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Metamorfosi di una farfalla - Mindfulness & Love Coaching

 

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"Poi nasce un nuovo giorno. E il buio porta via con sé quel che non serve. Il resto spetta a noi. Che di questa metamorfosi abbiamo fatto uno stile di vita. Arabe fenici dalle mille rinascite. Questo siamo..." 

 

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I tre segreti della meditazione

Post n°581 pubblicato il 09 Maggio 2022 da irene.74

Si fa un gran parlare dell'importanza della meditazione ma c'è ancora tanta confusione attorno a questo argomento. Che vuol dire esattamente meditare? E' una pratica esclusivamente buddista? Quali benefici porta? Perchè dovrei ritagliarmi ogni giorno il tempo necessario per farla?

Meditare significa fermarsi, immergersi nel silenzio e allinearsi alla consapevolezza del momento presente. Viviamo troppo spesso persi nei nostri pensieri, totalmente presi dalle emozioni che li accompagnano. Fino a smarrire il contatto con la realtà oggettiva. Inseriamo il pilota automatico e via... Questo ci stanca, ci strema, ci affatica. La prima cosa da fare è sintonizzarsi sul respiro. Ci si concentra sull'aria che entra e che esce dal nostro corpo e si lasciano andare i pensieri come fossero nuvole che attraversano il nostro cielo e vanno oltre. Ecco che ci caliamo completamente nel QUI ed ORA. La meditazione non è un'esclusiva del buddismo o delle religioni orientali ed un cristiano che fa meditazione certamente non commette peccato. Bastano pochi minuti per accorgersi dei benefici che porta: si riduce lo stress, troviamo sollievo nei dolori, ci sentiamo pervadere dalla serenità. Questo perché la meditazione è uno stato di profonda pace che è possibile raggiungere calmando la mente.

Mai come in questo periodo siamo consapevoli di quanto i pensieri negativi e catastrofici possano agitarci con emozioni altrettanto negative e catastrofiche. La meditazione ci offre l'opportunità di essere liberi. Di allinearci a noi stesse prescindendo da dove tiri il vento che trascina le masse. Immaginate quanto possa far bene sviluppare la capacità di rimanere lucidi qualsiasi cosa accada? 

Attraverso la pratica costante della meditazione impariamo a controllare i nostri pensieri e a guardare con consapevolezza alla nostra vita. Ecco che disinneschiamo quel pilota automatico che tenta di guidare sempre i nostri passi nella direzione che più gli fa comodo e torniamo protagonisti assoluti della nostra vita. La meditazione ci offre possibilità ogni giorno di tornare a guardare alle cose di sempre con la mente del principiante. Non do più nulla per scontato, non mi perdo neanche un dettaglio della mia vita perché scelgo di assaporarla momento per momento. Qualsiasi cosa accada.

Esistono diverse tecniche di meditazione nella pratica tanto formale quanto informale. Ma tutte ci aiutano a conquistare il terzo preziosissimo segreto: impariamo a vivere senza aspettative, senza giudizio e consapevoli di avere in noi tutto quel che occorre per affrontare le varie tappe della vita. Non andiamo alla ricerca di Guru Illuminati che ci dicano cosa fare e come fare perché ripartiamo finalmente da noi. Smetterla di avere aspettative ci porta a comprendere la preziosità del momento presente. Non ipotechiamo la nostra felicità al raggiungimento di un traguardo, non deleghiamo ad altri la responsabilità del nostro benessere. Mentre imporre uno STOP al giudizio ci aiuta a sperimentare la leggerezza del vivere. Non sono un giudice che deve costantemente giudicare e condannare. Mi concedo piuttosto la possibilità di vivere pienamente la mia vita osservandola con consapevolezza e lascio liberi gli altri di agire per ciò che ritengono essere il loro meglio senza star sempre a sindacare. 

Interessante, vero?

 

 

 

 

 
 
 

Tanti auguri a noi!

