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Metamorfosi di una farfalla

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"Poi nasce un nuovo giorno. E il buio porta via con sé quel che non serve. Il resto spetta a noi. Che di questa metamorfosi abbiamo fatto uno stile di vita. Arabe fenici dalle mille rinascite. Questo siamo..." 

 

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30 giorni (trenta)

Post n°407 pubblicato il 15 Giugno 2018 da irene.74
Foto di irene.74

Un'altra relazione è terminata, sei distrutta, disperata, stanca, sfinita... Vorresti poterlo dimenticare con un semplice schioccar di dita e invece i giorni passano e ti ritrovi sempre al punto di partenza. Che fare?

Vivere una relazione oggi, con impegno, credo sia un'autentica prova di coraggio. Non abbiamo più la spensieratezza dei vent'anni. Nè tanto meno ci confrontiamo con uomini esenti da delusioni. Se superata la quarantina ci si ritrova single, un perché c'è, E impegnarsi per costruire un rapporto appagante e che funzioni, non è cosa automatica.

Se poi succede che, dopo averci creduto, dopo aver messo l'anima, dopo esser tornate a sognare, ci si imbatte nell'ennesima delusione, il discorso si complica ulteriormente.

La prima cosa da fare è prendersi un momento sereno in cui analizzare nella maniera più obiettiva possibile la fine della relazione. Non c'è realmente più niente da fare? Si è davvero al capolinea? O esiste la possibilità di recuperare un legame che magari ha pagato un prezzo che non gli spettava? Se qualcosa oggettivamente si può fare, non esitare a farla. Ma se invece ti rendi conto che davvero l'unica soluzione giusta era porre fine al rapporto, devi convincertene. Senza se e senza ma. Cerca di capire cosa non ha funzionato. Prendi coscienza di quel che si sarebbe potuto evitare. Renditi consapevole dei tuoi errori perché non si ripetano in futuro (sarai mica ancora legata al passato?) Quindi annota ciò che di buono ti resta, quel che hai potuto imparare da questa relazione. Poi chiudi gli occhi e respira, senza pensare ad altro.

Che tu appartenga alla categoria di quelle che giurano a se stesse che non ci ricascheranno più o che tu sia tra quelle pronte a tornare a crederci ancora, dovrai dedicare tempo ed energie ad una cosa importantissima: tornare serena e in pace con te stessa. Ti suggerisco 30 giorni di mission. Segna sul calendario con un cerchio rosso il primo giorno di questo percorso ed il trentesimo. Quindi imponiti che per tutto il mese non frequenterai, non conoscerai, non flirterai con nessuno. Perchè? Semplice! Sei vulnerabile. E dando spazio ad altri mentre sei ancora turbata per un dolore non completamente elaborato, rischi solo di complicare ulteriormente la tua situazione. Non ti sto dicendo di vivere in isolamento. Anzi. Esci con le amiche, vai al cinema, fai shopping. Riordina casa, cambia qualcosa nell'arredamento o nei complementi d'arredo. Scegli un nuovo profumo, cambia taglio di capelli o maquillage. Apriti alla felicità e conceditela ogni volta che puoi. Ma... senza pensare agli uomini! E, logicamente, non pensare al tuo ex! Vietato spiarlo, controllarlo su Facebook, verificare se è on line, spiare quello che posta... Lui fa parte del tuo passato, devi lasciarlo andare. Prendi questo periodo come un vero e proprio detox emozionale. Tanto urgente quanto necessario. Al termine di questi 30 giorni sarai nuovamente centrata su di te, in perfetta armonia con te stessa. Pronta ad aprirti anche alla conoscenza di nuove persone da frequentare. Ma se non ti imporrai questo freno, pagherai un prezzo altissimo. Non soltanto, come detto poco fa, rischiando di esporti in un momento di particolare fragilità. Ma anche perché i tuoi conflitti interiori irrisolti potresti tendere a volerli sbrogliare appoggiandoti ad un nuovo partner che finirebbe col diventare la tua stampella. E se in quel contesto ti fosse capitata a tiro proprio l'anima gemella, varrebbe la pena rischiare di sprecarla così?

