Creato da irene.74 il 30/09/2013
Metamorfosi di una farfalla

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"Poi nasce un nuovo giorno. E il buio porta via con sé quel che non serve. Il resto spetta a noi. Che di questa metamorfosi abbiamo fatto uno stile di vita. Arabe fenici dalle mille rinascite. Questo siamo..." 

 

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Vorrei tradirla, però...

Post n°525 pubblicato il 27 Ottobre 2020 da irene.74

"Da quattro anni ho una relazione con la mia compagna che vorrebbe andassimo a convivere. Ma non ci penso proprio! Hai presente la "donna d'acciaio"? Ecco, lei è esattamente così. Un carabiniere mancato! Gelida, senza emozioni. Non conosco una parola gentile, una carezza tenera. Persino a letto sembra che si stia allenando in palestra! Non fa altro che criticarmi: mi vesto male, ho un lavoro che fa schifo, i miei amici son deficienti e solo io potevo scegliere di frequentarli!? Mi dà ordini che manco al militare mi trattavano così! Ha reso la mia vita un autentico inferno.

Due mesi fa al supermercato ho conosciuto una ragazza gentile. Mi ha visto in difficoltà nella scelta dell'ammorbidente e si è offerta di consigliarmi la marca a cui è fedele da anni. Abbiamo parlato un po' e non so come mi è venuto l'istinto di invitarla a bere un caffè insieme al bar di fronte al supermercato. Lei ha accettato ed ho trascorso l'ora più bella della mia vita. Spensierata, allegra, leggera. Prima di salutarci ci siamo scambiati i numeri di cellulare. Da allora vivo in attesa di un suo messaggio, di una chiamata: sentire la sua voce al telefono mi fa provare emozioni che non so descrivere. Lo ammetto: vorrei tradire la mia compagna. Però al solo pensiero ho i sensi di colpa. Cosa è giusto fare? Non merito anche io la felicità?"

Certo che la meriti, tutti la meritiamo. Il punto però è un altro. La prima cosa che credo dovresti fare è chiederti: perché sto ancora con la mia compagna? Se il rapporto non va bene, se addirittura ha reso la tua vita un inferno, perché mai continui a mantenere in piedi questa relazione?

Personalmente credo che tradire non sia mai la cosa giusta da fare. E' una scelta ipocrita il tradimento. Quando due persone iniziano una relazione alla base del rapporto dovrebbero necessariamente includere il rispetto dell'altro. Ingrediente che dev'essere presente sempre anche quando si arriva a constatare che l'unica cosa saggia da fare è lasciarsi.

Sarebbe bello se i rapporti finissero consensualmente: abbiamo deciso insieme di voler vivere questo amore, insieme prendiamo coscienza di essere alle prese con problemi che minano la felicità di coppia, insieme cerchiamo soluzioni, insieme decidiamo di lasciarci se non è più davvero possibile salvare l'amore ed essere felici in due.

Ma anche quando è solo uno a volere la fine della relazione, credo che bisognerebbe sancirla nel pieno rispetto dell'altro. Ti lascio perché credo che non ci sia più nulla da salvare. Ti lascio perché non ti amo più. Ti lascio perché non sono felice. Ti lascio perché hai reso la mia vita un inferno.

Dopo, solo dopo, mi vivo un'altra relazione. Questo credo sia ciò che è più giusto fare. Perchè l'infelicità della tua condizione attuale non può comunque "autorizzarti" al tradimento. In fondo sei tu che scegli di rimanere con questa donna d'acciaio nonostante tutto.

Se ciò che stai provando con la ragazza che hai conosciuto per caso è per te realmente importante, dovresti dare la giusta attenzione a quanto state vivendo. Non mortificarlo inquadrandolo in un tradimento.

Son tantissimi quelli che restano in relazioni infelici e poi cercano altrove la possibilità di pareggiare i conti. Separati in casa che nella donna con cui convivono vedono la possibilità di dividere bollette e mutuo, di avere pasti pronti e robe pulite a costo zero, appagano in questo modo la ragione. E poi cercano oltre i confini delle mura domestiche quel piacere legato a sentimenti ed emozioni che la vita in casa nega loro da troppo. Ecco che soddisfano anche l'istinto. Col piede in due scarpe hanno risolto i loro problemi. E la casistica è decisamente ampia: fanno i bravi mariti, padri esemplari nelle occasioni pubbliche e poi appagano con altre donne i propri istinti, con sensi di colpa variabili che oscillano dal nulla al poco, o deciderebbero di cambiare.

Chiediti quanto valga la tua felicità. Chiediti se guardandoti allo specchio dopo un tradimento saresti ancora fiero di te. Chiediti se non sia il caso di tirar fuori il coraggio e prendere una decisione che riporti ordine nella tua vita.

