Creato da irene.74 il 30/09/2013
Metamorfosi di una farfalla

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"Poi nasce un nuovo giorno. E il buio porta via con sé quel che non serve. Il resto spetta a noi. Che di questa metamorfosi abbiamo fatto uno stile di vita. Arabe fenici dalle mille rinascite. Questo siamo..." 

 

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Messaggi di Settembre 2020

 

Meglio soli o male accompagnati?

Post n°521 pubblicato il 29 Settembre 2020 da irene.74

"Sola non ci so stare. Ho sempre vissuto in coppia. Anche se ammetto di non essere affatto felice e che ci sono tantissime limitazioni che il mio compagno mi impone quotidianamente, preferisco restare con lui piuttosto che provare ad immaginare la mia vita da single. Il single è uno sfigato. Senza amore non sta bene nessuno. Ed ho imparato proprio nei momenti più bui che mi va bene che ad amare sia solo io".

Mi son venuti i brividi leggendo queste parole. Ricche di luoghi comuni da sfatare, di schemi mentali opprimenti ed inadeguati, di distorsioni che all'occorrenza sembrano pure tornare comode ma che nella realtà dei fatti feriscono come una vera e propria arma maneggiata con eccessiva leggerezza...

E' meglio vivere un amore che non è amore o stare soli?

Sinceramente credo sia importante dare una risposta a questo quesito. Se è vero che nessuno può star bene senza amore, altrettanto vero è che non può essere considerato tale un rapporto a senso unico o fatto di divieti ed infelicità.

La routine può pure rivelarsi particolarmente rassicurante (e ce lo siamo detti chissà quante volte) ma non si deve dimenticare che il rischio di diventarne schiavi è sempre dietro l'angolo.

Sappiamo bene che il cambiamento è una componente con cui tutti dobbiamo fare i conti (più spesso di quanto potremmo essere portati ad immaginare...) Temerlo sarebbe un grosso errore. Anche perché non è detto che nasconda necessariamente fregature, anzi: spesso ci schiude le porte di nuove opportunità che non avremmo creduto possibili. Dovremmo provare a viverlo con la stessa curiosità che ci animava da bambini, quando la nostra fervida immaginazione cercava di arrivare ad una comprensione piena prima del tempo necessario.

L'amore è un ramo dell'albero della nostra vita. Non è l'albero stesso. E se non ci rende felici e non ci porta nulla di buono, se ci mortifica ripetutamente e arriva a complicarci la vita, se ci disprezza o ignora e ci lascia sole alle prese con tutto, forse la cosa realmente più saggia da fare è recidere il ramo perché trovi posto un altro più forte, migliore, al momento giusto.

E' assolutamente sbagliato considerare il single uno sfigato (forse potrebbero esserlo quelli che si convincono di essere felici in un rapporto di coppia che l'amore non sa neppure dove stia di casa?)

Il single è una persona che ha tutte le carte in regola per imparare ad amarsi e chiarirsi le idee sul tipo di relazione che potrebbe appagarlo e renderlo felice. Non necessariamente deve trattarsi di una condizione definitiva. Può pure essere una parentesi necessaria che, se vissuta bene, arrivi a tradursi in punto di forza.

E trovo immaturo l'atteggiamento di chi se la racconta, di chi giustifica l'ingiustificabile fino a farne addirittura trofeo da esibire. Non ha senso un rapporto in cui ad amare sia solo uno dei partner. Non è una relazione d'amore la coppia a senso unico (ma poi coppia di che? Di conviventi che dividono il pagamento di bollette e mutuo? Di comodo? Ok... ma non scomodiamo l'amore...)

Tutti abbiamo diritto a fare le scelte che riteniamo migliori. Ma bisognerebbe imparare ad essere brutalmente onesti con se stessi mentre si fanno le valutazioni necessarie. Se scelgo di vivere in un monolocale perché l'affitto mi costa poco e lo spazio me lo faccio bastare, va benissimo. Ma non va altrettanto bene se racconto in giro che l'appartamento in cui abito è una villa mega spaziale: COERENZA, questa sconosciuta.