Ora non resta che aprirti al pensiero positivo! I trenta giorni son passati, ti sei coccolata, sei tornata serena, ti sei presa cura di te stessa e degli ambienti in cui ti muovi e vivi. Il passato non c'è più, ne conservi solo la lezione che quell'esperienza ti ha insegnato. Sei più consapevole di tante cose. Ecco che puoi tornare a guardare alle cose di sempre con ottimismo. Non metterti mai alla ricerca dell'amore. L'amore non si cerca. E' lui che ti viene a trovare. E non precluderti ogni possibile modo di abbracciare la tua felicità. Pensa positivo, concediti pensieri amorevoli, mettiti in ascolto della tranquillità che meriti. Attrarrai nuove opportunità e meravigliose occasioni di meritata gioia.

Abbiamo più potere di quel che crediamo di possedere. Impariamo ad usarlo al meglio.

 

 

 
 
 

La mia teoria della felicità (funziona!)

Post n°406 pubblicato il 11 Giugno 2018 da irene.74

"Che serata meravigliosa... Quando sto con le mie amiche è tutto perfetto! Ci voleva proprio una cena romantica... Speriamo mi inviti di nuovo, presto... Sto bene quando sto con lui... I weekend fuori andrebbero ripetuti più spesso... Mi fa stare così bene l'essere in vacanza..."

Non c'è niente da fare. Siamo troppo abituate ad identificare la felicità con luoghi, persone e situazioni. Più o meno consapevolmente siamo portate a vederla circoscritta in ambiti ben definiti. E il più delle volte dipendenti da fattori esterni alla nostra volontà.

Che le occasioni speciali si rivelino meravigliose, è più che normale. Ma a me proprio non scendeva giù l'idea di dover subordinare la felicità a qualcosa che potesse sfuggire al mio controllo.

Hai presente quei weekend in cui si scalpita perché ancora non si è organizzato niente? O quando si guarda continuamente il cellulare sperando arrivi un invito che è destinato a farci penare? Che brutta cosa...

Da diverso tempo a questa parte ho preso l'abitudine di prestare attenzione alla mia felicità. Al mattino, appena apro gli occhi, la acchiappo al volo, come la frequenza preferita di una vecchia radio nostalgica.

Può nascere dall'osservazione di un raggio di sole impertinente che viola il buio della stanza. O dall'ascolto della melodia dolcissima della mia sveglia. Dal piacere di riscoprirmi perfettamente riposata. Dal correre con la mente alle cose belle che ho in programma per la giornata.

Sorrido quando apro la finestra e mi lascio accarezzare dall'aria frizzante del mattino. Mentre mi preparo la colazione non lasciando al caso neppure i dettagli apparentemente più insignificanti. Quando riordino casa, faccio meditazione ed attività fisica. Mentre mi prendo cura di me stessa.

Quando inizio a lavorare sono appagata e serena. Spesso metto in sottofondo i suoni della natura per la prima mezz'ora che riservo allo smistamento di messaggi e mail.

Anche quando sono particolarmente incasinata, nelle interminabili ore di lavoro, durante i contrattempi e le noie che non mancano mai a nessuno, mi metto in ascolto delle mie emozioni. Se mi accorgo che ho il respiro corto, che sono tesa, che ho gli occhi stanchi, o la sgradevole sensazione di voler scappare sulla luna :) mi concedo una pausa necessaria a ritrovare la frequenza persa, quella della mia felicità.

E mi concedo spesso rituali gratificanti: un caffè al fresco, un massaggio che allenti le tensioni, una pausa di assoluto relax tra una corsa e l'altra. Mi godo il presente. Che si tratti di preparare i pasti o di uscire a sbrigare commissioni. Non procedo come un automa. Mi lascio accarezzare dal sole, mi fermo a scattare una foto ad un dettaglio che ha catturato la mia attenzione, mi concedo cinque minuti di chiacchiere spensierate con un'amica incrociata per caso.

Voglio che la felicità sia a tutti gli effetti il mio piano A!

