Creato da giona2068 il 15/03/2015

OMELIA DOMENICALE

Spiegazione del Santo Vangelo

 

 

Omelia del 17.04.2016

Post n°126 pubblicato il 20 Aprile 2016 da giona2068

Dal Vangelo secondo Giovanni 10 - 27/30

In quel tempo, Gesù disse: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le
conosco ed esse mi seguono.

Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le
strapperà dalla mia mano.
Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può
strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».

Parola del Signore.


In quel tempo, il Signore disse quello che stiamo leggendo.


In quel tempo disse anche: Passa questo mondo, passa questo tempo, ma le mie
parole non passeranno mai.

Per questo ciò che ha detto in quel tempo lo sta dicendo anche a noi popolo di
questo tempo. La sua parola è sempre attuale.

Dice il Signore: Le mie pecore ascoltano la mia voce; accettano di fare la
volontà del Padre mio che io rivelo a loro.

Le mie pecore, dice il Signore, si chiamano pecore perché sono ubbidienti, si
lasciano guidare dal loro pastore e sono mattoni vive per costruire il regno di
Dio sulla terra.

Le mie pecore sono ubbidienti, l'ubbidienza fa scendere su di loro la grazia
come la pioggia che bagna la terra e continuerà per l'eterno se rimarranno
nell'ubbidienza al Padre mio.

Dice il Signore: Quelli che mi amano fanno la mia volontà  spontaneamente e
con gioia. La loro ubbidienza non è  sacrificio o sofferenza, è la loro gioia.
Nell'obbedienza passa la vita, la vita è gioia di per se stessa. 

Quelli che ascoltano la mia parola e la mettono in pratica con la loro
obbedienza sono, svegli attenti, decisi, precisi. dolci, umili, miti e buoni
cuore. Il loro giogo è soave, portano la croce con gioia, non sentono la fame,
non sentono il sonno, non sentono la stanchezza, non temono le malattie del
corpo, non temono la morte, vivono da vivi e oltretutto sono luce del mondo e
sale della terra.

Io, dice il Signore, conosco le mie pecore, il loro cuore  è il mio cuore per
amare il mondo.

Loro sono in me, io in loro, io e loro siamo nel Padre mio e con Lui siamo una
sola cosa.

Siamo uniti nell'amore, per questo le conosco e loro conoscono me, mettono
tutto nelle miei mani; vogliono essere condotte dove vado io.

Tutti, dice il Signore, siete chiamati per essere il mio gregge ed a tutti è
dato il necessario per essere  pecorella obbediente.

Quelli che non sono voglio essere mie pecorelle, non sono miei e non sono 
pecore, sono caproni disubbidienti; e  un legno vivo per il fuoco
dell'inferno. 

DALLE VOSTRE OPERE, DICE IL SIGNORE, SAPETE GIA' QUELLO CHE AVETE SCELTO.

TUTTI , DICE IL SIGNORE, SIETE CHIAMATI PER ESSERE PECORE; IL PADRE MIO VUOLE
LA VOSTRA SALVEZZA, SATANA VUOLE LA VOSTRA PERDIZIONE E VOI SCEGLIETE CIO' CHE
VOLETE, MA VI I E' STATA DATA LA POSSIBILITA DI SCEGLIERE PERCHE' OGNUNO
RACCOLGIERA' CIO' CHE HA SEMINATO.

Io, dice il Signore, e il Padre mio siamo già una cosa sola, se lo volete e vi
impegnate per vincere il mondo, il Padre mio sarà il Padre nostro.

Per questo sono venuto e per questo vi ho parlato.

Il Padre mio è l'Onnipotente, nessuno potrà strapparvi dalle Sue mani. Solo la
vostra disobbedienza può allontanarvi dal Padre mio. 

Io, dice il Signore, vi metto in un bivio: Via della vita e della morte.

Quelli che sceglieranno la vita, canteranno:


IL Signore è la mia salvezza e

con Lui non temo più

perché ho nel cuore la certezza

la salvezza è qui con me

..........................................

Grazie Signore Gesù.

