Creato da cuccuruccuz il 31/10/2008

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Nico Guevara

 

QUALCUNO ERA COMUNISTA..

Qualcuno era comunista perché si sentiva solo.

Qualcuno era comunista perché credeva di
poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.
Qualcuno era comunista perché aveva bisogno
di una spinta verso qualcosa di nuovo.
Perché sentiva la necessità di una morale diversa.
Perché forse era solo una forza, un volo,
un sogno era solo uno slancio, un desiderio
di cambiare le cose, di cambiare la vita.
Sì, qualcuno era comunista perché,
con accanto questo slancio,
ognuno era come… più di sé stesso.
Era come… due persone in una.
Da una parte la personale fatica quotidiana
e dall'altra il senso di appartenenza a
una razza che voleva spiccare il volo
per cambiare veramente la vita.
No. Forse anche allora molti avevano aperto
le ali senza essere capaci di volare…
come dei gabbiani ipotetici.
E ora? Anche ora ci si sente come in due.
Da una parte l'uomo inserito che
attraversa ossequiosamente
lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana
e dall'altra il gabbiano senza più neanche
l'intenzione del volo perché
ormai il sogno si è rattrappito.
Due miserie in un corpo solo.

 

 

 

 

HO VISTO ANCHE DEGLI ZINGARI FELICI

...ho visto degli zingari felici...

ubriacarsi di luna,

di vendetta e di ...guerra...

...i poeti amano l'odore delle armi,

odiano la fine della giornata...

 

 

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DAL BLOG SIAMOVIVI VENETO

Post n°48 pubblicato il 19 Febbraio 2009 da cuccuruccuz

NO alle basi di guerra nella nostra regione!
Post n°3 pubblicato il 19 Febbraio 2009 da SIAMOVIVI_VENETO
 

Vicenza e il Veneto dicono NO alla nuova base Dal Molin sul proprio territorio!
NO alla criminalizzazione dei movimenti democratici che difendono il territorio e si oppongono alle logiche di guerra! 

 

  

Nonostante la c.d. guerra fredda sia finita 20 anni fa, con il crollo del muro di Berlino, gli USA hanno deciso da circa 3 anni di potenziare la propria base militare di Vicenza (Ederle), ampliandola per portarci altre migliaia di soldati e mezzi militari, fino a farne la base americana più grande d'Europa. La città di Vicenza, insignita dall'UNESCO del titolo di patrimonio dell'Umanità, città pacifica e accogliente da sempre, si ritrova così ad essere trasformata in una immensa servitù militare USA, con l'esproprio di centinaia di ettari di territorio, sottratti ai vicentini e destinati alla costruzione di una nuova base nel sito dell'ex aeroporto cittadino, alle porte dellaa città, sottratto agli usi civili per essere destinato, forse domani, ai cacciabombardieri. Il sito tra l'altro si trova in zona prossima alle falde acquifere che alimentano gli acquedotti cittadini. Tutto ciò comporta la progressiva militarizzazione degli spazi pubblici, ed in più Vicenza diventa bersaglio privilegiato di eventuali attacchi terroristici antioccidentali.  

Tutto questo grazie ad un accordo tenuto segreto tra Amministrazione americana Bush e Governo Berlusconi nel 2005, di cui la città e l'opinione pubblica locale e nazionale sono state tenute del tutto all'oscuro, alla faccia della democrazia e dello slogan "paroni a casa nostra",  ormai desueto slogan leghista, visto che ora la la Lega sostiene il progetto della base americana e osteggia fortemente il movimento democratico di opposizione vicentino.

 

 

Da circa 2 anni si è quindi formato un grande movimento di opposizione alla base, che ha prodotto moltissime iniziative, tra cui raccolte di firme, referendum (bloccati dal Consiglio di stato), denunce, acquisto di lotti di terreno destinato al sito della nuova base, asseemblee pubbliche, manifestazioni e cortei (tra cui una grande manifestazione a livello nazionale con 80.000 partecipanti tenutasi il 15 dicembre 2007), un campeggio estivo nell'area della base con un presidio permanente, ecc. Da ultimo sono state attuate iniziative del tutto pacifiche di blocco dell'accesso dei mezzi delle ditte appaltatrici dei lavori alla base. Blocchi più che altro simbolici ma a fronte dei quali il nuovo questore Sarlo, un vero fascista patentato mandato da Maroni a sostituire non a caso il precedente questore perchè troppo "dialogante" con la comunità locale, ha ritenuto di usare la mano dura della repressione ipotizzando la denuncia per associazione a delinquere per tutti i manifestanti impegnati nelle azioni di protesta. 

A fronte di ciò il giorno 14 febbraio si è svolta l'ennesima grande manifestazione promossa dal Presidio Permanente No Dal Molin; circa 8.000 persone, nonostante la pesante cappa di intimidazione da parte della Questura, hanno preso parte al corteo per denunciare la sospensione di fatto del diritto costituzionale di manifestare, attuata dal Questore Sarlo e dal Prefetto Mattei.

Il Questore ha ipotizzato che questo movimento è un'associazione per delinquere, a causa dei blocchi pacifici dell'accesso alla base dei camion delle ditte appaltatrici dei lavoro alla base, attuati nei giorni scorsi; quella di ieri è stata una grande risposta democratica dei cittadini a chi vuol criminalizzare il dissenso, chiudere gli spazi di protesta e intimidire la città. Microfoni aperti durante la manifestazione, dai quali decine di cittadini hanno denunciato piccoli e grandi soprusi avvenuti in questi giorni da parte delle forze dell'ordine.

Prossimo appuntamento, un presidio per la democrazia venerdì prossimo in Via Ferrarin, strada pubblica, e che quindi dovrebbe essere liberamente agibile a tutti, ma chiusa ai cittadini dalle forze dell'ordine per garantire l'accesso al Dal Molin.

 

 

“Vicenza non è un'associazione a delinquere, Vicenza è uno spazio di democrazia”. Vicenza non ci sta ad essere svenduta alle Forze Armate americante per diventare base di partenza delle missioni di guerra. Per questo diciamo:

 NO ALLE BASI DI GUERRA

NO ALL'ESPROPRIO E ALLA SVENDITA DEL TERRITORIO 
ALLE AUTORITA' MILITARI USA

SI AL DIRITTO DI MANIFESTARE LIBERAMENTE
E PACIFICAMENTE IL DISSENSO

www.nodalmolin.it

 

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Nostra patria il mondo intero,nostra legge la libertà.
Libera cultura in liberi spazi!Anarchia è vita.
Voi ridete di me perché sono diverso,
io rido di voi perché siete tutti uguali.
Oggi cerco un’ora di furibonda anarchia e,
per quell’ora darei tutti i miei sogni,
tutti i miei amori, tutta la mia vita.
Anarchico è colui che dopo una lunga,
affannosa e disperata ricerca ha trovato
sè stesso e si è posto, sdegnoso e superbo
“sui margini della società” negando
a qualsiasi il diritto di giudicarlo.
Ogni popolo, come ogni persona è quello che è,
e per questo ha un diritto ad essere se stesso.

 

 

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