Arriva il weekend... cosa mi piacerebbe fare? Non aspetto che gli altri mi propongano qualcosa. Scelgo da me. Secondo i miei gusti e preferenze. Coinvolgendo altre persone o meno, a seconda di ciò che sento necessario per il mio benessere. Se arriva un invito? Posso anche mettere in discussione quel che ho progettato. Ma deve valerne la pena. Questo è il dono più prezioso che ho fatto a me stessa: imparare a star bene anche da sola.

E non mi privo dei rituali serali: rilassamento, meditazione, buone letture prima di andare a dormire. Come anche dei trattamenti beauty nel weekend.

Posso dirti che questa è la mia scelta di vita. Essere felice. E mi aiuta tantissimo a ridimensionare i problemi, contenere le ingerenze delle persone che tentano di portarmi negatività, prestare attenzione a me stessa (per anni non mi vedevo neppure, presa com'ero dall'amare gli altri soltanto...)

Se ti dicessi che si tratta di una cosa facile, banale o scontata, mentirei. Ma vuoi sapere la verità? Non solo la mia teoria della felicità funziona. Ma non tornerei più indietro.

 

 

 
 
 

Sei il suo piano A, B o C?

Post n°405 pubblicato il 08 Giugno 2018 da irene.74
Foto di irene.74

Che gli uomini si stiano trasformando sempre più spesso in abili strateghi è cosa ormai nota. Ma come fare a scoprire il suo gioco (se ne ha uno)? Vediamolo insieme...

Lo hai conosciuto da poco, vi state frequentando, e sei presa dalle mille emozioni che inevitabilmente accompagnano questo momento magico.

Da un lato sei pervasa dalla gioia più spontanea che, unita all'immancabile curiosità, dona ai tuoi giorni quel tocco frizzante che mancava.

Ma dall'altro, ti ritrovi a dover fare i conti coi legittimi dubbi che balenano in testa a chiunque: sarà sincero? Non scoprirò mica, tra un po' di tempo, che è un altro dei soliti squilibrati che si beccano in giro? Avrà forse dimenticato di dirmi che ha moglie e figli? E chi più ne ha più ne metta.

Non avere fretta e non giungere a conclusioni avventate. Vedrai che il tempo sarà l'alleato più prezioso, in grado di fornirti le risposte che cerchi. Ma intanto... che fare?

Il contesto attuale, estremamente moderno e fin troppo superficiale, ci permette di individuare tre situazioni ben precise.

1) Sei il suo piano A) Possiedi qualcosa che lo ha interessato parecchio, sei riuscita a colpirlo distinguendoti dalle altre. E' te che vuole. Non ha dietrologie. Vuole solo capire se le impressioni che ne ha ricavato sono giuste o meno. Puoi dunque ritenerti al sicuro. Frequentarlo con l'unica preoccupazione di essere semplicemente te stessa. Il tempo trascorso insieme ti aiuterà a capire se tra voi potrà funzionare, se ci sono margini per essere felici insieme.

2) Sei il suo piano B) E' appena uscito da una delusione terribile. Forse ancora non ha neppure chiuso definitivamente con la ex. Potrebbe appartenere al club degli indecisi che, in attesa di capire se la vecchia partner gli concede un'altra chance, si sente sicuro tenendo il piede in due scarpe. O più semplicemente si era troppo abituato alla vita di coppia che single proprio non ci sa stare. Ecco che il suo piano A (ricrearsi una vita a prescindere dalla ex) è rovinosamente fallito e prima di cadere in depressione, ha dato vita al piano B: cercare una sostituta che gli risolva il problema. Della serie... La lavatrice si è rotta, di lavare i calzini a mano non se ne parla, me ne compro un'altra subito o delego la mistica esperienza a mammà... In questo caso è bene che tu tenga gli occhi aperti. Se ti rifiuti di capire che è solo alla ricerca di una soluzione ad un problema, rischi di farti male sul serio.