 
 
 

Europa ed aborto in Italia

Post n°123 pubblicato il 11 Aprile 2016 da giona2068

L'Europa che bacchetta l'Italia, a riguardo delle difficoltà che le donne italiane  incontrano  per abortire, è la stessa Europa che si dice fiera delle sue radice cristiane, ma  un popolo cristiano può ammettere l'aborto?
Ora delle due una: O gli europei non hanno mai avuto a che fare con l'insegnamento del Signore Gesù oppure sono cristiani e non possono ammettere l'aborto e tanto meno puntare il dito su una nazione che ha conservato un briciolo di umanità.
Se esaminiamo la situazione dell'Europa dobbiamo ammettere che, come nel passato così nel presente, il cristianesimo è stato ed è solo un'idea che non ha corrispondenza alcuna con il comportamento degli europei. Infatti il popolo di quale continente ha dominato popoli di altri continenti nella stessa misura dei popoli europei? Per quanti anni la Spagna, l'Italia, la Francia, l'Inghilterra ecc... hanno dominato altri popoli? Da dove sono partite le crociate? Dove sono nate le guerre mondiali? Dove sono stati sterminati gli Ebrei? Dove c'è stata la "sacra inquisizione?  Ecc..
Cos'altro bisogna fare per credere di essere anticristo?
Per questo non dobbiamo meravigliarci se oggi gli  stessi pretendono che le mamme abbiano il diritto di uccidere i loro bimbi e che non bisogna ostacolarle.
La cosa peggiore è che non si ha il coraggio di dichiararsi anticristo, anzi si porta la croce sul petto per dire che si appartiene al Signore Gesù.
Da più parti si sente dire che se i medici vogliono essere obbiettori di coscienza devono cambiare mestiere o cercarsi un'altra clinica  perché così facendo si nega il diritto alla salute e che il nostro è uno stato laico!
Come può essere che uccidere il proprio bimbo sia lecito perché è esercizio del "diritto" alla salute e chi ha detto  che il laico ha il diritto di uccidere?
Dove siamo arrivati?
Quando l'uomo perde il Signore Dio dal Suo cuore perde la sapienza, chi perde la sapienza diventa stolto e lo stolto chiama bene il male e male il bene.
Per questo si arroga il diritto di uccidere è pretende che anche altri lo facciamo.
Il Signore Dio non può sopportare che satana guidi il mondo; presto castigherà questa umanità

 
 
 

omelia del 10 aprile 2016

Post n°122 pubblicato il 09 Aprile 2016 da giona2068

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.
Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.
Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.
Quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli». Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore». Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: «Mi vuoi bene?», e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi». Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».

Parola del Signore.

 
 
 

Omelia del 3.4.16

Post n°120 pubblicato il 05 Aprile 2016 da giona2068

Giovanni 20,19-31
 La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
 Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

Parola del Signore.

 


Come mai ci persone che credono senza vedere,  persone che credono dopo aver visto e, peggio ancora, ci sono persone che non credono anche se vedono? Esempio : Scribi e farisei hanno visto che Lazzaro è risuscitato, hanno visto che un cieco è stato guarito ecc...ma non hanno creduto. Il problema è che quando l'uomo perde il Signore Dio dal suo cuore perde la verità, chi perde la verità perde la vita e chi perde la vita è morto. Il morto non può credere neanche se vede perché è morto ed a lui è detto: Lasciate che i morti seppelliscano i loro morti.
Il salario del peccato è la morte. Se il peccato non s'incarna completamente nella persona, la morte non è totale. Quella piccola parte di vita che  rimane diventa una piccola speranza di tornare alla pienezza della vita, ma occorrerà tanto impegno e tanto combattimento per fare un piccolo passo.

