Creato da: marialberta2004 il 30/10/2006
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Maria Alberta Faggioli Saletti da spigolature.net

Post n°171 pubblicato il 01 Marzo 2009 da marialberta2004
 
Foto di marialberta2004

ADSI Toscana (Associazione Dimore Storiche Italiane): PISA dei miracoli. Fra edifici medievali scomparsi e dimore storiche poco conosciute (20-21 ottobre 2007).

click sull'immagine (foto di G. Saletti)

Straordinario fine settimana di ottobre a Pisa, per i soci dell’ADSI Toscana convenuti  all’annuale Assemblea ordinaria, per l’anno 2007, indetta dal Presidente Niccolò Rosselli Del Turco.

L’Associazione Dimore Storiche Italiane (fondata nel 1977; la consistente Sezione Toscana è del 1978) ”si propone di agevolare la conservazione, la valorizzazione e la gestione delle dimore storiche”. Solo così il patrimonio italiano di case, palazzi, torri, castelli, ville, parchi e giardini storici, memoria di un passato di pubblica rilevanza, può essere preservato dal degrado e dalla distruzione. I soci, più di quattromila (tra loro i nomi di alcune grandi famiglie italiane), sono uniti dall’amore e dalla cura per l’ edificio storico-artistico del quale sono “proprietari o titolari”, un bene sottoposto a vincoli, a obblighi e a pareri di responsabili istituzionali (si calcola che in Italia siano 40.000 gli edifici vincolati).

Agli intervenuti, grazie alla gentile disponibilità dei soci proprietari, sono state aperte le affascinanti ville pisane di Corliano, a San Giuliano Terme, di Calci (Villa Rosselmini), Créspina (Villa Belvedere e Il Poggio), e il medievale Monastero (prima benedettino, poi camaldolese) di Santa Maria a Morrona-Terricciola, una ricchezza artistica e naturale per un turismo non di massa ma d’élite, in Toscana, la regione tra quelle che meglio caratterizzano l’intero paese.

Per chi come la scrivente ha avuto l’opportunità e il privilegio di partecipare alla due giorni assembleare, si è rivelata emozionante anche la visita, sapientemente guidata, alla rinomata Scuola Normale Superiore della città, alla grandiosa Chiesa dei Cavalieri di Santo Stefano difensori dell’occidente cristiano, e alla Pisa “nascosta” del conte Ugolino della Gherardesca, Capitano del popolo accusato di tradimento nel 1288: l’antica facciata del Palazzo del Capitano ora è una parete interna, ed è pure un ampio spazio interno accorpato ad un’altra antica torre, la Torre detta della “Fame”, per averlo imprigionato con i figli e i nipoti, come ricordano i versi immortali di Dante (Inferno, XXXIII, 1-90).

Un’impegnativa proposta di conoscenza profonda dei beni storico-artistici, per custodirne il valore, al di là di ogni convenienza economica.

 

 

 

 
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