formiche credete in Dio, vero? Secondo te, esiste?” “Se Dio esistesse non credo che ci avrebbe messo in queste condizioni. Sempre a rischio di venire uccise.” “Già. Però magari voi formiche vivete una vita difficile adesso per poter vivere la prossima in maniera più dignitosa. Magari in un’altra vita voi formiche diventate uomini e noi uomini diventiamo formiche.” “Mi stai dicendo che sei Buddista?” “Incredibile! Conosci anche il Buddismo? Non ho mai incontrato una formica così colta! Comunque, si. Credo in Buddha.” “Sinceramente io non credo né in Buddha né in Dio.” “Ma bisogna pur credere in qualcosa.” “Si. Credo in me stessa. E in nessun altro. Solo in me stessa.” “E’ già qualcosa. Io in me stesso non è che ci creda poi molto. Alcune volte dimentico anche di esistere. E non sono nemmeno sicuro che in questo momento io stia parlando con te.” “Tutto è pura illusione” “Tu mi stupisci sempre di più. Dici grandi verità. E sei incredibilmente in gamba. E per giunta sei una filosofa” “Essere filosofa non significa forse credere in quello che non c’è?” “Si. Però tu prima hai detto che non credi in niente.” “No. Ho detto che credo in me stessa. E anch’io sono qualcuno che forse non esiste. Qualcosa che forse non c’è.” Ira ha smesso di parlare per un attimo. Poi ha ripreso: “Mi spiace caro Sandro, ora devo andare. E’ stato bello parlare con te. Ricordati che la vita è una sola.” “Grazie Ira. Spero di rivederti prima o poi. Ciao” Ho salutato la formica e sono andato oltre. Era quasi l’ora di pranzo e nel parco c’era pochissima gente. Io continuavo a pensare al dialogo tra me e Ira. E continuavo a chiedermi se ero io l’uomo e Ira la formica o se ero io la formica e Ira la donna. Non ero sicuro più di niente. Quella formica aveva spazzato via ogni mia certezza. Aveva ragione lei. Tutto è pura illusione. |


Inviato da: puzzle bubble
il 05/05/2012 alle 19:14
Inviato da: Tesssssy
il 09/06/2010 alle 14:55
Inviato da: TessyPD
il 02/01/2010 alle 10:32
Inviato da: rosi65
il 31/12/2009 alle 09:27
Inviato da: TessyPD
il 19/10/2009 alle 15:54