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Metamorfosi di una farfalla - Mindfulness & Love Coaching

 

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"Poi nasce un nuovo giorno. E il buio porta via con sé quel che non serve. Il resto spetta a noi. Che di questa metamorfosi abbiamo fatto uno stile di vita. Arabe fenici dalle mille rinascite. Questo siamo..." 

 

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Entusiasmo: questo sconosciuto…

Post n°576 pubblicato il 29 Marzo 2022 da irene.74

Dopo due anni passati a fare i conti con restrizioni che non avremmo mai osato neppure immaginare, ci ritroviamo smarrite e, per certi versi, spaventate.

Come se a quel modo di vivere ci fossimo paradossalmente abituate ed il pensare ad un ipotetico ritorno alla realtà ci facesse sperimentare una forte confusione.

Ci riscopriamo stanche e spente, con pochissima voglia di fare. Ma hai idea di quanto triste possa rivelarsi una vita vissuta senza entusiasmo?

Prendiamo ancora una volta esempio dai bambini. Si svegliano al mattino saltando giù dal letto come grilli, desiderosi di cominciare a fare tante belle cose che hanno già ben individuato nella loro mente. Puoi portarli dai compagni di classe a scuola o al parco vicino casa a giocare con gli altri bambini, riscoprendoli ogni giorno felici e curiosi come fosse la prima volta. Ai loro occhi tutto è magico! E bellissimo...

Pensare che tanto tempo fa anche noi vivevamo così... Mentre oggi ci rendiamo conto che l'entusiasmo sembra non appartenerci quasi più... Come se le cose che viviamo le conoscessimo a memoria e si ripetessero inesorabilmente tristemente uguali a se stesse... Come se di ogni bicchiere che passa dinanzi ai nostri occhi fossimo capaci di vederne esclusivamente la metà vuota... Come se ogni esperienza, anche la più felice, comportasse una stanchezza esagerata e alla fine si ritenesse preferibile rinunciare...

Ma che vita è mai questa? Abbiamo bisogno dell'entusiasmo come i fiori del sole per sbocciare. Non è possibile immaginare di rassegnarsi a farne a meno. Bisogna ritrovarlo, farlo quanto prima. Come gesto d'amore assoluto verso noi stesse.

Per quanto faticosa possa essere diventata la vita, dobbiamo fargli spazio, cominciando magari proprio dalle piccole cose. Uscire dalla modalità d'azione col pilota automatico e calarsi consapevolmente nella percezione del momento presente.

Scegliere di camminare sul marciapiede illuminato dal sole quando ci si reca a lavoro o a prendere un figlio da scuola, fermarsi a vedere un tramonto sul mare, comprarsi dei fiori che ci inebrino col proprio profumo, assaporare un gelato per rendere dolce una pausa che vogliamo diversa dalle altre. Riprendere a praticare uno sport che ci piaceva ma che abbiamo abbandonato da troppo. Tornare a frequentare persone che abbiamo smarrito strada facendo ma con le quali abbiamo condiviso momenti preziosi che non è mai troppo tardi per recuperare.

Pensaci: sono infiniti i passi che abbiamo modo di fare per correggere il tiro. Se ti accorgi che non hai più entusiasmo, non rassegnarti ma piuttosto agisci. La vita non è mica una condanna a morte. Meritiamo di essere felici. Ma dobbiamo volerlo. Ed essere coraggiosamente pronte a fare posto a tutta la gioia che meritiamo.

 

 

 
 
 

Il colpevole? Cerca piuttosto il rimedio!

Post n°575 pubblicato il 22 Marzo 2022 da irene.74

Quanto tempo sprechiamo alla ricerca di un colpevole che possa essere inquadrato come la causa della nostra sofferenza? E' un errore che commettiamo più spesso di quanto si possa credere.

Ci capita qualcosa di sgradevole, di cui avremmo volentieri fatto a meno, e avvertendo pienamente l'intensità della nostra frustrazione, tendiamo a voler scoprire chi mai ci abbia causato tutta quell'infelicità.

