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Metamorfosi di una farfalla - Mindfulness & Love Coaching

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"Poi nasce un nuovo giorno. E il buio porta via con sé quel che non serve. Il resto spetta a noi. Che di questa metamorfosi abbiamo fatto uno stile di vita. Arabe fenici dalle mille rinascite. Questo siamo..." 

 

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Le coppie annoiate le salva Dio?

Post n°539 pubblicato il 02 Marzo 2021 da irene.74

Nella vita di coppia la noia andrebbe drasticamente bandita... Perché non porta nulla di buono, perché troppo spesso viene sottovalutata ma può far disastri. E magari se ne prende coscienza quando è troppo tardi.

La noia denota mancanza di interesse. Vedi uomini che guardano le partite in TV con uno slancio esagerato e poi riservano alla propria donna sguardi distratti e frettolosi, quasi valesse meno della loro squadra del cuore! O donne andare in estasi davanti ad un paio di scarpe nuove mentre il partner sembra non suscitare in loro alcuna emozione degna di nota.

Perchè accade tutto ciò? Come si arriva a questi livelli?

Sicuramente non succede da un giorno all'altro. Succede perché i partner lo permettono. Se i primi tempi insieme sono magici, può accadere però che gli entusiasmi iniziali si plachino in fretta. Perché ci si adagia sui livelli di comodo, perché il partner diventa diritto acquisito. Poi si inizia a darlo per scontato. Finché non lo si considera praticamente un pezzo dell'arredamento di casa!?

Abbiamo precisato più volte che l'amore è un sentimento che va tenuto vivo. Immaginati la fiamma di un fuoco caldo che non viene alimentato e neppure protetto: che fine fa? E' destinata a spegnersi. E' solo questione di tempo. Stessa sorte tocca all'amore. Se si smette di viverlo con impegno.

Dovremmo saperci innamorare ogni giorno di qualcosa. Apprezzare (ogni volta come se fosse la prima) il dono delle parole gentili che ci rivolge la persona amata. Guardare il partner con dolcezza e tenerezza. Coltivare la complicità. Non smettere mai di corteggiarsi. E vivere tutto ciò come il lato bello della vita. Non come un ulteriore peso da aggiungere ai tanti che siamo costretti a portarci dietro ogni giorno.

Non dovremmo farlo per il partner ma per noi stessi, per l'amore che abbiamo ricevuto in dono. Perché quando vivevamo senza, avremmo fatto carte false per ricevere quel che oggi diamo per scontato.

Ci auto-condanniamo all'infelicità ogni volta che smettiamo di amare. In fondo la noia denota persino mancanza d'amore per se stessi. Diversamente quel tempo che sprechiamo lo investiremmo in qualcosa di importante per il raggiungimento della nostra felicità.

Se sei tra quelli che vivono un rapporto di coppia banale e noioso, fermati a chiederti se è realmente questo che vuoi dalla vita. E se la risposta è no, inizia a far qualcosa per correggere il tiro prima che sia troppo tardi.

Condurre vite da separati in casa, scambiarsi a stento un buongiorno e buonanotte che interrompano interminabili pause di silenzio, trascorrere il tempo libero sul divano sbadigliando tra un colpo di sonno e l'altro, trascinarsi pesantemente a far la spesa insieme senza dirsi una parola, magari anche con liste ben distinte e separate, è forse quello che sognavi quando pensavi all'amore?

A questo punto mi vien da dire che forse ti divertiresti più da single...

Metti in discussione tutto, fai chiarezza nel tuo cuore. Analizza le incongruenze e le tante (troppe) contraddizioni in cui versa la tua relazione sentimentale. E poi agisci di conseguenza.

Sempre che tu voglia cambiare. Diversamente puoi continuare la recita e confidare in un miracolo che vi tenga uniti nel tempo. Nonostante tutto...

 

 

 

 
 
 

Gli anniversari sono poi così importanti?

Post n°538 pubblicato il 23 Febbraio 2021 da irene.74

Si passa spesso da un eccesso all'altro con molta leggerezza (e poca consapevolezza). Come dire... ce n'è per tutti i gusti!

Quando entri in Facebook per concederti una pausa di meritato relax, sarà capitato anche a te di leggere i post di alcuni contatti che annunciavano il fidanzamento ufficiale col nuovo partner.

