Creato da cuccuruccuz il 31/10/2008

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Nico Guevara

 

QUALCUNO ERA COMUNISTA..

Qualcuno era comunista perché si sentiva solo.

Qualcuno era comunista perché credeva di
poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.
Qualcuno era comunista perché aveva bisogno
di una spinta verso qualcosa di nuovo.
Perché sentiva la necessità di una morale diversa.
Perché forse era solo una forza, un volo,
un sogno era solo uno slancio, un desiderio
di cambiare le cose, di cambiare la vita.
Sì, qualcuno era comunista perché,
con accanto questo slancio,
ognuno era come… più di sé stesso.
Era come… due persone in una.
Da una parte la personale fatica quotidiana
e dall'altra il senso di appartenenza a
una razza che voleva spiccare il volo
per cambiare veramente la vita.
No. Forse anche allora molti avevano aperto
le ali senza essere capaci di volare…
come dei gabbiani ipotetici.
E ora? Anche ora ci si sente come in due.
Da una parte l'uomo inserito che
attraversa ossequiosamente
lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana
e dall'altra il gabbiano senza più neanche
l'intenzione del volo perché
ormai il sogno si è rattrappito.
Due miserie in un corpo solo.

 

 

 

 

HO VISTO ANCHE DEGLI ZINGARI FELICI

...ho visto degli zingari felici...

ubriacarsi di luna,

di vendetta e di ...guerra...

...i poeti amano l'odore delle armi,

odiano la fine della giornata...

 

 

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LA CRISI

Post n°47 pubblicato il 17 Febbraio 2009 da cuccuruccuz

 

Questo spettro che appare e scompare periodicamente, ciclicamente. E tutti che rivolgono la propria attenzione verso questo ”fenomeno”, tutti, dal ricco al povero, dall’industriale all’operaio, al precario, disoccupato, immigrato…TUTTI.

E qui si determina il peggior aspetto del condizionamento tutti vengono “trasferiti” in una sorta di gregarismo massificato, il seguire una corrente. Si crea una massa interclassista Uniti tutti: bianchi neri padroni rom, tutti che rivolgono l’attenzione “speranzosi” verso Wall Street.Questo spettro che viene tirato fuori ad uso e consumo del POTERE, è un gioco che funziona.

Tutti ad interessarsi a preoccuparsi della crisi!!!! A chiedersi: Cosa succederà?

INVECE BISOGNA CHIEDERSI: CHI LA CAUSA LA CRISI?

CHI LA PAGA LA CRISI?

CHIEDIAMOCELO NOI

Chi determina la crisi non è certo il popolo, chi determina la crisi è il capitalismo!

La crisi non è un qualcosa che si auto genera, la crisi è voluta! Determinata, causata dal capitalismo e si genera all’interno dello stesso con un conflitto fra lobby diverse, fatta di speculazione in BORSA, (CUORE del capitalismo.)

La crisi viene determinata per distogliere la gente dai problemi reali e quotidiani, per creare disagio e preoccupazione, per renderci tutti più vulnerabili, per fomentare conflitti e distruggere per i grandi investimenti delle ricostruzioni, guardate bene che aziende mondiali appaltano le ricostruzioni, sono quelli che distruggono che poi si fanno pagare per ricostruire.SONO sempre loro.

Noi non dobbiamo guardare con preoccupazione la crisi, perché per chi sta male la crisi non cambia la situazione.

Guardiamo chi la causa e facciamo si che la paghino loro.

CHI LA PAGA?

Domanda stupida, risposta ovvia: il POPOLO

La crisi determinata da pochi viene pagata dal popolo…

I conti non tornano, LORO sbagliano e noi paghiamo.

Se invece siamo noi a sbagliare …paghiamo…anche se non sbagliamo.

C’è chi sbaglia e grazie ad un parlamento squillo, prezzolato ad ore, a presenza, insieme al potere mediatico ed ai suoi pennivendoli di regime fa pagare i loro stessi errori e le loro speculazioni alla gente. Ma non è il popolo, la gente che deve sacrificarsi, sempre, crisi o non crisi, ma chi vive nel lusso, nello spreco, nel troppo…e tutto questo in nome della democrazia…

 
 
 
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Nostra patria il mondo intero,nostra legge la libertà.
Libera cultura in liberi spazi!Anarchia è vita.
Voi ridete di me perché sono diverso,
io rido di voi perché siete tutti uguali.
Oggi cerco un’ora di furibonda anarchia e,
per quell’ora darei tutti i miei sogni,
tutti i miei amori, tutta la mia vita.
Anarchico è colui che dopo una lunga,
affannosa e disperata ricerca ha trovato
sè stesso e si è posto, sdegnoso e superbo
“sui margini della società” negando
a qualsiasi il diritto di giudicarlo.
Ogni popolo, come ogni persona è quello che è,
e per questo ha un diritto ad essere se stesso.

 

 

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rivoluzionari siamo romantici.
Si è vero lo siamo in modo diverso,
siamo quelli disposti a dare la vita
per quello in cui crediamo.

 

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