La felicità la meritiamo tutti, ma non per questo siamo autorizzati a distruggere quella degli altri.

 

 

 
 
 

Com'era la tua vita prima della relazione?

Post n°524 pubblicato il 21 Ottobre 2020 da irene.74

Se sei attualmente impegnato in una relazione, ti consiglio di porti questa domanda. E di farlo sistematicamente.

Lo scorrere frenetico delle nostre giornate incasinate, troppo spesso finisce col farci perdere di vista cose importanti.

Sempre più di frequente sento parlare di relazioni finite per motivi "di cui avrei dovuto prendere coscienza già molto tempo prima".

Perchè non lo si è fatto?

L'abitudine, ce lo siamo detto chissà quante volte, è considerata da molti rassicurante. Sicuramente più di un cambiamento che per sua natura impone di affrontare l'ignoto e dunque necessita di coraggio.

Ecco che molte coppie sembrano andare avanti per forza d'inerzia. Hanno le vite scandite da ritmi ad incastro, rituali che onorano come fossero sacri, appuntamenti fissi inderogabili... Ma in tutto questo, sono davvero felici?

Troppo spesso la risposta è no. Mi raccontano di veri e propri bracci di ferro andati avanti per mesi prima che il partner si decidesse ad accettare l'ennesima richiesta divenuta poi diritto acquisito. Mi dicono che felici non lo sono da parecchio... "Ma in fondo... chi lo è davvero?"

La verità è che ce la raccontiamo bene. Ci prendiamo per i fondelli da soli, come fossimo idioti pronti a bersi la prima cretinata datagli in pasto...

Com'era la tua vita prima della relazione?

Se solo a pensarci fai fatica, perché realmente non contempli l'ipotesi di una vita senza il tuo partner, se costringendoti a pensare al prima tiri fuori emozioni negative e ti accorgi che davvero questa relazione ha contribuito a migliorartela, allora hai di che essere grato. Puoi proseguire il cammino di coppia con tutto l'entusiasmo che una simile constatazione può generare.

Ma se pensandoci avverti un senso di leggerezza, ti riaffiorano alla mente sensazioni belle che non provi da tanto, se confrontando il prima e dopo realizzi che questo rapporto ti sta incastrando in una realtà faticosa in cui a tratti ti sembra persino che ti manchi il fiato, è il caso di mettere in discussione tutto. L'abitudine, la routine, l'illusione di felicità, la coppia stessa...

L'amore è un ramo importantissimo nell'albero della nostra vita. Ma deve renderci felici. Se rappresenta un problema in più è il caso di potarlo, senza troppi se e ma. Salva il salvabile, laddove possibile. Ma se ti rendi conto davvero di aver scommesso tutto sul cavallo sbagliato, metabolizza la sconfitta, prendine coscienza piena e mettiti in salvo. Prima che sia troppo tardi. 

 

 

 
 
 

Sei mai andato dal Love Coach?

Post n°523 pubblicato il 13 Ottobre 2020 da irene.74

Non tutti hanno ben chiara l'idea di cosa faccia esattamente un Coach Relazionale Professionista, in America molto ben conosciuto come Love Coach.

Essenzialmente opera nell'ambito del Life Coaching ed ha come obiettivo prioritario che il proprio cliente si liberi della sofferenza legata alle esperienze passate per potersi aprire ad una relazione sentimentale felice e vivere una vita appagante.

La mia insegnante, la bravissima Monica Giovine, ci ripeteva sempre una frase bellissima: "Il Coach tira fuori tutto il bello che c'è dentro di te". Mi ha affascinata da subito questa definizione esaustiva e potenziante!

Quanti di noi infatti, per anni ed anni, hanno vissuto al di sotto delle proprie potenzialità? Quanti di noi son convinti di valere poco e niente semplicemente perché chi gli vive accanto ha saputo abilmente fargli il lavaggio del cervello? Quanti di noi non si aspettano più nulla dalla vita, si trascinano su binari morti, spenti e senza entusiasmo alcuno? Quanti vivono la vita che altri hanno scelto per loro, distanti anni luce dalla propria felicità? E potrei continuare all'infinito.

La verità è che a volte abbiamo bisogno di essere aiutati ad uscire da dinamiche che ci hanno inevitabilmente distorto la percezione della realtà. Il Coach ti aiuta ad aprire la mente e a fare cambiamenti anche veloci. Purchè tu sia motivato realmente a cambiare. Dal Coach non si va per sfogarsi e lamentarsi, abitudini che non portano niente di buono. Si va piuttosto per capire come fare a liberarsi di tutto quel che frena il volo libero verso la meritata felicità.

Viviamo in un'epoca complessa e per certi versi contorta dove i sentimenti sembrano esser diventati campo minato. Ti guardi intorno e ti accorgi che son davvero poche le coppie che vivono la propria relazione felicemente. Tu stesso chissà quante ferite custodisci nel cuore, legate a rapporti che ti hanno segnato profondamente.