Sei il mio universo... Io e te: per sempre noi!

Tutto bellissimo se non fosse che magari lo stesso contatto appartenga a più galassie o abbia una concezione tutta sua del per sempre. Sì, perché la settimana dopo può darsi che te lo trovi nuovamente lì, intento a lanciare petali di rosa e coriandoli mentre annuncia il nuovo fidanzamento ufficiale...

Un'esagerazione, come dicevo in apertura. Una tra tante. Poi ci son quelli invece che stanno insieme da tre vite ed hanno smesso di contare gli anni, non ricordano esattamente neppure quando si son conosciuti e danno assolutamente per scontato il tempo vissuto in coppia.

Ma è forse l'anniversario il problema?

Certo che no. E' il valore che attribuiamo al rapporto l'elemento che merita tutta la nostra attenzione. E sì, gli anniversari andrebbero festeggiati. Non parlo di gesti esteriori fini a se stessi, di cene nei posti più lussuosi possibile, di regali costosissimi... No.

Mi riferisco all'essenza più profonda della ricorrenza. Quella merita attenzione. Festeggiare l'anniversario permette ai partner di fermarsi a riflettere sul percorso fatto insieme. Ripercorrere le tappe è un viaggio straordinario da fare in due. Permette di acquisire consapevolezza piena di tutte le conquiste fatte (e che diversamente potrebbero essere date quasi per scontato... Ma non lo sono mica...) Di individuare ciò che non è andato per il meglio e offre dunque la possibilità di correggere il tiro quando necessario.

C'è chi sceglie di festeggiarlo recandosi nel luogo del primo appuntamento (un'idea romantica è scattarsi una foto nello stesso posto ogni anno in quella precisa data), chi punta ad un momento spensierato in riva al mare o passeggiando in un bosco, altri ancora preferiscono la tradizionale cena a lume di candela in un posto romantico.

E' bella l'idea di organizzare con un buon anticipo l'anniversario. Di ritagliarsi una pausa che fermi il tempo nella dimensione della coppia. Godere l'opportunità di uscire per un attimo dai ruoli convenzionali che si ricoprono quotidianamente per riscoprirsi semplicemente innamorati.

Tornare a guardarsi con la magia dei primi tempi, la stessa che spesso viene penalizzata dalla fretta che caratterizza lo scorrere delle nostre giornate. Come se le responsabilità meritassero sempre il primo posto, come se la relazione potesse andare in automatico: ma non è mica vero...

Ecco che l'anniversario diventa una tappa fondamentale. Per ritrovare l'incanto. Ci si fa belli, si scelgono con cura tutti i dettagli, si pensa a un oggetto che potrebbe far felice il partner, una cosa utile che gli semplifichi la vita, un monile che possa portare con sé per sentire la vicinanza della persona amata... E, cosa più importante di tutte, si lasciano a casa le preoccupazioni, i pensieri di lavoro, le fatiche accumulate... e si esce col cuore sereno e colmo d'amore, pronti a godersi ogni istante.

Rivivere le emozioni al rallentatore, soffermarsi a raccontare al partner cosa si ama particolarmente di lui, quali sue attenzioni apprezziamo tantissimo, per quali momenti preziosi che ci ha donato coltiviamo profonda gratitudine... può contribuire a rendere davvero speciale la complicità che ci unisce.

Va benissimo pure confidarsi le cose che hanno generato sofferenza, gli atteggiamenti che ci arrivano male e comportano dolore. Tutto è concesso in nome dell'amore.

Non dico che dovremmo festeggiare ogni mese perché mi rendo conto che diventerebbe difficile e potrebbe persino scadere in un rituale automatico che si onora per abitudine. Ma l'anniversario è una tappa importante. Un'imperdibile occasione per rispolverare il romanticismo. Che sì, dovrebbe scendere in campo ogni giorno, ma spesso è mortificato perché le vite di tutti stan diventando oggettivamente complicate (in questo periodo di restrizioni più che mai...) e tra figli, genitori anziani da assistere, problemi di lavoro da gestire... può accadere che lo si metta da parte, come un paio di scarpe bellissime che riponiamo per indossarne uno più comodo che ci consenta di correre meglio...