Questo atteggiamento denota la nostra tendenza a deresponsabilizzarci dall'accaduto. La colpa vogliamo trovarla sempre al di là dei nostri confini. Un po' perché diamo per scontato che ciò che di negativo può esserci capitato non possa in nessun caso essere messo in relazione con la nostra voglia di farci del male e soffrire... Un po' perché siamo portati a credere che questi episodi siano dei veri e propri sgambetti che ci vengono tirati dall'esterno, da qualcuno che ci vuole male, in qualche modo.

C'è da dire invece che, attraverso un atteggiamento più maturo, si può per prima cosa imparare ad assumersi la responsabilità: quel che è accaduto, sebbene io non lo volessi, è successo perché son stato pur sempre io a permetterlo.

Solo successivamente sarà possibile predisporsi ad affrontare la questione in modo vincente. Sarà sufficiente chiedersi, a quel punto, cosa sia in nostro potere fare per porre rimedio a quella condizione.

Investire le nostre risorse nella giusta direzione può realmente fare la differenza.

Se lamentarsi con chiunque capiti a tiro, piangersi addosso, cercare colpevoli su cui scaricare la propria frustrazione può avere come unica conseguenza quella di riscoprirci completamente svuotate, stremate, senza forze (al cospetto di un problema che, a tutti gli effetti, resta comunque ancora irrisolto), impegnarsi a comprendere al meglio la condizione in cui ci troviamo per poter poi mettersi alla ricerca di soluzioni, ci aiuta a venire a capo della situazione, a gestirla al meglio ed a porvi rimedio.

E' necessario imparare a dosare le nostre forze e ad investirle nella giusta direzione. La vita è troppo breve per permetterci il lusso di sprecarla dietro cose che non meritano attenzione. Ricordiamocelo più spesso.

 

 

 

 
 
 

L’amore platonico può bastare?

Post n°574 pubblicato il 15 Marzo 2022 da irene.74

Me lo ha chiesto un'amica, giorni fa, mentre eravamo intente a sorseggiare un ottimo caffè insieme. Mi ha fatto sorridere questa domanda (per certi versi indubbiamente anacronistica) e ho chiesto se fosse una semplice curiosità la sua. O ci fosse altro.

Mi ha raccontato di aver conosciuto un uomo tramite i social network. Persona gentile e premurosa come pochi. Hanno scambiato messaggi e poi si sono sentiti al telefono.

Quando si trovano a confrontare i pensieri, il tempo sembra passare in secondo piano. Vola. E solo a "danno fatto" si accorgono di aver chiacchierato per ore. Unica nota stonata, lui è fidanzato. Impegnato in una relazione che non lo soddisfa pienamente. Non ha dialogo con la sua compagna. Nè può permettersi il lusso di riservarle gesti gentili o parole romantiche perché lei non apprezza tutto ciò, e inevitabilmente banalizza - quando non ridicolizza, addirittura - atteggiamenti e situazioni che per lui, invece, sono importanti, preziosi.

"L'amore platonico può bastare? A me sembra di sì. Mi fa stare bene questo nostro strambo rapporto. Mi appaga sapere che lui mi cerca, si ricorda di me, mi coccola... So bene che oltre questo non ci sarà mai altro. Ma se penso a quanto triste era la mia vita prima di conoscerlo, a quanto spenta mi vedevo prima che arrivasse lui... bè... mi sembra che comunque questa frequentazione rappresenti un valore aggiunto. Prezioso per me... Può anche bastarmi..."

Non punto l'attenzione sul fatto che quest'uomo sia già impegnato perché ho parlato abbondantemente di questa condizione (e pure la diretta su Facebook dello scorso venerdì sfiorava un argomento simile...) Mi limito a rispondere più strettamente alla domanda della mia amica. Se di amore platonico vogliamo parlare, dobbiamo comunque fare chiarezza e cercare innanzitutto di comprendere se questa donna non sia piuttosto innamorata dell'idea dell'amore che identifica nell'uomo conosciuto sui social affermando di viverlo come valore aggiunto. Ok ma a cosa? All'assenza d'amore?

