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L'hai permesso tu

Post n°626 pubblicato il 18 Febbraio 2025 da irene.74

Quante volte ti è capitato di sentirti vittima di situazioni che in realtà non ti vedevano come tale?


Succede a tutti, prima o poi, di guardare le cose dalla prospettiva sbagliata. 


Penso alle tante persone che commettono perfidie di ogni tipo e quando poi si ritrovano isolate dal resto del mondo si lamentano che, inspiegabilmente, nessuno sembra più volerle bene.


Oppure penso a quelli che si sentono autorizzati a dire ogni assurdità, ferendo senza scrupolo il bersaglio di turno, e quando questo si ribella al gioco al massacro e reagisce, si sentono autorizzati a calarsi nel ruolo della vittima colpita senza un perchè...


Con questi atteggiamenti, in verità, non si va lontano nella vita... E si corre altresì il rischio di restare impantanati in situazioni da cui non si riesce ad uscire più..


Ma come fare ad imparare a guardare alle cose dalla giusta prospettiva?


Bisogna innanzitutto armarsi di coraggio ed imparare ad uscire dal ruolo della vittima.

Qualsiasi cosa ti sia successa, qualunque esperienza ti abbia ferito, qualsiasi ingiustizia tu abbia subito, in qualunque situazione ritenessi di essere stato pugnalato alle spalle, devi avere la brutale onestà di ammettere che una parte (sia pure infinitesimale) di responsabilità in quella dinamica ce l'hai anche tu. Ovvero che quell'esperienza è accaduta perchè, in qualche modo, sei stato tu a permetterlo.


E' un concetto difficile da digerire, lo ammetto. Ma è assolutamente necessario comprendere questa verità ed accettarla per poterla superare e tornare a sentirsi protagonisti della propria vita.


Se il partner ti ha umiliato e privato di ogni forma di libertà, sicuramente è in forte errore ma altrettanto sicuramente tu lo hai lasciato fare fino ad arrivare a constatare un disastro di cui non avevi minimamente potuto immaginare le proporzioni... 


Se la tua famiglia ti sfrutta e ti tratta come un oggetto funzionale alla risoluzione delle problematiche di ogni genere, indubbiamente devi ammettere che di "famiglia" quelle persone hanno davvero poco... Ma altrettanto coraggiosamente devi renderti conto che glielo hai permesso tu di trattarti come uno zerbino su cui pulirsi i piedi.

 

Non sempre ce ne rendiamo conto ma davvero quel che di sbagliato tolleriamo nei comportamenti degli altri li sta inducendo a sentirsi autorizzati a continuare a trattarci in quel modo.


Che lo facciamo per ingenuità, per quieto vivere, per eccesso di buona fede, poco cambia... 


L'errore resta. Perchè se ci amassimo come meritiamo, ci suonerebbero subito i campanelli d'allarme in grado di farci percepire nell'aria gli atteggiamenti sbagliati o addirittura pericolosi che necessiterebbero subito di contenimento e correzione.


Finchè non impariamo che in ogni situazione un margine ci è sempre dato per sottrarci alle cattiverie ed alle ingiustizie degli altri, difficilmente possiamo sperare che per noi le cose cambino davvero...


Uscendo dal ruolo della vittima e comprendendo che quella ferita, quella delusione, quella fiducia riposta male reclamano l'assunzione della mia parte di responsabilità, posso finalmente tornare ad indossare i panni del protagonista ed attivarmi perchè certe esperienze non si ripetano più.


Chiediti:


- cosa sto tollerando che in realtà mi sta facendo soffrire?

- quali comportamenti di terze persone mi stanno ripetutamente ferendo?

- quali delusioni sto constatando nel rapportarmi con gli altri?


Una volta individuato il tuo dolore dov'è, riprendi in mano le redini della tua vita, comprendi quale sia la tua fetta di responsabilità e poi correggi il tiro.


Ogni cambiamento nasce dalla consapevolezza legata a quella verità che troppo spesso abbiamo paura di guardare negli occhi. Ma è lì la tua libertà. Non lasciartela più scappare...  

 
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Sono Praticante Internazionale di Discipline Olistiche specializzata in Marketing e Comunicazione, Autrice di "Autentiche - La libertà che nessuno ti ha insegnato" 

 

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