Le difficoltà della vita arrivano impreviste, senza preavviso. Dobbiamo prenderne coscienza e agire di conseguenza. Spesso infatti non abbiamo modo di evitarle (o di respingerle al mittente...) Perchè allora non impegnarci a riempire la vita di occasioni di felicità? Che magari possono andare a bilanciare i nostri equilibri.

L'amore necessita di impegno. Ma nel senso più sublime dell'espressione. Va protetto, coltivato e rafforzato. Perchè è uno dei doni più preziosi che possa farci la Vita. Ed è triste doverne constatare il valore nella dimensione dell'assenza, quando è troppo tardi. Facciamolo per tempo, facciamolo con gioia. Lo merita l'amore, lo merita il partner, lo meritiamo noi.

 

 
 
 

Socializzare in tempo di Covid

Post n°537 pubblicato il 16 Febbraio 2021 da irene.74

Trovare l'Anima Gemella non è mai stata una passeggiata, ammettiamolo. Ma da un anno a questa parte, ritrovandoci a fare i conti con le restrizioni imposte dalla pandemia mondiale, il discorso si è ulteriormente complicato.

Certo rinunciare ad una vita sociale non fa bene a nessuno. Ma son tantissime le persone sole che, mai come in questo periodo, hanno iniziato a sentirsi stretta la condizione di single.

Che fare?

I margini d'azione oggettivamente non son troppi. Gli spostamenti son stati limitati per lo più alle situazioni di necessità e a meno che non si avesse il colpo di fortuna necessario a beccare il principe azzurro in fila alla cassa del supermercato prima di noi (ovviamente capace di cogliere il nostro fascino nonostante la mascherina e, per le più fortunate, gli occhiali appannati) realmente la situazione potrebbe apparire come un caso disperato.

Ecco che le persone si sono ingegnate ed han cambiato luoghi d'incontro privilegiando - come era prevedibile - i social network. Ma è una scelta saggia? A quali rischi espone?

L'amore è un sentimento più che mai reale. Costringerlo a snodarsi in una trama virtuale può rivelarsi dannoso quando non pericoloso. Perché la voglia di colmare la solitudine, il bisogno di innamorarsi e (di illudersi) di sentirsi amati, hanno portato più di qualcuno a intraprendere pericolosi viaggi mentali, voli pindarici mai visti prima. Il cui atterraggio però si è poi rivelato disastroso...

C'è chi ha perso il contatto con la realtà arrivando a dare un valore esagerato a cose che in un contesto normale non lo avrebbero avuto. Qualcuno ha iniziato a mettere la vita in standby facendo ruotare tutto attorno all'arrivo del messaggio tanto atteso. Puoi facilmente immaginare le conseguenze...

Non è il social network, chiaramente, il problema. Ma, ancora una volta, l'uso che se ne fa. Se metti come foto profilo una tua immagine talmente filtrata e ritoccata che se vieni rapita e ti cercano sulla scorta di quello scatto manco su Marte ti ritrovano!? Se invece di approfondire la conoscenza delle persone con cui ti relazioni passi le ore a sognarti la favola... Se con leggerezza ti apri a confidenze personali, lasci il tuo indirizzo e numero di telefono anche agli acari della polvere... Puoi immaginare quanto brusco ti si prepari il ritorno alla realtà?

Ancora una volta si tratta di far scendere in campo il buonsenso. E impegnarsi nel mondo virtuale con la stessa prudenza e lucidità con cui si è soliti agire nel contesto reale. Mettendo in preventivo che ci si può confrontare pure con i soliti idioti che approfittano del monitor per schermarsi e spacciarsi per ciò che non sono (anche dimenticando talvolta di avere coniuge e figli nella stanza accanto).

Far buon uso delle esperienze che ci ritroviamo a vivere può davvero fare la differenza. In questo ambito come in tutti gli altri. Se invece di creare una vera e propria dipendenza da Facebook approfitti dell'isolamento forzato per capire di cosa realmente hai bisogno, se vivi questa parentesi come la possibilità di fare un bilancio parziale delle scelte che hai portato avanti fino a quel momento, se ti metti in ascolto di un eventuale cambiamento in atto che può portare il raggiungimento della tua felicità in una direzione che finora non avresti immaginato, indubbiamente ti concederai il lusso di uscire da questo difficilissimo capitolo di storia con una marcia in più.