Farsi bastare una condizione simile può equivalere ad accontentarsi delle briciole. E spesso alle spalle di tutto c'è una scarsa autostima, magari intrecciata all'errata convinzione di non essere meritevole d'amore. Ecco che la situazione la guardo in modo condizionato: non faccio caso al fatto che lui è impegnato in un'altra relazione (e che molto probabilmente il nostro rapporto è solo compensativo di quel che manca alla sua vita di coppia ufficiale) e neppure presto attenzione al fatto che quel tempo rubato a tutto il resto rimane, in qualche modo, tra parentesi, condannato a non poter evolvere in niente di più.

Una persona con una discreta autostima, non lo inquadra neppure nel concetto di amore platonico. E prende coscienza del fatto che in tutte quelle dinamiche ci son diversi campanelli d'allarme pronti a suonare.

Tutti meritiamo l'amore. E dovremmo smettere di accontentarci delle briciole. Per il semplice fatto che il tempo investito in relazioni "alternative" è inevitabilmente sottratto ad altro. Mentre mi sento legata ad un uomo con cui chatto via social, difficilmente sarò pronta a dare la giusta attenzione ad altre persone che potrebbero far capolino nella mia vita. Se in quello scambio ci trovo qualcosa di appagante, se quel rapporto mi rassicura, per certi versi, è possibile che io non mi apra a nuovi stimoli e che restando chiusa in quel confine ristretto io possa finire col sentir meno la mancanza di tutto ciò che a quel rapporto manca.

Non è dunque l'amore platonico il problema. Quanto piuttosto l'ostinazione a non vedere, a distorcere la realtà e inquadrarla nella chiave di lettura migliore (o comunque più comoda).

In mezzo a tutta questa confusione c'è la vita vera, c'è la felicità di cui sappiamo di aver bisogno ma che ci ostiniamo a voler ignorare...

Piuttosto che pensare a come sarebbe la vita se questa persona scomparisse e tornassero gli equilibri di sempre, mi chiederei come potrebbe essere se finalmente facesse capolino l'Amore. Quello vero con la A maiuscola. Mi chiederei se davvero ha senso di accontentarsi di qualcosa che gli assomigli solo (molto) vagamente...

La solitudine è triste? L'amore potrebbe rendere la nostra vita migliore, più felice? Abbiamo il diritto - dovere di ripartire esattamente da qui, da queste considerazioni che ci mostrano la realtà nella sua oggettiva interezza. E smettere di raccontarcela.

Non mi stancherò mai di ripeterlo. Meritiamo il meglio. Non accontentiamoci d'altro.

 

 

 

 
 
 

Auguri... Donna!

Post n°573 pubblicato il 08 Marzo 2022 da irene.74

Non amo particolarmente le ricorrenze imposte. Le percepisco come fortemente limitanti. Non credo serva una data preconfezionata per ricordarsi di ciò che conta realmente. Ma è pur vero che, visto che ci vengono praticamente imposte, si può imparare a farne buon uso.

La mia idea di "Festa della Donna" ruota attorno a dei cardini essenziali. Prese come siamo dalle ordinarie corse frenetiche, può rivelarsi interessante scegliere di vivere questa ricorrenza come momento di piena consapevolezza, caratterizzato proprio dalla bellezza senza fine delle pause.

Ricopriamo mille ruoli e ci interfacciamo ogni giorno con infinite responsabilità. Sappiamo accudire con amore i nostri cari e farci presenti nelle situazioni di necessità delle persone che amiamo.

Ma al di là di tutto questo, non sempre sappiamo chi siamo realmente. E, cosa forse ancor peggiore, non sempre riusciamo a ritrovarci, tra una responsabilità e l'altra. Come se la corsa al raggiungimento dell'incastro perfetto ci imponga, gioco forza, di farci troppo spesso da parte, quasi a dover lasciare il posto in prima fila a qualcosa che sembra sempre più importante di noi...

Regalati pure delle mimose, oggi, se ti fa piacere. Ma soprattutto non dimenticare di trovare il tempo per te, affinché in questa ricorrenza tu possa soffermarti con calma a riflettere se davvero la tua vita scorre perfettamente allineata alla migliore versione di te stessa...

Le tue giornate prevedono del tempo da dedicare alle attività che ti ricaricano?

Riesci ad inserirti tra le priorità?