Smettiamola di prenderci in giro, di offendere la nostra intelligenza, prima ancora di quella degli altri, andando a raccontare in giro castronerie assurde. Rischiamo di rovinarci la vita, di limitarci a volare basso ad oltranza. Rinunciando a potenzialità che potrebbero davvero renderci felici.

 

 

 

 
 
 

Con l’amore ho chiuso, definitivamente

Post n°520 pubblicato il 22 Settembre 2020 da irene.74

Non puoi immaginare quante volte mi son sentita ripetere questa frase dalle mie followers. E ogni volta mi si è gelato il sangue nelle vene. Perché è una frase che appare affilata come un pugnale serrato tra i denti. Quasi ci fosse bisogno di schermarsi, di arrivare a difendersi dall'amore. Come ci si trovasse a temere un nemico che ha già ferito mortalmente e lo si potesse raccontare solo gridando al miracolo...

Sicuramente non è l'amore il nemico da cui difendersi. Chi ci ha fatto del male, molto più probabilmente, è qualcuno che l'amore non sapeva neppure dove fosse di casa. Qualcuno abituato a giocare coi sentimenti della gente. O incapace di amare (ce ne son tanti, sai?)

Quando ti bruci col ferro da stiro o mentre cucini, permetti forse alla scottatura di impedirti di continuare a stirare le robe o preparare i pasti? Indubbiamente le volte successive imparerai a stare più attenta perché non si verifichino altri episodi simili.

Ecco. Dobbiamo imparare a fare qualcosa di simile anche con la nostra vita sentimentale.

Se siamo state deluse, impariamo la lezione. Se ci accorgiamo che nella nostra vita si ripetono sistematicamente esperienze simili, piuttosto che arrivare a credere che la fregatura sia l'amore, spostiamo il focus: analizziamo i nostri comportamenti, apriamoci al cambiamento.

Se la prima volta che dolcifichi il caffè ci metti tre cucchiaini di zucchero e lo trovi orrendo, la successiva provi con due. Alla terza avrai imparato che la dose giusta di zucchero è di un cucchiaino scarso per tazzina. Ma se tu fossi stupidamente ostinata e continuassi imperterrita a metterci tre cucchiaini di zucchero in ogni tazzina, potrebbero trascorrere pure vent'anni... sempre un caffè imbevibile ti toccherebbe!

Il punto è che di troppe cose non siamo neppure consapevoli. Abbiamo la tendenza a dare la colpa al destino, alla città in cui viviamo e persino alla congiuntura astrale sfavorevole!

Ma mettere in discussione le nostre credenze, i nostri comportamenti, gli schemi mentali... il dietro le quinte - diciamo così - del nostro modo di amare, lo facciamo raramente, quasi mai.

Invece basterebbe farsi aiutare ad andare oltre le apparenze, armarsi di coraggio ed essere pronte ad iniziare quello scavo che può rivelarsi davvero un'ancora di salvezza.

Rinunciare all'amore è un errore imperdonabile. Non commetterlo mai.

Se sei in una fase delicata, confusa, che ti rende inquieta, sappi che ho ancora disponibili alcune delle 10 sessioni GRATUITE di Coaching in videochiamata di mezz'ora che ho messo a disposizione delle mie followers la scorsa settimana. Prenotane una, parliamone.

Meriti la felicità. Non accontentarti d'altro.

 

 

 

 
 
 

Dove eravamo rimasti...

Post n°519 pubblicato il 15 Settembre 2020 da irene.74

Sono imperdonabile, lo so. L'ultimo post nel Blog risale addirittura al lontano 26 maggio 2020 (quasi quattro mesi fa!?) Magari sei tra quelli che si son chiesti che fine avessi fatto: te lo dico subito.

Il periodo del lockdown è stato difficile per tutti. Ciascuno lo ha vissuto a modo proprio, chiaramente. Ma nessuno è rimasto indifferente ad un disastro epocale simile.

E' stato allora che ho sentito il bisogno di fermarmi. Di fare il punto della situazione e vivere quel tempo tra parentesi come l'opportunità giusta per fare ciò che non si poteva più rimandare.

Perchè il lockdown ci ha dimostrato che son tante le cose che diamo per scontate finché non le perdiamo. Tra le più preziose c'è sicuramente la libertà.