Post n°580 pubblicato il 03 Maggio 2022 da irene.74

Cinque anni fa creavo la Pagina Facebook "Metamorfosi di una farfalla", collegata a questo Blog. Oggi conta più di 8000 followers, meravigliose donne in rinascita che quotidianamente interagiscono col mio progetto nato proprio per unire le forze e condividere l'esperienza della metamorfosi esistenziale.

Ecco... oggi penso a quanto sono ricca. Accolgo con gioia e gratitudine questo traguardo importante che è stato reso possibile col contributo di ciascuno dei miei 8000 diamanti preziosi. Nessuna è per me un numero. Ognuna ha una storia che conosco molto bene.

D'altronde, chi non ha sognato, almeno una volta nella vita, di poter rinascere? Di riuscire a scrollarsi di dosso il peso del passato e di poter tornare nuovamente libera...

Chi tra noi non ha cicatrici profonde legate ad esperienze che avrebbe volentieri evitato?

Eppure il segreto è tutto lì: nel comprendere che quella, esattamente quella, era la strada migliore per portarci proprio dove dovevamo arrivare.

Se è vero che la vita è per il 10% cosa ti accade e per il 90% come tu reagisci, bè... direi che il cambio di prospettiva può realmente fare miracoli.

L'esperienza negativa avrei voluto evitarla, non l'augurerei ad un nemico (semmai ne avessi uno) ma è successa: cosa accade a questo punto se esco dal ruolo della vittima e provo a comprendere dietro quell'evento quale lezione da imparare possa nascondersi?

Pensaci bene. Siamo il risultato di tutte le lotte che abbiamo combattuto.

Chi sceglie di piangersi la sorte addosso, chi è convinta di esser vittima di un destino avverso, o della cattiveria del mondo, o di una congiuntura astrale sfavorevole che la perseguita ingiustamente... passa il resto della vita - più o meno consapevolmente - ad aspettarsi il peggio. E lo attrae. Ostinandosi a tirare calci ad ogni pietra che trova sul proprio cammino, inevitabilmente si ritrova a dover fare i conti con... le scarpe rotte!

Ma quanto invece sono belle le principesse guerriere che posano la corona, indossano l'armatura e sfoderano il coraggio di sapersi fidare della Vita (nonostante tutto)? Non sprecano tempo in inutili lamentele, non imprecano, non si piangono addosso. Piuttosto cercano di capire, imparano. Migliorano. Si lasciano levigare dalla Vita e si riscoprono alla fine di quest'esperienza ancor più belle di prima! Il mio pensiero oggi va a loro: 8000 volte GRAZIE!

"Ho trasformato le mie cicatrici in tatuaggi di rose: ogni spina mi ha insegnato a fiorire..."

 

 

 

 

 
 
 

Mistero: l’ingrediente in grado di fare la differenza...

Post n°579 pubblicato il 26 Aprile 2022 da irene.74

I primi tempi insieme sono caratterizzati da mille emozioni diverse. Il ritrovarsi in coppia appare come una cosa assolutamente nuova e inevitabilmente l'entusiasmo si amplifica all'ennesima potenza. A volte le varie esperienze possono generare, per certi versi, ansia. Ma tutto appare sospeso. Persino le sfumature meno felici delle differenti emozioni vengono percepite come fossero magiche...

Con l'andare del tempo però il rapporto si assesta. Scendono in campo le abitudini. Si creano dinamiche rassicuranti che inevitabilmente delineano i confini della routine di coppia.

E l'entusiasmo comincia a scemare. C'è chi sceglie di condividere tutto col partner. Amici, palestra, hobby, sport, passioni... diventano di entrambi. E altrettanto spesso si finisce col sentire il bisogno di raccontarsi per filo e per segno lo scorrere delle proprie giornate.