Oltretutto occorrerà credere nella propria verità. Solo la conoscenza della nostra verità, la consapevolezza di quello che siamo ci spingerà a cercare la vita. Fino a quando non saremo consapevoli di ciò che siamo, partecipiamo a tutte le cerimonie, andiamo nei santuari, diventiamo eruditi in teologia ecc..,  ma dopo lunghissimi anni di cammino scopriamo che il nostro cuore non è cambiato e che siamo quelli di prima o forse peggio. Infatti l'acculturamento religioso, in chi non ha scoperto chi è, e la partecipazione alle cerimonie religiose creano  una  maschera che ci trasforma in lupi vestiti di agnello pronti a mordere quando qualcuno ci tocca. Quello che è ancora peggio è che questo inganno fa crescere in noi anche  la superbia e l'orgoglio che sono satana in persona nell'uomo. Se non vogliamo ingannare noi stessi, dobbiamo seguire i passi del credere. Il primo credere è il credere nella nostra verità di peccatori. Credere di essere peccatori vuol dire credere di aver perso buona parte della vita che era in noi  e, oltretutto,  di aver colpito il cuore del Signore nostro Padre. E' un errore  cercare di scoprire chi è il Signore Dio senza sapere chi siamo noi. Scoprire chi sono diventa allora scoprire che sono, anzi che  ero, l'immagine e somiglianza del Signore dell'Amore e della Pace, ma che  ho distrutto questa immagine in larga parte. Se   ciò che mi è rimasto è sufficiente affinché io possa recuperare, torna in me la speranza.

Se scopro solo le mie schifezze rischio di cadere nella disperazione come Giuda, perché dietro a questa scoperta c'è satana che si trasforma in un falso predicatore che mi fa vedere solo il mio sbaglio: Hai visto cosa hai fatto? Hai tradito il tuo "dio"! Non ti rimane che suicidarti o vivere senza speranza ecc...

Se il figlio prodigo, quando ha scoperto il suo sbaglio, non si fosse ricordato di essere figlio di chi era figlio, non sarebbe ritornato al padre fiducioso di essere perdonato. Avrebbe cioè fatto anche lui la fine di Giuda, ma questo non avvenne perchè in Lui era rimasto un raggio di luce.

La stessa cosa dobbiamo fare noi, se non lo facciamo ci manca quel raggio di luce.

Se vogliamo camminare verso il credere o crescere nella fede, dobbiamo scoprire chi siamo, cioè peccatori ma figli del Signore Dio.

In questi giorni ho incontrato tante persone che credono di non dover più pensare al passato. Questo è giusto, ma a condizione che abbiamo  smesso di pensare al passato quando abbiamo pianto per le nostre colpe, quando cioè abbiamo  sentito nel nostro cuore la stessa spada che ha trafitto il cuore del Signore Dio che vive nei nostri cuori.
Solo in quel momento sentire sentiremo nella nostra coscienza la voce del Signore Dio: Figlio mio ti ho perdonato.

Questo è un passaggio obbligato se non voglio essere, non quello che se non vedo non credo, ma quello che pur vedendo non  crede. Il resto lo sappiamo già.  

Dice il Signore tramite S. Giovanni.

Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

Credere che il Signore Gesù è il Cristo, il Figlio del Signore Dio, vuol dire avere la vita, ma per arrivare a credere questo occorre prima credere nella nostra verità. Lui è via, verità e vita. Essendo Lui verità, credere nella  nostra verità vuol già essere in Lui: Vedi ladrone crocifisso con Lui alla Sua destra.

Passa questo mondo passa questo tempo ma le mie parola non passeranno mai, dice il Signore. Ciò che è stato detto in quel tempo è esattamente ciò che viene detto in questo tempo.

Chi crede sarà salvo e chi non crede sarà condannato. Nessuno sceglie in piena consapevolezza  di essere condannato. Per questo satana convince chi glielo permette che il Signore Dio è solo  amore, pace e misericordia  nascondendo che è anche giustizia.

Vogliamo allora credere in Spirito e Verità per non cadere in questa trappola.

La verità è l'amore del Signore per ognuno di noi, è Lui in persona, chi ama la verità ama Lui.

Grazie Signore Gesù


 
 
 

Omelia Santa Pasqua 2016

Post n°118 pubblicato il 31 Marzo 2016 da giona2068

Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, Pietro prese la parola e disse: «Voi sapete ciò che è
accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo
predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù
di Nàzaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano
sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui.
E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei
Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo
ha risuscitato al terzo giorno e volle che si manifestasse, non a tutto il
popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi che abbiamo mangiato e bevuto
con lui dopo la sua risurrezione dai morti.
E ci ha ordinato di annunciare al popolo e di testimoniare che egli è il
giudice dei vivi e dei morti, costituito da Dio. A lui tutti i profeti danno
questa testimonianza: chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati per
mezzo del suo nome».