3) Sei il suo piano C) E non si dica che gli uomini non abbiano mille risorse... Succede che il tipo, ad esempio, abbia provato a corteggiare diverse donne dalle quali ha ricevuto il meritato due di picche. In preda alla disperazione più acuta, ha deciso di porre fine ad una solitudine che non sa gestire. E si è posto dei parametri ben precisi entro i quali orientare la sua scelta. Che so... Basta che respiri / Che abbia una casa in cui possa insediarmi / Che mi dica di sì ogni volta che ho voglia (i più evoluti - oso buttarla lì - tutti e tre insieme). E' forse la situazione più facile da smascherare. Perché ti accorgi che non ti presta alcuna attenzione (sei 1 su 100), non si ricorda quello che gli hai raccontato di te, ha una vita virtuale in continuo fermento ed un cellulare che sembra posseduto da satana. Se a questo abbini il fatto che è più semplice riuscire ad avere udienza dal Papa che trovarlo libero per un caffè, direi che il cerchio si chiude.

Affidati al tempo ed alle tue sensazioni che non sbagliano mai. Se ci tiene a te noterai giorno dopo giorno attenzioni e premure che ti faranno capire che ti percepisce come un dono speciale. Accanto a lui ti sentirai serena, libera di essere te stessa. Avrete entrambi voglia di ritagliarvi del tempo per voi. E non ci metterai troppo tempo a capire che è quello giusto. Diversamente... scappa! Ma a gambe levate...

 

 

 

 

 
 
 

Sono troppo sensibile… E questa è la mia forza!

Post n°404 pubblicato il 04 Giugno 2018 da irene.74
Foto di irene.74

Le persone sensibili sanno bene come quest'attitudine possa rivelarsi croce e delizia nelle varie esperienze di vita.

Ci sono momenti in cui l'adori, la sensibilità. Altre in cui vorresti non ti appartenesse. Semplicemente perché nelle mani sbagliate diventa un punto debole, una fragilità da proteggere per evitare ulteriori complicazioni.

Confesso che ci sono stati periodi della mia vita in cui avrei voluto davvero potermene sbarazzare. Perchè ti amplifica tutte le percezioni e ti porta a veri e propri tormenti quando ti solletica certe corde.

Ma poi ho capito che se anche fosse stato possibile privarmene, non ne sarei uscita vincitrice. Ma snaturata. Ed ho cercato di imparare a conviverci nel migliore dei modi. Arrivando a farne addirittura punto di forza.

La sensibilità ti permette di gioire per piccole cose che sfuggono agli occhi distratti di tanti. Ti consente di empatizzare con le persone. Ti lascia libera di esprimerti attraverso la dolcezza che in qualche modo è essa stessa parte di te.

Immagina di prenderne tutto il meglio: sei intenta a far due chiacchiere con un'amica che conosci appena? A pelle già senti che ti trasmette qualcosa: serenità o voglia di scappare via... poco importa. Hai una marcia in più!

E durante una riunione di lavoro, mentre son tutti presi dalla trattative, tu riuscirai a prestare attenzione a quei risvolti più umani in grado di farti cogliere aspetti che potranno permetterti di chiudere la sessione in maniera vincente.

Quante volte ci siamo dette che il potere è tutto nelle nostre mani? Ecco che anche in questo caso starà a noi fare la differenza. Non è certo il caso di ostentarla in ogni dove. Ma per chi saprà comprenderne il valore si tradurrà in un ennesimo aspetto da amare.

Nelle restanti situazioni toccherà a noi essere perfette alchimiste, capaci di dosare nei tempi e nei modi questo ingrediente prezioso che ci rende davvero uniche.

 

 

 

 
 
 

Come essere più ricca e felice

Post n°403 pubblicato il 01 Giugno 2018 da irene.74

Potevo scrivere un post su come essere più ricca. Oppure più felice. Se ho scelto di trattare contemporaneamente i due argomenti, un perché c'è.

Molti associano l'idea della ricchezza al possesso smisurato di denaro e preziosi. Eppure ci sono esempi eclatanti di persone "ricche" (in questa chiave di lettura) che hanno condotto vite miserevoli. Poi ce ne sono altre che, invece, non possiedono chissà cosa eppure sembrano ricche per davvero.