Ecco che nel giro di pochi mesi si ha quasi l'impressione di ritrovarsi tra le mani un libro che non c'è neppure bisogno di leggere perché lo si conosce già alla perfezione, praticamente a memoria.

Perchè si arriva a questo punto? A volte per cementare la fiducia: ti racconto tutto, ti cronometro persino i miei spostamenti, ti rendo partecipe di ogni cosa che faccio nella mia vita in modo da farti capire che non ho assolutamente nulla da nascondere e che puoi realmente fidarti di me ciecamente.

Ma l'altra faccia della medaglia sai qual è? Una pericolosissima noia mortale... Perchè più o meno consapevolmente si finisce col cambiare proprio il modo di guardare al partner.

Se agli inizi può essere piacevole conoscere per filo e per segno i suoi spostamenti o documentargli i propri, dopo un po' accade che diventi persino noioso continuare a farlo.

E quando ci si accorge che davvero il rapporto non è più frizzante come prima? Che si sbadiglia troppo e che lo si fa troppo spesso? Come si può correre ai ripari?

Prima di essere il partner di qualcuno, bisogna aver ben chiaro chi si è in valore assoluto. E saper mantenere viva questa identità. Se condividere qualcosa può rivelarsi bello in coppia, farlo sempre e comunque no. Perchè alla fine si corre il rischio di non aver più argomenti su cui confrontarsi e di cui raccontarsi. Questo spegne pesantemente il rapporto di coppia.

Piuttosto immagina di avere tempi e spazi solo tuoi che prescindano dalla coppia, in cui invece di essere il partner di qualcuno sei semplicemente te stessa, hai idea di quale ventata d'aria nuova possa portare tutto ciò all'interno della relazione?

Agli inizi della frequentazione tra due che si trovano interessanti, scende in campo un fattore molto importante: il mistero. Della persona che stiamo cercando di conoscere sappiamo molto poco. Ecco che trascorriamo ore ed ore a parlare, ad osservare e perché no? Anche a immaginare situazioni e comportamenti che vorremmo poter conoscere meglio, o più banalmente le domande che vorremo porgli la prossima volta che ci ritroveremo insieme.

Se lui ci dice che deve andare ad un incontro del circolo di cui fa parte, la volta successiva abbiamo voglia di sapere come sia andata la sua serata, cosa possano aver fatto, se si è divertito... E sentendogli raccontare le sue esperienze completiamo sempre più approfonditamente l'immagine che abbiamo di lui.

D'altronde, quando compriamo un libro, cosa ci spinge a leggerlo quanto prima? Proprio la curiosità nata dopo aver prestato attenzione alle recensioni piuttosto che alla quarta di copertina.

Certo, con questo non intendo dirti che dovete vivere in coppia da estranei: io ho la mia vita, il mio lavoro, la mia casa, le mie amicizie, i miei hobby, le mie giornate ben scandite... e lui altrettanto. Questo no. Ma sto piuttosto cercando di suggerirti come rinvigorire un rapporto che fosse scaduto nella più ovvia delle banalità.

Per non farsi dare per scontati dal partner, è necessario riconoscersi un valore unico e speciale e saperlo far vedere pure nelle varie dimensioni della propria vita.

Ti vesti in un certo modo o porti i capelli sempre acconciati alla stessa maniera? Cambia look e stupiscilo!

Andate a giocare a burraco con gli amici ogni giovedì? Sorprendilo e organizza per il prossimo una cena a lume di candela solo per voi.

Se condividere crea intimità, esagerare in questa direzione può costare caro. E portarci a vedere il partner come una realtà fin troppo nota e a tratti persino noiosa e banale. Può dare, a lungo termine, il colpo di grazia alla relazione che invece, paradossalmente, può decollare proprio facendo scendere in campo il mistero!

Quanto sono belle quelle coppie che a dispetto del tempo che passa riescono a miscelare al meglio mistero e complicità? Condividono quel tanto che basta per sentirsi profondamente complici ma non dimenticano di solleticare la fantasia del partner continuamente, mostrandosi attraverso veli che li fanno apparire decisamente affascinanti.

