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"ER GRILLO ZOPPO"   LA SUA PREFERITA
favola di Trilussa

Ormai me reggo su ‘na cianca sola.
- diceva un Grillo – Quella che me manca
m’arimase attaccata alla capriola.
Quanno m’accorsi d’esse prigioniero
col laccio ar piede, in mano a un ragazzino,
nun c’ebbi che un pensiero:
de rivolà in giardino.
Er dolore fu granne…,ma la stilla
de sangue che sortì dalla ferita
brillo ner sole come una favilla.
E forse un giorno Iddio benedirà
Ogni goccia di sangue ch’è servita
Pe’ scrive la parola libertà!

( favola di Trilussa )

 

io nun piango                                         CANZONE PREFERITA
franco califano

io nun piango pe' quarcuno che more
non l'ho fatto manco pe 'n genitore
che morenno m'ha 'nsegnato a pensare
non lo faccio per un altro che more
Io nun piango
quanno scoppia 'na guera
er coraggio de' l'eroi stesi a tera
io lo premio co' du' fiori de serra
ma nun piango
quanno scoppia 'na guera
lo piango quanno casco nello sguardo
de' 'nvagabondo perche'
ce somijamo in modo assurdo
semo due soli monno
Me perdo in quell'occhi senza nome
che cercano padrone
in quella faccia de malinconia
che chiede compagnia
Io nun piango quanno 'n omo s'ammazza
il suo sangue nun me fa tenerezza
manco se allagasse tutta 'na piazza
io non piango quanno 'n omo s'ammazza
Ma piango io piango sulle stre vite
due vite violentate
A risposte mai ne abbiamo date
ecco perche' la sete
lo piango so tutto
tempo che ce resta
e me ce sento male
Domani se non sbajo e' tua festa
la prima senza viole
la prima senza viole
la prima senza viole
la prima senza viole.

 

 

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ESPERIENZA MISTICA

Post n°289 pubblicato il 05 Maggio 2008 da IOXTEFOREVER
 

Dall'infinito al Sé

Entrando in sintonia con l'ambiente naturale possiamo scoprire la nostra stessa natura, esplorare il nostro mondo interiore e ritrovare all'interno quegli stessi spazi infiniti che tanto ci affascinano nel paesaggio esterno.

Difficile rimanere insensibili al fascino di un tramonto, di una cascata, di una cima coperta di neve, di un prato in fiore o di un temporale, spettacoli che risvegliano gli aspetti più profondi del nostro essere, quelli più spontanei e vitali, legati a quella parte di noi stessi che non è ancora stata domata, né "civilizzata".

Se la città è frutto e espressione della parte più razionale e culturale dell'essere umano, la natura ne rappresenta la componente opposta e complementare, quella più antica, animale, intuitiva.

Nel contatto con l'ambiente vengono riattivate le energie vitali, finalmente libere di fluire, senza gli impedimenti causati da tutte quelle sovrastrutture artificiali ormai parte integrante dell'ambiente urbano. Camminando a piedi nudi sull'erba, appoggiandosi al tronco di un albero, toccando le roccie con le mani, o semplicemente respirando a pieni polmoni aria pulita, ci si ricarica fisicamente.

Ma l'effetto rivitalizzante non si limita al benessere fisico, l'incontro con gli elementi primari, con i vasti spazi, con un mondo di varietà e complessità infinita, risveglia nell'animo umano una vasta gamma di percezioni, emozioni, sentimenti e immagini che permettono di entrare così in contatto con la totalità del proprio essere, risvegliando contemporaneamente la consapevolezza di fare parte di un insieme più vasto e attivando una diversa modalità di percezione della realtà, quella intuitiva.

E' proprio nella natura che più facilmente si risveglia la componente spirituale dell'uomo, quasi per risonanza, in risposta al manifestarsi libero e creativo dell'energia vitale, e al rivelarsi di un principio unico e assoluto nelle infinite forme della vita.

Due polarità strettamente collegate, dunque, ed entrambe molto sacrificate nell'ambito della vita che comunemente conduciamo nella civiltà contemporanea, così lontano dal mitico "cammino delle nuvole azzurre" di cui parla il taoismo: una vita semplice, a contatto con la natura e con la consapevolezza della realtà spirituale.

                                                       Marcella Danon

 
 
 
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Un blog di: IOXTEFOREVER
Data di creazione: 06/10/2007
 

 

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SOLO CHI SA FINGERE

PUO' REGNARE.

CHI RIDE CON LA BOCCA

E NON COL CUORE.

E CHI PARLA D'AMORE

SENZA AMARE.

 

ERI PRESENTE UGUALMENTE

 

A TE PIERLUIGI

 

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