Fondamentale è la percezione che si ha della propria realtà. Chi sceglie di vivere nell'abbondanza, grato di quanto possiede e perfettamente in grado di goderne in pieno, ha scelto automaticamente la strada della felicità.

Di contro, chi - per quanto possieda - concentra le proprie attenzioni su quel che manca, spende fino all'ultimo centesimo pur di accaparrarsi oggetti su oggetti, è condannato alla miseria e all'infelicità.

Partendo da questo presupposto, il primo consiglio che sento di darti per essere più ricca e felice, è di guardare alla tua realtà con sincera e profonda gratitudine. Pensi che ti sia dovuto quel che hai? Credi che tutti lo possiedano? Sai quanti desidererebbero ciò che appartiene a te? Comincia da qui. Tenere gli occhi puntati su quel che manca conduce irrimediabilmente a vivere con un senso di miseria addosso. La gratitudine invece porta consapevolezza. E senso di abbondanza.

Stila una lista dei desideri. Qualcuno consiglia di arrivare ad individuarne ben 101. Metti nero su bianco quel che vorresti e, al momento, non hai. Cose piccole, medie, grandi. Mentre lo fai riassapora l'entusiasmo che vestivi da bambina, quando scrivevi la lettera a Babbo Natale. E non dubitavi. Chiedevi. Ora sei grande, affidati all'Universo che ti vuole felice. Fidati. E mentre attendi che i desideri si trasformino in realtà, prendi una nuova abitudine. Acquista una scatolina colorata o un salvadanaio, se preferisci. Quando torni dalla spesa, conserva lì dentro le monete che ti son state date come resto. Fallo per un mese, senza mai controllare l'importo raggiunto. Allo scadere dei trenta giorni, concediti un bel regalo.

Un modo certo per essere più ricca, è ridurre gli sprechi. Prestaci attenzione. In tutte le case succede che diverse cose finiscano nella spazzatura. Alimenti lasciati scadere, cibi deperibili non consumati per tempo, cose acquistate senza che ce ne fosse una reale necessità e poi finite col diventare solo un fastidioso ingombro. Impara ad avvalerti di trucchetti tanto semplici quanto preziosi. Fai la spesa quando sei a stomaco pieno e recati al supermercato sempre con una lista scritta preparata a casa. Cedere alle tentazioni è più facile se si va a fare acquisti quando la fame inizia a farsi sentire prepotente. E se non ci portiamo al seguito un elenco, chissà perché, finiamo con l'acquistare tante cose inutili, e tornati a casa ci accorgiamo che a mancare è proprio l'essenziale. Segna sulla lavagna la data di scadenza degli alimenti deperibili. Sarà più semplice ricordarti di consumarli per tempo.

Ultimo, ma non per ordine di importanza, il consiglio più semplice ed efficace di tutti. Smetti di tenere da parte cose, oggetti, vestiti, da riservare alle occasioni speciali. La vita non è una continua prova in attesa di un palcoscenico da calcare. Che senso ha conservare un capo nell'armadio per le occasioni terribili che accadranno pochissime volte? O riservare i piatti più carini agli ospiti: vali forse meno di loro? E di quelli che tengono chiuse a chiave intere stanze dove l'accesso è assolutamente vietato? Vogliamo parlarne? Saloni che sembrano musei delle cere. Che faranno da scenario impeccabile al servizio fotografico matrimoniale di un figlio (se mai si sposerà). Ma fino ad allora assolutamente off limits! Impara a goderti la vita e le cose che possiedi. Anche questo contribuirà a potenziare il senso di abbondanza.

Mentre fai tutto ciò, coltiva la tua felicità. Assaporala. Lasciati attraversare dalla gioia. E se non dovesse bastare a garantirti la ricchezza, apriti alla possibilità di valutare nuove opportunità di guadagno che possano permetterti di migliorare il tuo stile di vita. Perchè non è mai troppo tardi per riprendere a sognare. Io l'ho fatto. E tu?

 

 

 

 
 
 
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