Prendiamo esempio. Vediamo che succede. Teniamoci pronti a stupirci. Piacevolmente.

 

 

 

 
 
 

Quando controllare tutto diventa un’ossessione...

Post n°578 pubblicato il 12 Aprile 2022 da irene.74

Chi ha questa strana tendenza arriva a ritenere assolutamente normale il proprio comportamento. Si descrive solitamente come una persona precisa, attenta, responsabile. Ma anche come una abituata a guardarsi le spalle, a non lasciare eccessivi margini agli altri. Una, insomma, che non si fa fare fessa da nessuno, neppure dalla vita.

Ma se andiamo oltre queste assurde apparenze, scopriamo che quella fortezza inespugnabile che c'era stata così meticolosamente descritta, si rivela a tutti gli effetti come un fragilissimo castello di sabbia. Pronto ad essere sgretolato senza neppure troppo impegno e fatica...

Ora, nessuno dice che dovremmo vivere da incoscienti, per carità. Controllare, nei limiti della norma, è assolutamente apprezzabile. E' l'ossessione che diventa preoccupante. E che può manifestarsi in tanti modi diversi.

Posso sentire il bisogno di controllare la stessa cosa mille e mille volte ancora (se ho chiuso la porta, spento la luce prima di uscire...) Oppure di ripassare in rassegna ciò che spetta fare ad altri perché convinta che nessuno sappia farlo come lo so fare io (sul posto di lavoro, ad esempio). O ancora posso comportarmi come se tutto debba essere necessariamente processato e sottoposto alla mia attenzione (cellulare del partner incluso...)

Si vive male con questi presupposti, posso garantirtelo. Perchè nella vita, così come nell'esperienza di coppia, è assolutamente necessario far scendere in campo elementi essenziali senza i quali rischieremmo rovinosi scivoloni.

Di cosa sto parlando? Bè, nell'ambito della vita di coppia, sicuramente della FIDUCIA. Non posso sentirmi sereno solo ed esclusivamente se conosco ogni impercettibile movimento del mio partner h24. Innanzitutto perché è impossibile arrivarci. Ma anche perché accettare un (dis)equilibrio del genere mortifica la natura stessa della relazione di coppia.

Ed anche nel rapportarmi con la Vita, sarebbe un grosso errore voler controllare tutto, che già a pensarlo si pecca di presunzione (chi mai ne sarebbe capace??) Perchè solo imparando a fare il mio, puntando all'eccellenza, ed affidando il resto alla FEDE potrò sperare di raggiungere e tagliare qualsiasi traguardo importante.

 

"Prega come se tutto dipendesse da Dio

e lavora come se tutto dipendesse da te"

 

Dovremmo scrivere queste parole su un post-it da tenere a portata di mano, per poterle leggere sempre più spesso.

Eh sì, perché siamo tutti consapevoli di non essere supereroi e che inevitabilmente corriamo il rischio di dover fare i conti con le nostre umane fragilità. E cosa allora potrà mai salvarci? La FEDE e la FIDUCIA che sono componenti essenziali dell'Amore. Che le nutre entrambe ed attraverso di loro si manifesta.

Ecco che se scelgo di fidarmi del partner non mi trasformo in un investigatore privato h24. Ma condivido ciò che è giusto con lui, ci confrontiamo e dialoghiamo senza mai scadere nel bisogno di controllarlo ossessivamente.

Ed il discorso non cambia nell'ambito spirituale. Io darò il meglio di cui sono capace nelle varie situazioni che mi troverò a vivere. Ma con la consapevolezza nel cuore che non spetta tutto a me. Più imparerò a fidarmi delle opportunità che la Vita pone continuamente sul mio cammino, più mi abituerò a cogliere quei segni inequivocabili che mi dimostrano di non esser sola nei momenti esistenziali più difficili.

