**TEST**
 

 

Pasquale Leone

Post n°12 pubblicato il 12 Febbraio 2011 da carminesal1989

Mi devo procurare una scopata,stasera o mai più”

Gli occhiali a goccia a specchio,lo stereo che fa unz unz e fa vibrare le pareti.Tutto pronto per la nuova arrivata.Un messaggio.Due.

QUANDO VIENI?IO SONO QUA!

Che culo che ha Fabiana,bello sodo e canterino.

Ballonzola di qua e di là.

Peccato per i tredic’anni.

Giulia è brava con le labbra ma raramente bacia qualcuno,e poi a pensarci fa anche un pò schifo baciarla.

Giulia è in vantaggio alla fine del primo tempo.

Marta è storia vecchia,Sonia non è un granchè.

Iva c’ha le tette che fanno la gobba,una sesta a iniezione elettronica.Se la sera non facesse la cameriera stasera sarebbe la sera perfetta.

Paola che troiona,si dice in giro che ha trombato anche con Giuseppe detto Giusiana.Non si accontenta mai.Ha messo la testa a posto però,si è sposata  e adesso si tromba gli amici del marito.

“Mi devo assolutamente procurare una scopata”

Si può dire a Gioia che sto male,che c’ho la febbre malarica ma sarebbe la terza volta in un mese,troppo.

Si può chiedere a Giovanna per il piacere del parcheggio dell’altra volta,e poi c’è Loredana,Francesca,Maria…

Ora però tocca fare presto,mamma deve cambiare le lenzuola.

 
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Da una finestra nel cielo

Post n°11 pubblicato il 12 Febbraio 2011 da carminesal1989
Foto di carminesal1989

E io dovrei uscire di qui?

ma nemmeno per tutto l’oro del mondo.

Nemmeno se mi regalano due tonnellate di giocattoli di cioccolata.

Eppoi sto così calda qui,che se fosse per me nascerei già di otto anni.

Mi chiamo Desirè,il nome non l’ho scelto io,sì mi piace.

Il giorno sbatto di qua e di là e me la meno perché non so che fare,prendo a calci mia madre.E mangio.Dio se mangio.

Ancora non lo so se voglio essere bionda o con gli occhi azzurri.

Magari poi sono tutta rossa ed è meglio non tirarsela,la sfortuna c’ha gli occhi grandi così.

Mi chiamo  Desirè e mio padre è un avanzo di galera,uno che ha più denunce che denti in bocca.Uno che fa paura però è mio padre,e io gli voglio bene.

C’è una finestra qua dove sto io,mi affaccio e vedo il mare.

Il giorno che l’aereo bianco mi prende e mi recapita  sotto il cavolo (voglio smentire la storia della cicogna che non è vera),quel giorno là voglio che il cielo sia senza le nuvole.

Nemmeno se tira vento in Messico o minaccia pioggia in Perù.Zero.

Voglio che le bambole con cui dovrò giocare siano alte un metro,così da impostare una discussione seria.

Voglio la cocacola nel frigo e  chili di caramelle gommose.

Voglio un letto grande e senza sbarre,voglio un cuscino.

Steli che promettono rose e poi le mantengono.

Voglio andar via di qui sicura che tutto l’oro del mondo non è andato perso.

 
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Passi brevi e freddi

Post n°10 pubblicato il 11 Febbraio 2011 da carminesal1989

Ti ha svegliato il gatto.

Nel cuore della notte non può che essere Amedeo,il tuo persiano pazzo di lirica.

Ti ha aperto gli occhi con le zampette che ti sbavano l’ombretto,e si è messo ad aspettare fiducioso.

Nelle quattro preghiere che sono seguite alla sveglia felina hai sperato che non fosse già l’ora di andare,hai pensato al latte che era finito,a un topo che era sbucato,hai voluto credere che Amedeo non sapesse già perfettamente quale fosse il suo compito:da una settimana,il suo compito.

“Andiamo dai,gattaccio”-e Amedeo ti ha offerto la zampa migliore.