Ecco che si può erroneamente giungere alla conclusione che l'amore non esista o che si possa vivere benissimo anche facendone a meno. La verità però è un'altra. Non siamo mica nati eremiti! E se la solitudine va preferita ad una compagnia sbagliata (senza se e senza ma) non la si può però additare in valore assoluto come la condizione ideale e felice per eccellenza.

Se hai sperimentato anche solo una volta nella vita la bellezza della condivisione con la persona amata, sarai d'accordo con me. Il punto è che bisogna imparare a capire delle dinamiche importanti che inevitabilmente influenzano la tua vita sentimentale (che tu ne sia consapevole o meno).

Hai mai pensato che le tue relazioni siano condizionate da come son state piantate le tue radici? Dall'idea dell'amore che ti sei fatto da bambino in base a quello ricevuto dai tuoi genitori e a ciò che hai visto nella loro vita di relazione? Quelle "programmazioni" incidono pesantemente sulle tue aspettative, sull'idea che ti sei fatto di meritare o meno l'amore, sui tuoi comportamenti e sulle tue scelte spesso allineate a quei copioni familiari piuttosto che a quanto tu possa razionalmente reputare giusto.

Il Coach Relazionale Professionista (non quello che si definisce tale senza averne titolo) ha a cuore quanto te la tua felicità ed è pronto ad aiutarti a fare un percorso introspettivo finalizzato a ripulire le credenze inconsce limitanti perché tu possa finalmente iniziare ad amarti sul serio e, successivamente, aprirti all'amore felice.

Non c'è assolutamente nulla di sbagliato nel chiedere aiuto quando si è presa coscienza di condurre una vita tutt'altro che appagante. L'impegno sarà ripagato abbondantemente e lo benedirai quando ti accorgerai che amarsi ed essere felici in coppia può essere un sogno realmente alla portata di tutti.

 

 

 
 
 

Se son rose fioriranno...

Post n°522 pubblicato il 06 Ottobre 2020 da irene.74

Mi sono ritagliata una bellissima mattinata di meritato relax con mia figlia, poco prima che iniziasse la scuola. Nulla di eclatante, ci siamo semplicemente concesse una pausa dedicata allo shopping nei negozi della galleria di un centro commerciale in città. Senza alcuna fretta, abbiamo girato spensierate fino all'ora di pranzo. Ma il caffè devo ammettere che mi è andato di traverso...

Sedute al tavolo accanto al nostro c'erano due amiche che chiacchieravano amabilmente, intente a raccontarsi le ultime novità.

"L'ho conosciuto il mese scorso e tra noi è scattato subito qualcosa di magico! Ci siamo messi insieme dopo due giorni, a stento sapevo come si chiamasse e che lavoro facesse. Bè... quello me l'ha detto subito... E' un imprenditore molto affermato, gestisce diverse attività di ristorazione nel centro Italia, in effetti era qui in Puglia in vacanza... Ora... reggiti forte che davvero non puoi immaginare! Mi ha chiesto di trasferirmi a vivere da lui! Io non riuscivo a crederci!? Ma poi mi son detta... Quando mi capita un'altra occasione simile? E ho deciso di accettare la sua proposta, mi licenzio, chiudo tutto e lo seguo. Tanto economicamente sta molto bene. Ed io ho un'irrefrenabile voglia di leggerezza in questo periodo della mia vita..."

Ti giuro che son rimasta pietrificata, gelata, stordita... Ma davvero nel 2020 ci sono ancora donne che ragionano in questi termini? Sinceramente più che di leggerezza parlerei di incoscienza...

L'amore va vissuto con senso di responsabilità. La decisione di andare a vivere insieme va presa quando ci sono i giusti presupposti e mai come salto nel vuoto (a quante è costato caro?)

Mi fa specie pensare che esistano ancora donne pronte a rinunciare alla propria vita per metterla alle dipendenze di quella di un altro. Nel caso specifico, poi, mi sembra davvero un passo azzardato. E mi chiedo come sia possibile farsi accecare la ragione, soffocare la capacità di valutare obiettivamente il da farsi dando il giusto peso a ciò che inevitabilmente comporta.

Per essere felici dobbiamo saperci amare, avere una vita appagante, svolgere un lavoro che ci garantisca il necessario per vivere bene, coltivare hobby che ci piacciano, frequentare persone che ci vogliano bene e ci facciano star bene. In questo contesto, l'amore diventa ciliegina sulla torta. L'elemento in grado di fare la differenza.

Ma trovo eccessivo scegliere di potare tutti questi rami per fare dell'amore il perno centrale, unico e solo, attorno al quale far ruotare la propria esistenza.