Mi son chiesta se realmente stessi facendo del mio meglio o se fosse il caso di correggere in qualche modo il tiro. Da questa introspezione è emerso un profondo bisogno di cambiamento.

Come già ti ho detto, l'esperienza olistica ha notevolmente migliorato la mia vita. Da quando ho abbracciato la Mindfulness mi son ritrovata davvero a capire tante cose che prima mi creavano sofferenza senza che ne fossi pure troppo consapevole.

Così ho deciso di ampliare il mio raggio d'azione e ho iniziato a frequentare altri corsi che mi hanno spalancato orizzonti nuovi: il Reiki Pratico, le Tecniche Efficaci di Riequilibrio Energetico Emozionale, il ThetaHealing. Ma il meglio doveva ancora venire...

Sì perché uno dei miei sogni nel cassetto da sempre, era quello di diventare Coach. L'incontro con la mia docente, Monica Giovine, mi ha letteralmente folgorata! Ed ho colto al volo un'opportunità che non poteva essere rinviata a tempo migliore (d'altronde, finalmente, avevo capito che il tempo migliore non arriva, si crea): diventare Coach Relazionale Professionista.

Perchè ho scelto proprio quest'ambito? Innanzitutto perché dal 2013 sono una Lifestyle Blogger e dunque questo è per me già un contesto felice. Ma le motivazioni son state tante. Ho pensato a me, al mio vissuto non completamente elaborato, alle tante zone d'ombra che - a distanza d'anni - non ero ancora riuscita ad affrontare in modo vincente. Ma ho pensato contemporaneamente alle mie meravigliose followers che mi seguono quotidianamente. L'amore è un argomento che tocchiamo spessissimo. Perchè tutti ne abbiamo un gran bisogno. Ma quanti davvero riescono a viverne uno felice?

Ho capito subito che questo percorso mi avrebbe offerto l'opportunità di lavorare in perfetta sintonia con la mia mission: aiutare le persone a vivere da protagoniste il cambiamento necessario per il raggiungimento di una vita appagante.

Ho studiato e fatto pratica per diversi mesi, senza neppure concedermi lunghe vacanze in quest'estate (giusto una fuga di tre giorni nella meravigliosa Napoli, a ridosso del ferragosto) perché ho voluto mettere in pratica ogni singola cosa studiata, ho sentito il bisogno di sperimentare tutto, di scavare nei meandri più profondi ed apparentemente inaccessibili del mio cuore: solo così avrei potuto, successivamente, fare un buon lavoro con terze persone.

Ne sono uscita fortemente migliorata. Ho finalmente capito ciò che mancava alla mia comprensione perché fossi realmente libera.

Ma quando e perché bisognerebbe rivolgersi ad un Coach Relazionale Professionista?

Quando ci si ritrova a vivere sempre le stesse esperienze in ambito sentimentale.

Quando il tempo passa ma sembra di avere a che fare con partner stereotipati ("Ma sempre psicopatici attraggo?" Quante volte lo hai sentito dire...)

Quando non si riesce a trovare l'amore.

Ci si rivolge al Love Coach da single, per essere aiutati ad uscire dalla delusione e dalla sofferenza. Per imparare ad amarsi di più. Per liberarsi di un passato difficile e prepararsi emotivamente a vivere una relazione appagante e felice. O da impegnati, individualmente, per lavorare su se stessi e superare ostacoli che sembrano insormontabili. Oppure in coppia, per capire cosa non va in un rapporto incapace di rendere felici entrambi i partner, per comprendere come ripulire le credenze inconsce limitanti.

Ed eccomi qua. Da ieri son tornata operativa sui social ed oggi riapre ufficialmente i battenti il mio Blog, in una veste nuova. Tante le sorprese in cantiere, le scopriremo insieme se avrai voglia di seguirmi.

Oggi recupero tutti i messaggi arretrati! E mi troverai nuovamente presente con contenuti strepitosi (parola di Love Coach) su cui mi piacerà ricevere un tuo feedback. Anzi... mi piacerebbe pure che tu mi scrivessi in privato gli argomenti specifici che ti piacerebbe io trattassi. Sarà un'interazione vincente, non ho dubbi: conto anche su di te.