Solo che questa notte manca l’aria giusta,come la chiami tu,manca la pioggia che accarezza le colline,prima che il temporale si sposti in città.

A passi brevi,freddi attraversi due vicoletti tre strade quattro segnali di stop.

Il divieto di sosta ti fa sorridere ancora,il tempo di girare una borsa e vado via,prometto.

Passa un Peugeot,rosso,pieno di passeggeri pieni di birre.

“Ehy schianto,bocca e fica?”

Un saluto ad Amedeo e sei in macchina,cinque cazzi fanno duecento euro.

Oppure cento pappine,venti pacchi di pannolini,tre paia di sandalini,un girello…

 
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Ma che fine fanno i fiori sul manto stradale?

Post n°9 pubblicato il 11 Febbraio 2011 da carminesal1989
 

Ho iniziato a odiare il cielo stellato quando ho capito che significa belle giornate.

Le nuvole sono oneste,se vengono lo fanno prima di cena e se dopo mangiato vedi tante stelle che nemmeno la notte degli oscar puoi giurarci che quella sarà una giornata magnifica.

La luce(e se lo dice Piero Angela allora è vero)è il più grosso antidepressivo che esiste.

Una specie di Prozac di dimensioni da competizione.

Apre il cuore delle damigelle in fieri e mette il pepe ai maschietti.

Ma qualcuno si è mai chiesto che fine fanno i fiori sul manto stradale?

Nascono nell’impossibilità di vivere,ingoiano fumi di scarico nella pressochè assoluta certezza che il primo camionista rottinculo li taglierà via.

È per questo che nonostante i documentari sono sempre là che sorridono.E resistono.

È come se un guerriero Masai si trapiantasse in-via-del-corso-a-roma e invece di scappare a casa prova a convertire i passanti.

Solo che quasi mai nessuno si ferma.

E quasi mai un fiore è un guerriero Masai.                                     

 
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Ossigeno & Fortuna

Post n°8 pubblicato il 11 Febbraio 2011 da carminesal1989
 

Siamo sette e non siamo i sette nani.Stiamo stretti e ci pisciamo a un metro di distanza.Mangiamo le salsine e le minestrine che ci passa il Rancio.

Il Rancio è il primo secondino che ha più sogni di noi.Una moglie e quasi tre figli,uno stipendio che mangerebbe  le nostre salsine pur di tirare il mese.

Mignolo ha fatto le unghie alla sua fidanzata.

Dondolo ce l’aveva con quelle degli altri.Insieme si fanno quarantasette anni.

Cutolo non lo so perché lo chiamano così ma c’ha un nome che suona bene.Io sono Antonio.Fra quattro anni ne faccio trenta e ne mancheranno dodici.

 

Io sono rimasto al vecchio codice della strada,magari quando esco invece dei semafori ci sono i vigili con le faccia dipinte,ma ci tengo alle mie cose,alle mie convinzioni.

Se non metto le radici qui giuro che me ne vado.Questa luce a quadretti non mi piace più.Prendo mia moglie e mia figlia e le porto a Las Vegas.Mi faccio il giro di tutti i casinò senza un centesimo.Aspetto l’alba appeso all’insegna dell’Hotel.Quasi quasi vado pure a messa.

 

Cutolo fa avanti e dietro.Che cazzo me ne frega dell’avvocato che si è fatto la villa.Che cazzo c’entro io.

 

La macchina lasciatela lì perché mi serve.Tenetela lontana dalla grandine e dagl’incompetenti.I nuovi patentati per carità.Io sono Antonio.Fra cinque anni ne faccio trentuno e ne mancheranno dodici.

 

Gli altri non li conosco,faccio fatica a tenerli davanti ma discorsi zero.Per fare quello che ho fatto io devono chiedere il permesso,e nascere di nuovo.

“Più che vederti fuori mi ficco le chiavi nel culo”

Enrico Fagiolino alla faccia del nome è un testadicazzo con le mani grosse.Tredici capi d’accusa tredici.Per una pistola.E’ come innamorarsi per uno sguardo.Enrico Fagiolino non ha il senso delle proporzioni.

Mia moglie.

