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Sano - Sicuro - Consensuale

Post n°6 pubblicato il 24 Aprile 2010 da Sir_Axman
 
Tag: Bdsm
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SSC: SANO - SICURO - CONSENSUALE.
Questa sigla, conosciuta da tutti i BDSMer, dovrebbe in teoria mettere al sicuro il/la sub da qualunque tipo di pericolo per la sua integrita' e la sua salute fisica e mentale durante le sessioni o i giochi con il suo Dom.
SANO significa che la sua salute viene salvaguardata; SICURO che la sua vita relazionale esterna al BDSM viene protetta; CONSENSUALE vuol dire che il/la sub non dovra' subire nessun tipo di pratica a cui non avra' dato precedentemente il suo esplicito consenso.

Ad ulteriore difesa del sub esiste la SAFE WORD; cioe' una parola concordata precedentemente dalle due parti al pronunciare della quale ogni tipo di gioco o di pratica cessa immediatamente. Affinche' non esistano fraintendimenti, la parola scelta è normalmente avulsa dal contesto in cui si sta operando: per esempio dire "cuccuruccuccù Paloma" oppure "riso e patate" non avrebbe alcun senso durante una sessione, percio', sentendo pronunciare quella parola, il Dom sa che la sub ha raggiunto il suo limite di sopportazione, e mette termine immediatamente alla seduta.
In teoria questo modus operandi è piu' che corretto, perche' tutela la sub che è la parte normalmente piu' debole e piu' esposta, dandogli garanzia di tutela e via d'uscita, ma tutela anche il Dom che, guidando il gioco, deve avere sempre il controllo della situazione e la freddezza necessaria per smettere quando si sta andando oltre cio' che il sub può tollerare.

Pero', poiche' del senno del poi son piene le fosse, vorrei affrontare qui alcuni risvolti psicologici di un rapporto D/s che raramente ho visto presi seriamente in considerazione, ma che incidono così profondamente sulle dinamiche mentali, comportamentali e sulle reazioni soggettive sia del Dom che del sub da far loro a volte oltrepassare limiti che invece sarebbe bene non sfiorare mai.

Nella D/s cio' che è in gioco è il possesso della mente e dell'anima: la sub, che normalmente non è masochista di natura, si affida completamente al suo Dom per iniziare un percorso di sottomissione durante il quale impara a donarsi completamente a Lui, mente, anima e corpo ed impara a farlo senza nessuna remora, totalmente fiduciosa e sicura che, essendo lei la cosa piu' preziosa che il Dom possiede, mai le farebbe del male.
Il percorso iniziale di una slave è duro, perche' alterna alle poche gratificazioni lunghi periodi di umiliazione sia fisica che psicologica, ed è costellato dai Silenzi, che sono la cosa che una slave piu' teme perche' il Silenzio la fa sentire ignorata e abbandonata a se stessa.

In un contesto di questo genere mantenere il proprio equilibrio mentale e al contempo imparare a Donarsi totalmente ma nel modo corretto non è cosa facile; e a conferma di cio' che dico credo che il fallimento di tantissimi rapporti D/s costituisca prova piu' che sufficiente: quando il rapporto è molto intenso e la sub viene punita ci sono giorni in cui soffre di un dolore psicologico cosi' profondo che avrebbe voglia di strapparsi la pelle per farlo uscire da se'. Il suo equilibrio è messo a dura prova, ma nel contempo è proprio in questi periodi che "la catena" che entrambi desiderano, comincia a stringere di piu'.
Il senso di Appartenenza che la slave mano a mano matura fa si che il suo desiderio piu' grande e la sua massima aspirazione sia di donare gioia al suo Dom, per essere considerata da Lui degna di appartenergli. La sua determinazione nel raggiungere quell'obiettivo diventa cosi' feroce che teoricamente e spesso praticamente non ci sono limiti al suo donarsi sia fisico che soprattutto mentale, e anzi è proprio questo che le da' la forza di procedere nel percorso.

Percio' durante le sessioni, pur sapendo bene di aver la possibilita' di pronunciare la safe word in qualunque momento difficilmente la pronuncera', perche' da una parte desidera leggere negli occhi del suo Pad l'orgoglio di possederla, e dall'altra pronunciare quella parola sarebbe vissuto da lei come un fallimento personale che darebbe un dolore al Dom e costituirebbe una insopportabile umiliazione per se' medesima.

Ma secondo me, per assurdo, non è l'aspetto fisico quello piu' pericoloso: le frustate lasciano segni visibili sul corpo, ed il Dom (a meno che, Dio non voglia, non abbia problemi a livello psichiatrico) sa sempre quando fermarsi. In questo contesto io credo che il pericolo maggiore, specie in una coppia in cui l'Appartenenza reciproca' è stata raggiunta, sia costituito dal fatto che la tensione erotica costituita dall'infliggere e subire dolore venga elaborata e trasformata da entrambi in un Oltre cosi' estremo che nessuno dei due sia piu' in grado di valutare con freddezza cio' che sta accadendo.

Il vero pericolo di un rapporto D/s estremo è a mio avviso a livello mentale: la slave a volte lavora cosi' intensamente sulla propria mente da ritrovarsi ad un certo punto talmente priva di un proprio centro che diventa psicologicamente completamente dipendente dal suo Dom: perde il suo equilibrio e la sua anima risulta allora cosi' "scoperta" che qualunque parola da Lui pronunciata viene valutata in tutte le sue possibili sfumature, portandola alternativamente in paradiso o all'inferno, spesso nel giro di pochi minuti. La sua stessa fragilita' psicologica fa il resto ed in breve tempo corre il pericolo di trovarsi nel baratro della depressione, con tutto cio' che ne consegue.

La struttura stessa di un rapporto D/s è cosi' delicata che si potrebbe paragonare forse ad una maratona: la corsa di entrambi per raggiungere l'obiettivo di un'Appartenenza reciproca cosi' intensa che va Oltre a quando possa essere umanamente descrivibile può lasciare entrambi senza fiato, ma, cosi' come a volte alcuni maratoneti muoiono di fatica perche' non si sono resi conto in tempo di aver raggiunto e superato i propri limiti estremi, altrettanto può succedere che il Dom non si accorga che la sua slave è andata oltre a cio' che la sua mente era in grado di sopportare.

Una mente non sanguina e non mostra ematomi visibili, ma una volta che è stata profondamente ferita il lavoro necessario per curarla è difficile e pesante sia per chi deve curare che per chi deve essere curato: percio' credo che nel portare avanti un rapporto D/s il Dom debba porre estrema cura nell'affrontarne i risvolti psicologici, non dimenticando mai che "consensuale" non sempre significa anche "sano" e "sicuro".

 
 
 
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