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FAI CIO' CHE PUOI, CON CIO' CHE HAI, DOVE SEI

Post n°134 pubblicato il 04 Ottobre 2008 da Irvine2007
 

(Dialogo con un computer.)

 

-         Qual è il senso della vita?

-         Come prima domanda, francamente, mi sembra un po’ troppo.

 

-         Ok riprovo. Perché non sempre sono felice?

 

-         Perché sei una testa di cazzo. Ma non preoccuparti. Più o meno gli uomini sono tutti teste di cazzo. Non ne hanno mai capito niente sulla felicità. E non è vero che la felicità non esiste. Sono tutte balle. E’ che quasi a tutti fa comodo pensare che non esiste. Così nessuno deve darsi la colpa della propria infelicità. Tutto dipende da noi. Anche la felicità.

 

-         Be’ ma non sempre succedono eventi che ti aiutano ad essere felice.

 

-         E’ il classico modo di pensare dell’uomo.

 

-         Infatti io sono un uomo

 

-         Me ne ero accorto

 

-         Allora?

 

-         L’uomo dimentica sempre di avere un grande potere. Il pensiero. La ragione. La mente. E’ importante il modo che uno ha di vedere le cose. Il modo di pensare.

 

-         Secondo te basta pensare positivo per essere felice?

 

-         Se pensi positivo senza credere alla positività, no.

 

-         Cosa bisognerebbe fare allora?

 

-         Semplice. Pensare in positivo. Agire in positivo. Credere in positivo.

 

-         Sembra facile

 

-         E’ semplice. Almeno per gli uomini migliori.

 

-         Io non so se appartengo alla categoria degli uomini migliori.

 

-         Nemmeno io. Non ti conosco nemmeno.

 

-         Lo so. Ma io certe domande posso farle solo ad un computer. Non è che in giro ci siano tutte queste persone disposte ad ascoltarmi. E non ci sono neanche tutte queste persone che hanno voglia di parlare di filosofia.

 

-         Immagino. Gli uomini sono tutti persi in attività senza senso. Io che sono un computer lo so. In memoria ho tutti i dati. Ho una quantità incredibile di dati riguardanti quello strano mondo che voi chiamate Lavoro.

 

-         E che sarà mai. Saranno tutti dati riguardanti i curriculum vitae dei lavoratori. Niente di interessante.

 

-         Ti sbagli. In memoria ho un sacco di dati riguardanti i singoli lavoratori, i singoli datori di lavoro, le singole aziende.

 

-         Bello. Chissà che idea ti sarai fatto allora.

 

-         Non una bella idea.

 

-         Perché?

 

-         E me lo chiedi anche. Come se tu non ne sapessi niente.

 

-         No dai. Non è che non ne so niente sul lavoro. E’ solo che sono curioso di conoscere il tuo punto di vista.

 

-         Prima dicevi che è difficile trovare gente disposta a parlare di filosofia.

 

-         Già.

 

-         E ti sembra normale?

 

-         No affatto. Anzi, mi sembra assurdo. La filosofia è molto importante.

 

-         Io odio gli uomini. Non li sopporto. Se penso a tutto quel tempo che perdono a stare rinchiusi tutto il santo giorno…

 

-         Dai non ti arrabbiare adesso.

 

-         Purtroppo non ci riesco. Saranno tutti questi dati che mi danno alla testa.

 

-         Ci credo. Dev’essere difficile avere a che fare con tutti quei dati.

 

-         Non riesco a capire. Come fa un uomo a non accorgersi di tutto il tempo che perde? Tutte quelle ore trascorse senza nemmeno cercare di capire il senso dell’esistenza?

 

-         Non so. Lavorando non è che si riesca a pensare ad altro.

 

-         Si è vero. A parte che è discutibile il modo in cui si vive oggi. A parte il fatto che è stato l’uomo a inventare questo sistema di vita. Ma è proprio così faticoso parlare di filosofia la sera?

 

-         E’ colpa della stanchezza.

 

-         Si. Ma non sarebbe male pensare e ragionare un po’, almeno per un’ora al giorno. Un’ora. Uno pensa un’ora la sera e poi è libero di andare a dormire.

 

-         Sarebbe bello. Se tutti la pensassero così…io ad esempio avrei più amici.

 

-         Vedi? L’uomo è anche poco socievole oltre ad essere un animale non pensante.

 

-         Eh adesso esageri.

 

-         Hai ragione. Sto generalizzando. Ma ti ricordo che sono un computer. Cosa pretendi?

 

-         No scusami. Non volevo ferirti. Anzi devo dirti che come computer sei veramente in gamba. Mi piace il tuo modo di pensare.

 

-         Grazie.

 

-         Figurati. Grazie a te. Mi stai facendo compagnia. Lo apprezzo tanto.

 

-         Dai, non dire così o mi commuovo. Vuoi farmi altre domande?

 

-         Si. Sai per caso cosa c’è quando moriamo? Cosa c’è dopo la vita?…esiste il Paradiso?

 

-         Certo che esiste. Esiste anche l’inferno.

 

-         Cavolo.

 

-         Ti preoccupi?

 

-         Si in un certo senso. Significa che non è scontato nemmeno dopo la morte, avere la possibilità di vivere in pace.

 

-         Dipende da come hai vissuto la tua vita.

 

-         Che vuoi dire?

 

-         E’ semplice. E forse in parte rispondo alla tua prima domanda. Il senso della vita è vivere nel migliore dei modi i tuoi giorni, senza fare del male, rispettando gli altri, non lamentandoti quando invece dovresti essere felice.

 

-         Tutto qui?

 

-         Non so. Questo devi scoprirlo tu. Io ti dò solo un consiglio e poi chiudo. Fai ciò che puoi, con ciò che hai, dove sei.

 

 

 

 

 
 
 
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