Ai colloqui ci viene con la faccia scura.Lo so che ti manca il cazzo ma ti prego sorridi.Toglimi quell’espressione da funerale,mica finisce il mondo!E poi sto bene qui!Ho preso pure qualche chilo tu che vuoi che devo mangiare.E Principessa?Principessa come sta?

 

Le cose che mi mancano di più sono le penne al ragù con quattro ore di cottura alle spalle.L’astice che cuoce ancora vivo e i gamberoni.Vino bianco di tufo e le botte al muro per il nuovo anno.I baci i brindisi e i tappi sui lampadari.Mamma scusa te lo compro nuovo.

 

Io sono Antonio e qua comando io.Il mio mito è Clint Eastwood.Il mio mito è Frank Morris.Prima che qualcuno mi raccolga lui col cucchiaino.Prima che venga di nuovo mia moglie.

E Principessa?Principessa come sta?

 

Voi zitti e muti e non rompete i coglioni.Ho detto zitti.

 

C’ho pensato bene stanotte e Las Vegas no.Troppo lontana.Troppo cara.Scusa amore ma Agropoli è un gran bel posto e poi c’è Al Fonso che è appena uscito e ci può dare una mano.Ho imparato anche a leggere e c’è un proverbio che dice che non c’è due… e questa è la mia terza vita.

Prendo la funicolare e viaggio,mi godo le vette delle montagne e sputo sui tedeschi ubriaconi,sulle troie delle loro figlie.Vado oltre e vado lontano.Sotto di me il vuoto è aria pura.Una flebo di ossigeno e fortuna.Chiudo gli occhi,l’altitudine mi mette ansia.Voi non sapete chi sono io,io sono Antonio.Fra sei anni ne faccio trentadue,e ne mancheranno sempre parecchi.

 
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Sabato pomeriggio

Post n°7 pubblicato il 11 Febbraio 2011 da carminesal1989
 

Ma che colore ha un tramonto?

Ha il colore dei campetti polverosi e delle poltroncine dei cine­mini a pop corn e gassosa.Rosse sono le fronti e il cuore,la tri­buna in mattoni cotti e i blue jeans delle ragazzine più chic,che sono anche le più carine.

Le ultime file dei cinemini sono quelle delle prime lingue e delle mani che tremano giù da un pizzo ricamato.

Ma cosa importa a Marco adesso,lui che con i pantaloncini sulle ginocchia sbucciate sta per parare un rigore?

 

Ci ha pensato tutta la partita alla possibilità che Feliciana fosse lì in tribuna a seguire l’incontro ma ha concluso che queste ammontavano a poco più dell’1 %.

Troppo appassionata di pallavolo per capirne di calcio.

E poi l’avrebbe notata se fosse stata lì,con le sue amichette,a gustarsi un ghiac­ciolo magari…avrebbe sentito la sua voce flebile e le sue risate cor­pose,quasi da ragazzino.

 

Roberto Gemma,l’asso di Loggiato,uno che ha fatto il tunnel a Pasquale Turcituro detto Tibia si sistema il pallone con cura.

Ci fa lo scavino,dice che prende un effetto particolare.

Tira a destra o a sini­stra…

Magari si piega di lato e con un piede dietro l’altro mi fa la ra­bona,o la prende di collo e fa il cucchiaio.

Tira a destra o a sinistra.

 

Sono arrivate anche le ragazze per l’atto finale di questa finale così appas­sionante.

Uno a uno dopo sessanta minuti tiratissimi(e al decimo del primo tempo hanno dovuto rinunciare al carisma in mezzo al campo di Giorgio Perotti,infor-tunatosi in un sampietrino),due a due dopo i supplementari infine i ri­gori.

La serie l’ha cominciata Tibia che con una mazzata sotto la tra­versa via il dente via il dolore,.poi è toccato a Mario,a lui e via di seguito fino a Roberto Gemma,che attende trepidante che la storia faccia il suo corso.

Sono già tre anni che vince il torneo senza battere ciglio,spara in giro che la sua superiorità è troppo per tutti,cacate del genere.