A te la scelta.

 

 

 
 
 

Un metro solo (che valga per entrambi)

Post n°536 pubblicato il 09 Febbraio 2021 da irene.74

E' costata cara la parità di coppia, guai a permettere che venga nuovamente compromesso l'equilibrio. Il punto è che non sempre si è consapevoli di ciò che accade. Si pecca di leggerezza. Si eccede con la tolleranza. E il danno è fatto. Un bel giorno ci si ritrova a dover constatare l'esistenza di una sproporzione disarmante.

Non è ammissibile la felicità a senso unico, in coppia si deve star bene in due. Questo diviene un presupposto intoccabile perché il rapporto possa consolidarsi nel tempo. Ecco che diviene necessario per i partner definire le "regole del gioco", i confini entro i quali a entrambi sia consentito muoversi, i limiti oltre i quali nessuno deve azzardarsi ad andare.

Se una cosa è ritenuta sbagliata dai partner, deve esser considerata tale per entrambi. Se un'altra è ritenuta lecita, dev'essere accessibile a tutti e due.

Eppure non sempre è così. Succede spesso che il buonsenso vada a farsi benedire. Avrai sicuramente conosciuto anche tu una di quelle coppie in cui, ad esempio, a lui è consentito andare a giocare a calcetto coi colleghi, uscire a mangiare una pizza con gli amici... tanto non fa nulla di male... mentre lei è meglio che stia a casa, coi figli, che uscire con le amiche è una frivolezza che mal si addice ad una donna sposata (e mamma, per giunta...)

Se la relazione si fonda davvero sul rispetto, è indispensabile tutelare entrambi i partner. Perché le storie che si snodano su ragionamenti come quello espresso poco fa, son destinate a dover fare i conti con l'insoddisfazione e l'infelicità, è solo questione di tempo.

Nessuno ama immolarsi come vittima sacrificale, rinunciare ai propri sogni per permettere all'altro di realizzare i suoi. Stare in coppia dev'essere un'opportunità di crescita per entrambi ma deve altresì permettere a ciascun partner di poter coltivare la propria felicità.

Pensi che una donna che si faccia carico di entrambi i ruoli genitoriali mentre il marito esce tutte le sere con gli amici, meriti davvero di vivere così? I figli si fanno in due e si dovrebbero crescere in due. L'integrazione, ancora una volta, si rivela la scelta migliore: due partner che diventano genitori non finiscono mica di vivere! Hanno tutto il diritto di continuare ad esistere come uomo e donna prima ancora che nel ruolo genitoriale. Ma tutto ciò deve avvenire senza danneggiare in alcun modo gli equilibri dei bambini. Che meritano il primo posto perché possano crescere sereni e felici.

Son tante le persone che credono sia giusto anteporre la felicità del partner alla propria. Fino a votarsi al martirio. Salvo spegnersi lentamente, giorno dopo giorno, senza più entusiasmo, automi che avanzano per forza d'inerzia.

Molte hanno una matrice affettiva che le porta ad essere predisposte al sacrificio (magari son state cresciute con la convinzione che l'amore è sofferenza. Ma non è mica vero...) E' solo questione di tempo: quando i pesi diventano eccessivamente gravosi non si ha altra scelta che la fuga. Per aver salva la vita.

Chiediti: quanto vale la mia felicità? Forse meno di quella del mio partner? E poi agisci di conseguenza. Non dico che si debba accettare solo il fatidico 50 e 50. Ma una cosa è certa: in una relazione caratterizzata da 90 e 10 la perfezione del 100 è fortemente in discussione. Meglio correggere il tiro e farlo in fretta. In fondo la felicità è anche questione di equilibri, non trovi?

 

 

 
 
 

L'amore in terza età

Post n°535 pubblicato il 02 Febbraio 2021 da irene.74

Alla terza età si arriva con un bagaglio esperienziale complesso ma sempre pesante. Se escludiamo i fortunati che invecchiano in coppia festeggiando i 40 ed anche i 50 anni di vita insieme, il restante panorama ci appare alquanto variegato.

Da una parte ci sono i separati e divorziati che hanno giurato a se stessi di non cadere mai più nella "trappola" dell'amore. Con l'andare degli anni, questa categoria si è ulteriormente snodata in due: i fedelissimi all'impegno preso e coloro che dopo dieci, quindici anni di solitudine hanno sentito l'urgenza di trovare l'anima gemella.

