E' iniziato da poco il Carnevale, quel periodo dell'anno che da bambini amavamo particolarmente perchè ci permetteva di indossare gli abiti incantati dei personaggi che più ci piacevano. Ecco che ci trasformavamo in una fata buona, nella principessa, in Cappuccetto Rosso o in una simpatica Puffetta. Mentre i nostri compagni si improvvisavano cowboy, principi o coraggiosi Zorro.
Ora che siamo cresciuti però, questo periodo dell'anno ci induce a tutt'altre riflessioni. Ci porta ad esempio a dare un nuovo significato ai simboli che ruotano attorno a questa festa così allegra. Le chiacchiere, i dolci tipici coperti di zucchero a velo, ci fanno pensare che in giro ne circolano troppe, un po' ovunque. Quotidianamente siamo bombardati da discorsi inutili, che si accartocciano su se stessi, ci raggiungono frasi bellissime che resteranno tali, senza mai trovare riscontro nei fatti. Pensiamo alle parole cattive che si sprecano senza minimamente fermarsi a riflettere sulle conseguenze che potranno avere. Perchè la modernità ci "autorizza" a credere che siamo legittimati a dire tutto ciò che vogliamo, senza scrupolo alcuno, giusto per mettere i puntini sulle "i" (anche dove non ci vorrebbero) salvo poi offenderci davanti alle conseguenze che comportano...
Ma il simbolo per eccellenza collegato al Carnevale è la maschera. Se da bambini la guardavamo estasiata perchè ci permetteva di assumere l'identità del nostro eroe preferito, oggi le attribuiamo tutt'altro significato... Ecco che diventa emblema di inganno, ci fa pensare alle false identità che ostentano coloro che poi si rivelano essere tutt'altro. Pensiamo alla cattiveria che può camuffare. Pensiamo al ribrezzo che può farci quel che nasconde... Ma le maschere sono pure quelle che indossiamo per oscurare il nostro dolore, perchè non ci va di condividerlo con nessuno, per nasconderlo agli occhi delle persone che amiamo, per non diventare prede di chi potrebbe approfittare di queste nostre fragilità.
Se ti soffermi un attimo a riflettere, son davvero tante le maschere con cui ci ritroviamo a fare i conti. Ma a questo punto una domanda diviene necessaria. Il filo d'unione di tutte queste situazioni e condizioni qual è?
La negazione della realtà.
Posso farlo perchè intendo ingannarti e, se non ti raggiro, nella mia trappola non ci cadi. Oppure a muovermi in tal senso può essere il bisogno di guardarmi le spalle da chi mi sta vicino e temo non mi voglia realmente tutto il bene che professa a parole. O magari voglio nascondere pure a me stesso una verità che è troppo dolorosa da accettare e preferisco tenere in piedi la recita....
Se da bambini il tempo delle maschere era circoscritto alle sole settimane del Carnevale. Oggi, da adulti, siamo consapevoli che le troviamo un po' ovunque. E che da molte è necessario difendersi. Per poter evitare il peggio. Una consolazione ci resta, teniamoci pronti:
"Le maschere cadono, rivelando le persone per quello che sono. E' solo questione di tempo, poi inizia lo spettacolo..."
Inviato da: irene.74
il 29/01/2025 alle 19:06
Inviato da: ilgenio_1
il 29/01/2025 alle 18:57
Inviato da: irene.74
il 19/06/2024 alle 14:24
Inviato da: Anonimo11dgl
il 19/06/2024 alle 14:09
Inviato da: irene.74
il 17/06/2024 alle 22:58