E le ragazzine ci vanno matte.

 

Adesso sorride,lo prende in giro.Sa con una certezza che snerva che quel pallone entrarà,magari fa il giro delle tribune ma en­tra,mano sul fuoco.

Marco allarga le braccia e le gambe.Abbozza un sorriso che gli si spegne in gola.

Pensa al film di domenica,a papà che torna lunedì e quindi doppia proie­zione.Pensa alla scuola pensa a Feliciana.

Feliciana è molto bella anzi è bellissima ma nonostante questo quindici giorni fa si è fidanzata.

Marco non ci dorme la notte,strizza il cuscino nella speranza che ne venga fuori chissà,una foto o un segreto che non si può rivelare.

Gliel’avrebbe sempre voluto dire,si sarebbe sempre voluto di­chiarare ma ha ragione Claudio,il sabato pomeriggio i passer­otti non cambiano idea.

 

Roberto prende la rincorsa,l’ha guardato un’ultima volta prima di tirare forte e preciso.

La palla scivola a sinistra e Marco che è attaccato al palo op­posto non può far nulla per evitare che vada fuori.

Fuori!

Tieniti pure Feliciana,io mi vado a fare una doccia.

 
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Il viaggio

Post n°6 pubblicato il 11 Febbraio 2011 da carminesal1989
 
Tag: Viaggio
Foto di carminesal1989

Parto stasera per arrivare ad alba domani all’alba.Repeat please.

Parto stasera.

Per arrivare ad Alba.

Domani.All’alba.

Il treno di notte è una fune lanciata nel vuoto.No,non mi salverò neanche stavolta.Dietro di me ho lasciato un gioco dell’oca con un sacco di eliminati,gente che forse neanche lo meritava.C’è gente che lancia i dadi e aspetta che sia tu a dirgli quanto fa.Io non ho mentito mai ma se qualche volta l’ho fatto sono sempre stata convinta di aver detto la verità.Ego me absolvo in nomine patris…ma tu chi sei?

Il finestrino si prodiga in sfumature che barcollano al primo saggio di luna.Posso dormire posso leggere posso ascoltare la musica posso fare l’amore.Posso chiedere dov’è il vagone ristorante e lì stipulare il centesimo accordo di pace coi rotoli di ciccia.Ma tu che mi guardi,adesso che tu mi guardi col mento lungo le labbra appena disegnate e gli occhi verdi…tu chi sei?

Ogni sorriso ha il prezzo che merita.Perchè un sorriso è pur sempre un movimento volontario dei muscoli facciali e poi si fa tanta fatica ad essere tristi che io sorrido a tutti.La pelle scura di chi proviene dall’India o dal Marocco risalta all’inverosimile la luminosità(e quindi il prezzo)del suddetto gesto.Non lo so chi sei nemmeno mi interessa ma ora che la luna fuori domina e il vagone ristorante è chiuso e le mamme hanno mandato a letto i bimbi e li tengono stretti a loro.

“Scusa caro,vado a chiedere dove sono le docce”

Mariagrazia ha trovato qualcuno che legge i dadi al posto mio. 

 
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Piccolo Vademecum per la FelicitÓ (ovvero come sorridere a prescindere anche se dentro stai facendo la muffa)

Post n°5 pubblicato il 09 Febbraio 2011 da carminesal1989
 
Foto di carminesal1989

1)      Alzarsi di buon ora con un sorriso abbronzante

2)      Ridere di qualsiasi cosa,anche di battute del tipo “Come stai!” “Io sto in piedi e tu?”

3)      Farsi una doccia purificante (l’odore del proprio corpo può esaltare ma anche mettere tristezza)

4)      Evitare di stravaccarsi sul divano dopo essersi svegliati da un minuto

5)      Chiacchierare con chiunque si incontri per strada,a patto che si evitino discorsi stile chi-la-porta-la-lametta-io-o-tu

6)      Ritenersi fortunati se si hanno due gambe,due braccia,due occhi,due orecchie…e non piangere quando si pensa che abbiamo solo un organo riproduttivo

7)      …c’è chi non ha neanche quello

8)      …e si accende un mutuo per pagare l’affitto tanto all’ora

9)      Guardarsi allo specchio alla sera,ed evitare di lavarlo a forza di sputazzi

10)  Andare a letto pensando a qualcosa di bello,che sia esso un principe un tramonto o una macchina velocissima,quindi chiudere gli occhi e immaginare che volto assumerà per noi la felicità.