A lasciare tutto ci vuole un attimo. Ma se il castello fiabesco dovesse rivelarsi di sabbia e sgretolarsi alla prima tempesta? Quanto ci vorrebbe a ricostruire le proprie certezze?

E' giusto aprirsi all'amore ma occorre farlo in modo intelligente. Non lasciarti abbagliare da ciò che ti appare come il sogno tanto atteso che finalmente diventa realtà, non mollare il certo per l'incerto e, soprattutto, non avere fretta.

La conoscenza è necessaria a fornire certezze che donino al cuore la meritata serenità. Non bruciare le tappe, rischi di farti male. Procedi con impegno, godendoti ogni passo, senza fretta. Come dicevano le nostre nonne, d'altronde? Se son rose, fioriranno...

 

 

 
 
 

Meglio soli o male accompagnati?

Post n°521 pubblicato il 29 Settembre 2020 da irene.74

"Sola non ci so stare. Ho sempre vissuto in coppia. Anche se ammetto di non essere affatto felice e che ci sono tantissime limitazioni che il mio compagno mi impone quotidianamente, preferisco restare con lui piuttosto che provare ad immaginare la mia vita da single. Il single è uno sfigato. Senza amore non sta bene nessuno. Ed ho imparato proprio nei momenti più bui che mi va bene che ad amare sia solo io".

Mi son venuti i brividi leggendo queste parole. Ricche di luoghi comuni da sfatare, di schemi mentali opprimenti ed inadeguati, di distorsioni che all'occorrenza sembrano pure tornare comode ma che nella realtà dei fatti feriscono come una vera e propria arma maneggiata con eccessiva leggerezza...

E' meglio vivere un amore che non è amore o stare soli?

Sinceramente credo sia importante dare una risposta a questo quesito. Se è vero che nessuno può star bene senza amore, altrettanto vero è che non può essere considerato tale un rapporto a senso unico o fatto di divieti ed infelicità.

La routine può pure rivelarsi particolarmente rassicurante (e ce lo siamo detti chissà quante volte) ma non si deve dimenticare che il rischio di diventarne schiavi è sempre dietro l'angolo.

Sappiamo bene che il cambiamento è una componente con cui tutti dobbiamo fare i conti (più spesso di quanto potremmo essere portati ad immaginare...) Temerlo sarebbe un grosso errore. Anche perché non è detto che nasconda necessariamente fregature, anzi: spesso ci schiude le porte di nuove opportunità che non avremmo creduto possibili. Dovremmo provare a viverlo con la stessa curiosità che ci animava da bambini, quando la nostra fervida immaginazione cercava di arrivare ad una comprensione piena prima del tempo necessario.

L'amore è un ramo dell'albero della nostra vita. Non è l'albero stesso. E se non ci rende felici e non ci porta nulla di buono, se ci mortifica ripetutamente e arriva a complicarci la vita, se ci disprezza o ignora e ci lascia sole alle prese con tutto, forse la cosa realmente più saggia da fare è recidere il ramo perché trovi posto un altro più forte, migliore, al momento giusto.

E' assolutamente sbagliato considerare il single uno sfigato (forse potrebbero esserlo quelli che si convincono di essere felici in un rapporto di coppia che l'amore non sa neppure dove stia di casa?)

Il single è una persona che ha tutte le carte in regola per imparare ad amarsi e chiarirsi le idee sul tipo di relazione che potrebbe appagarlo e renderlo felice. Non necessariamente deve trattarsi di una condizione definitiva. Può pure essere una parentesi necessaria che, se vissuta bene, arrivi a tradursi in punto di forza.

E trovo immaturo l'atteggiamento di chi se la racconta, di chi giustifica l'ingiustificabile fino a farne addirittura trofeo da esibire. Non ha senso un rapporto in cui ad amare sia solo uno dei partner. Non è una relazione d'amore la coppia a senso unico (ma poi coppia di che? Di conviventi che dividono il pagamento di bollette e mutuo? Di comodo? Ok... ma non scomodiamo l'amore...)

Tutti abbiamo diritto a fare le scelte che riteniamo migliori. Ma bisognerebbe imparare ad essere brutalmente onesti con se stessi mentre si fanno le valutazioni necessarie. Se scelgo di vivere in un monolocale perché l'affitto mi costa poco e lo spazio me lo faccio bastare, va benissimo. Ma non va altrettanto bene se racconto in giro che l'appartamento in cui abito è una villa mega spaziale: COERENZA, questa sconosciuta.

Smettiamola di prenderci in giro, di offendere la nostra intelligenza, prima ancora di quella degli altri, andando a raccontare in giro castronerie assurde. Rischiamo di rovinarci la vita, di limitarci a volare basso ad oltranza. Rinunciando a potenzialità che potrebbero davvero renderci felici.