Hai imparato a delegare quelle responsabilità che non spettano necessariamente a te?

Osservati con amore. La donna che vedi riflessa allo specchio ti appartiene? Indossa i tuoi stessi sogni? E' amata?

Ma soprattutto chiediti: E' felice?

Viviamo tempi difficili in cui ci ritroviamo al centro di grovigli intricati che rischiano di farci perdere la serenità e la fiducia. Ma, per quanto impegnativo questo periodo possa rivelarsi, dobbiamo ricordare per bene le nostre origini ed il senso del nostro viaggio.

Possiamo smarrire le certezze che ci venivano dall'esterno. Ma mai dobbiamo commettere l'errore di perdere l'orientamento alla nostra felicità.

Siamo fiori differenti di un unico meraviglioso giardino. Ciascuna offra il meglio di sé, al resto provvederà la Vita. 

 

 

 
 
 

E se trasformassimo la crisi in opportunità?

Post n°572 pubblicato il 01 Marzo 2022 da irene.74

Lo scorso mese ho conosciuto una Donna eccezionale che a ridosso della pandemia ha completamente cambiato la propria vita. Ha posto fine ad una relazione che non la rendeva felice e la stava ingabbiando pesantemente. Ha cambiato lavoro. Ha iniziato dei corsi di specializzazione che le permettessero di acquisire le competenze necessarie a lanciarsi in un settore lavorativo assolutamente nuovo per lei.

Mentre in tanti durante il lockdown vivevano le restrizioni come una sorta di arresto domiciliare, lei si sentiva protetta all'interno del suo nido dove, un passo alla volta, plasmava la nuova vita a dimensione dei suoi sogni più belli!

Perchè ti ho raccontato questa storia? Perchè potrebbe offrirti tanti preziosi spunti di riflessione.

Ultimamente abbiamo accentuato una pericolosissima tendenza: quella a seguire la massa senza troppo pensare con la nostra testa.

Ecco che se le persone con cui mi relaziono mi parlano di un'idea fortemente condivisa, scivolo - con più o meno consapevolezza - nell'errore di farla mia. Ma è davvero così?

C'è un innegabile pessimismo ad aleggiare ovunque e oggettivamente di motivi per lamentarci ne abbiamo fin troppi... Ma tutto questo va gestito nel migliore dei modi o rischiamo di farci male sul serio.

Se aspetto che il periodo difficile finisca e che si torni ad una sorta di normalità per potermi dedicare a progetti in grado di rendermi felice, sto in qualche modo delegando all'esterno, agli eventi che - chissà quando - potranno accadere, ai momenti migliori (che magari dovrebbero arrivarmi così, già belli impacchettati...) la possibilità di migliorare la mia vita.

E invece ogni giorno può essere quello giusto per cominciare a farlo. Se attualmente non è possibile condurre la vita spensierata di sempre e ci si ritrova più di frequente, per svariate ragioni, a casa, potrebbe rivelarsi una scelta vincente quella di sfruttare al meglio il dono del tempo.

Per chiederci se realmente siamo felici della vita della conduciamo. Se il lavoro che svolgiamo è il migliore per noi. Se la nostra vita sentimentale è totalmente appagante.

Il cambiamento nasce sempre e soltanto dalla consapevolezza: se comprendo la realtà posso cambiarla. Se ne ho una percezione distorta e deviata, non arrivando a capire in valore assoluto il mio grado di soddisfazione qual è, rischio di rimanere impantanata in un'esistenza che potrebbe essere decisamente migliore.

Esci dagli schemi mentali limitanti e dalle idee stereotipate e prova a guardare alle cose di sempre con occhi nuovi. Quali doni ti stanno aspettando? Quali opportunità potresti deciderti a cogliere? Quali cambiamenti sarebbero in grado di rendere la tua vita migliore e te più felice?

E non vedere gli ostacoli come limiti, cambia prospettiva: e se fossero opportunità?

Potrebbe trasformarsi in un viaggio avventuroso in grado di stupirti oltre l'immaginabile! Che dici? Vale la pena provare a farlo?

 

 

 

 
 
 
 
 

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Un blog di: irene.74
Data di creazione: 30/09/2013