 
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Le belle stagioni

Post n°4 pubblicato il 09 Febbraio 2011 da carminesal1989
 

La luce bella aspetterà che l’alba

se ne starà col viso tra le mani

Farà due aerei e fatti con la carta

decolleranno in preda alle zanzare

Così l’aereo finirà sul mare

a far da contraltare alla paura

E intanto che l’estate ormai si asciuga

farò di quel suo barlume…la luna.

La luce darà il via alla nuova era

di strasse coccodrilli e primavera

Farà due aerei ma fatti con la plastica

non arriveranno neanche fino a sera

La luce è segno di timida speranza

di brivido che muove l’innocenza

E intanto che all’autunno manca un’ora

farò di quel tuo candore…la mia sposa.

 
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Una 127 rossa di ruggine

Post n°1 pubblicato il 09 Febbraio 2011 da carminesal1989
 
Foto di carminesal1989

Si alzi in piedi chi non ha fatto l'amore in una 127 rossa di ruggine,con le targhe sporche e le ruote più lisce di una mano a briscola senza carichi.

Si sollevino dalle sedie anche coloro che non ricordano come l'estate del 1983 fosse un'estate torrida,appiccicosa,con le zanzare che ti chiamavano per nome.E tutti quelli a cui il destino,o la fortuna o dio,non ha dato una seconda possibilità.

Ecco,in questo caso resterebbero seduti solo un tale di nome Giovanni,che ha la chioma fluida sulle spalle,e una tipa di nome Lucia,che di fluido ha quel suo modo di parlare sempre troppo elettrico,sempre al limite del fuori giri.Benvenuti in questa storia,mamma e papà.

Io vi guardo dal cespuglietto accanto,sono nudo come un uomo primitivo e sorrido come non credo che facessero,gli uomini primitivi.

Non è il migliore degli spettacoli assistere ai propri genitori che fanno l'amore,ma se in ballo c'è un viaggio di una settantina d'anni allora le labbra si distenderebbero anche a voi,in maniera spontanea.Nel timido anfratto lasciato libero dalle loro pelli,madide di sudore e afa,si possono intravedere tutte le mie disavventure,i casini provocati da un'adolescenza contorta,le partite di pallone tra le panchine e i pomeriggi a inventarsi un colpo di genio per smontare la noia.Feliciana che mi piaceva sempre troppo e Andrea,a cui Nadia ha continuato a dire di no.

E tra le mani che si stringono nell'amplesso si riconoscono le lettere che avrei voluto scrivere,quelle che ho scritto per mio fratello e quelle per cui non ho avuto risposta.

Ci sono un sacco di tramonti da lasciarsi alle spalle su una bicicletta,tante macchinine lanciate dal balcone,tanti amici che compaiono e scompaiono e riappaiono.C'è il sapore dolcissimo e tenero delle castagne a ottobre,dei fagioli sul fuoco in attesa che arrivasse mio padre,avverto perfino mia nonna di notte che si alzava per la pipì.

E allora li vorrei fermare,nel loro incrociarsi furioso,vorrei porre che ne so il veto "per eccesso di confidenza col destino";così eviterei il dolore freddo dell'addio,e la paura di avere paura.Il pluralia maiestatis della mia persona e una cifra imponente di situazione al limite.

"Non potete fare più piano?Fatevi una carezza ogni tanto,prendete un respiro".

Così eviterei tutto questo,e poi chissà che magari a cento metri,un'altra 127 rossa di ruggine non cigoli alla stessa maniera.

Chissà che non tutte le 127 rosse siano rosse di ruggine,e che in qualche abitacolo polveroso non si possa scorgere addirittura la felicità.

 

 
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