Parola di Dio

Lo stesso Pietro che ha rinnegato il Signore Gesù davanti ad una donna senza
potere, ora ha preso la parola e sta dicendo di essere testimone della
resurrezione del Signore e di aver mangiato e bevuto con Lui, cioè con Colui
che gli ebrei hanno voluto che fosse ucciso tramite la morte di croce. Come mai
questo uomo pauroso ora è diventato coraggioso e come mai  colui che alzava la
voce per dire di non conoscerlo ora, senza timore,  sta alzando la voce per
dire di aver mangiato e bevuto con Lui dopo la Sua resurrezione?  Questo è il
segno che accompagna chi riceve lo Spirito Santo. LO Spirito Santo è amore a
l'amore è unità. Dove c'è il coraggio ci sono tutte le altre grazie. Un po'
come dire: Se la mia mano è in casa tua vuol dire che anche la mia testa, i
miei piedi, la mia schiena ecc...sono a casa tua, a motivo dell'unità del
corpo. Pietro non ha solo la grazia del coraggio, ma anche la Pace, l'Umiltà,
la Sapienza. la Dolcezza, la Purezza. la Mitezza ecc...

Anche noi abbiamo ricevuto lo Spirito Santo, ma abbiamo le grazie?

Se non abbiamo le grazie vuol dire che siamo come una bottiglia chiusa nella
quale non è entrato  neanche un goccio di acqua pur rimanendo per lungo tempo
sotto la cascata! La nostra fede è solo una idea che non ha cambiato la nostra
vita. L'unica nostra speranza è credere nella nostra verità ed attivarci per
rimuovere il tappo/idolo che blocca la porta del nostro cuore


Dal Vangelo secondo Giovanni

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di
mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal
sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù
amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo
dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro.
Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro
e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e
osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non
posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e
vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè
egli doveva risorgere dai morti.

Parola del Signore

Quante volte abbiamo augurato buona Pasqua ad amici e parenti? Tante! Ma
quante volte ci siamo chiesti cosa stavamo augurando o se quello che abbiamo
augurato riguarda la Santa Pasqua?  Augurare buona Santa Pasqua, in spirito e
verità, vuol dire augurare di morire e risorgere. Morire al peccato e risorgere
con un cuore puro pieno di amore e pace. Far morire l'uomo vecchio e risorgere
come uomo nuovo. Detto con altre parole, vuol dire augurare un cambiamento che
sia fonte di vita. La parola morire forse ci spaventa, ma se così fosse,
sarebbe un inganno. Il Signore Gesù, il Santo, il Puro e il Perfetto è morto e
risorto per noi nella carne per dare a noi la speranza della resurrezione, un
segno dell'onnipotenza Divina e oltretutto per dare a noi il Suo corpo che
nell'eucarestia veicola in noi il Suo Santo Spirito di via, vita e verità.
Senza il Suo sacrificio non avremmo mai potuto ricevere di nuovo lo Spirito di
vita e Lo crocifiggiamo di nuovo quando pur ricevendo il Suo Spirito non
apriamo il nostro cuore, al contrario di ciò che ha fatto Pietro.

La nostra morte e resurrezione non possono assomigliare a quella del Signore, non
possiamo cioè morire nella carne perché non siamo pronti. Non siamo né santi,
né puri né perfetti. Se morissimo nella carne non risorgeremmo a causa della
nostra impurità. Il nostro morire consiste nel pentirci di aver peccato
obbligando il Signore a salire sulla croce a motivo del Suo amore. Il nostro
pentimento rompe la comunione con il peccato che perde il potere su di noi.
Così il nostro cuore ritorna  puro e possiamo nuovamente ricevere il Suo Santo
Spirito  per una vita nuova.

Se lo faremo  avremo la speranza della resurrezione della carne con un corpo
glorificato uguale a quello del nostro Signore che passa attraverso i muri e
chiede da mangiare. 

Il Signore ci ama ed è salito sulla croce per prendere i nostri peccati su di
Lui, ma i peccatori che sono gelosi dei loro peccati  perché giustificano le
loro colpe e quelli che non credono di essere peccatori, resteranno come sono.
Il resto lo sappiamo già.

Noi a quale categoria di peccatori apparteniamo?

Con la bocca possiamo dire di essere pentiti e convertiti, ma le nostre opere
lo confermano?

Grazie Signore Gesù

 
 
 

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