Un gran bel cambio di prospettiva, non trovi?

 

 

 
 
 

E se bruciassimo le navi?

Post n°577 pubblicato il 05 Aprile 2022 da irene.74

Immagina di salire su una nave e cominciare un viaggio verso una meta ben precisa. Supponi di volerti, ad esempio, trasferire in un'altra città. Arrivi a destinazione, prendi i bagagli, scendi dalla nave e cominci quest'avventura.

Cerchi una sistemazione, inizi a familiarizzare con le persone che abitano in quel luogo, scopri posti nuovi, ti adatti ad abitudini che prima non avevi ma che lì diventano assolutamente necessarie.

Tutto questo con la serenità nel cuore perché sai che la nave che ti ha condotto dal vecchio posto in cui vivevi al nuovo è ancorata lì, esattamente dove l'hai lasciata quando sei approdata alla meta.

Quindi se nel corso del tempo tu dovessi accorgerti che il trasferimento si rivela più faticoso del previsto, se dovesse assalirti la malinconia per la vita che conducevi nel posto in cui abitavi prima, potresti tranquillamente riprendere le tue valigie e tornare indietro. In qualsiasi momento.

Ma se all'arrivo nel nuovo luogo tu avessi "bruciato" la nave?

Ti ho portato quest'esempio per parlarti di una condizione con cui spesso ci ritroviamo a dover fare i conti. Ci accorgiamo che la vita che conduciamo non ci appaga, non ci rende felici (talvolta addirittura presenta delle incertezze tali da farci assalire dall'ansia...) che abbiamo necessità di cambiare. Titubiamo, aspettiamo che arrivi il momento giusto, finché, ad un certo punto, prendiamo coscienza del fatto che quel cambiamento sta diventando urgente e tocca affrontarlo.

Chiaramente il cambiamento, in quanto tale, ci impone di uscire dalla comfort zone e di allargare gli orizzonti per correggere eventualmente il tiro del nostro viaggio... Tutto questo può persino spaventarci se prendiamo coscienza di quanto ci sia da fare... e di quanto insostenibile stia diventando il nostro vecchio stile di vita.

Tenere un'ipotetica "nave" ancorata ad attendere ogni nostro potenziale bisogno di ritorno al passato, può pesantemente condizionare la reale voglia di intraprendere quel viaggio e di portarlo fino in fondo.

Ecco dove dovremmo andare a ricercare le origini di taluni dei nostri fallimenti. Nel tentativo di poter tenere il piede in due scarpe senza piuttosto avere il coraggio di scegliere solo ed esclusivamente quella condizione che è davvero in grado di renderci felice.

Cosa vorresti ottenere che ti manca da troppo? Quale obiettivo hai accantonato mortificando la pienezza della tua felicità?

Non è mai troppo tardi per decidersi a raggiungere traguardi importanti. Purchè lo si voglia sul serio. Senza se e senza ma. Le situazioni tenute in sospeso logorano esageratamente. Persino più della fatica connessa alla volontà di dare vita al cambiamento che reclamiamo da troppo.

Chiediti: è realmente importante per me questo viaggio? E se rispondi sì, preparati a partire. Una volta arrivata a destinazione, "brucia" le navi e dedicati al 100% al cambiamento che sogni da troppo.

Se la tristezza o la mancanza di entusiasmo con cui ci siamo rassegnate a vivere ormai ci risultano familiari a tal punto da sentircene per certi versi persino rassicurate, è realmente tempo di dire basta. Di deciderci ad uscire da un letargo durato sin troppo e essere pronte a proiettarci nel "meglio" che meritiamo.

"Bruciare" le navi è l'unica scelta possibile. Ma occorre coraggio. Tu ce l'hai?

 

 

 

 
 
 
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Un blog di: irene.74
Data di creazione: 30/09/2013