Poi ci sono coloro che soli proprio non ci sanno stare. Dopo una serie di relazioni finite più o meno male, continuano a cercare il partner ideale passando da una frequentazione all'altra praticamente in attesa di un miracolo...

E ci sono pure quelli che non si son preclusi nulla. Hanno imparato a star bene da soli, non si accontentano del primo che capita, ma non escludono la possibilità di una vita di coppia qualora si verificassero i giusti presupposti.

Non spetta certo agli osservatori esterni giudicare. Ciascuno vive una storia personalissima di cui non deve assolutamente rendere conto agli altri. Purché si stia bene con se stessi ed in pace con la propria coscienza, qualsiasi scelta si prenda può rivelarsi vincente.

Personalmente credo che l'amore arrivi quando meno ce lo si aspetti. Questo a prescindere dal discorso sulla terza età, chiaramente. E che rinunciare alla possibilità di amare e di sentirsi amati sia pura follia.

Ma è anche giusto imparare a difendersi. Perché, soprattutto con l'andare degli anni, il discorso si complica non poco.

Aprirsi al primo che capita solo perché la solitudine inizia a pesare troppo sul cuore, può portare conseguenze disastrose. Son tante le vittime di abili manipolatori che su quel peso hanno saputo costruire la propria fortuna. Quindi è necessario muovere i passi con prudenza. Non precludersi la possibilità di conoscere gente nei luoghi frequentati abitualmente, nei contesti legati alle proprie passioni ed hobby. Dialogare, approfondire la conoscenza, è presupposto essenziale per comprendere se ci sono gli estremi per poter dar vita ad un'amicizia profonda che, se anche dovesse rimanere solo tale, sarebbe indubbiamente un prezioso valore aggiunto.

E' importante sapere cosa si ritiene irrinunciabile: se si è legati ai propri tempi e spazi con scarsa voglia di condivisione, è inutile relazionarsi a chi invece brama l'esatto contrario. Eviterei pure i colpi di testa scriteriati: scegliere per partner una persona che anagraficamente potrebbe essere il proprio figlio, difficilmente porta a vivere una favola. L'ideale sarebbe relazionarsi piuttosto con un partner coetaneo con cui poter vivere un rapporto che ruoti attorno a valori e dinamiche condivisi per mentalità e modo di vivere.

Se a vent'anni si è facili prede della passione travolgente, a settanta si ricerca maggiormente l'affetto e la tenerezza in un rapporto di coppia che sappia donare compagnia, presenza, sostegno reciproco e protezione delle rispettive fragilità. Ed è quindi giusto orientare i passi in questa direzione.

Durante la pandemia di questo difficile 2020, molti anziani soli hanno avvertito in modo amplificato il peso della loro condizione ed hanno riscoperto proprio in questa situazione estrema il bisogno di avere al proprio fianco un compagno di vita. Ma non tutti poi si aprono alla possibilità di vivere realmente una relazione. C'è chi teme di non avere l'approvazione dei figli, chi si sente sciocco anche solo a pensare di poter tornare ad avere una vita sentimentale a questa età.

Queste gabbie, questi condizionamenti, possono rivelarsi estremamente pericolosi. Perché impediscono di provvedere al soddisfacimento di un proprio bisogno. Semplicemente per il fatto che si antepone la paura del giudizio altrui ad una propria necessità. Ma non c'è assolutamente nulla di male a pensare di poter tornare a condividere la propria vita con un'altra persona, a sognare di passeggiare mano nella mano, a credere che un pasto mangiato in compagnia abbia un sapore migliore.

Non siamo fatti per stare con chiunque ma non siamo neppure nati per star soli. Ciascuno si senta libero dunque di decidere seguendo il proprio cuore. Agendo con prudenza ma senza precludersi la possibilità di tornare ad essere felice. La vita è meravigliosa e può sorprenderci quando meno lo crediamo possibile, con un dono bellissimo che ci appare prezioso proprio perché inaspettato.

In fondo i miracoli succedono più spesso di quel che siamo portati a credere. E l'amore in terza età può essere tra i più commoventi.

 

 

 

 
 
 
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