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"ER GRILLO ZOPPO"   LA SUA PREFERITA
favola di Trilussa

Ormai me reggo su ‘na cianca sola.
- diceva un Grillo – Quella che me manca
m’arimase attaccata alla capriola.
Quanno m’accorsi d’esse prigioniero
col laccio ar piede, in mano a un ragazzino,
nun c’ebbi che un pensiero:
de rivolà in giardino.
Er dolore fu granne…,ma la stilla
de sangue che sortì dalla ferita
brillo ner sole come una favilla.
E forse un giorno Iddio benedirà
Ogni goccia di sangue ch’è servita
Pe’ scrive la parola libertà!

( favola di Trilussa )

 

io nun piango                                         CANZONE PREFERITA
franco califano

io nun piango pe' quarcuno che more
non l'ho fatto manco pe 'n genitore
che morenno m'ha 'nsegnato a pensare
non lo faccio per un altro che more
Io nun piango
quanno scoppia 'na guera
er coraggio de' l'eroi stesi a tera
io lo premio co' du' fiori de serra
ma nun piango
quanno scoppia 'na guera
lo piango quanno casco nello sguardo
de' 'nvagabondo perche'
ce somijamo in modo assurdo
semo due soli monno
Me perdo in quell'occhi senza nome
che cercano padrone
in quella faccia de malinconia
che chiede compagnia
Io nun piango quanno 'n omo s'ammazza
il suo sangue nun me fa tenerezza
manco se allagasse tutta 'na piazza
io non piango quanno 'n omo s'ammazza
Ma piango io piango sulle stre vite
due vite violentate
A risposte mai ne abbiamo date
ecco perche' la sete
lo piango so tutto
tempo che ce resta
e me ce sento male
Domani se non sbajo e' tua festa
la prima senza viole
la prima senza viole
la prima senza viole
la prima senza viole.

 

 

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TATTOO

Post n°307 pubblicato il 11 Maggio 2008 da IOXTEFOREVER
 
Tag: TATTOO

STORIA DEI TATUAGGI

La parola tatuaggio deriva dal polinesiano "tatau" che letteralmente significa battere o marchiare e indica il picchiettare del legnetto sull'ago per bucare la pelle.

L'introduzione di questo termine polinesiano è da attribuire al capitano James Cook che nel suo diario descriveva la tecnica del tatuare degli indigeni polinesiani.

Da tatau quindi poi derivò la parola inglese tattoo.

E' ormai provato che il tatuaggio ha origini molto antiche: è stato trovato in una grotta in Francia un punteruolo molto appuntito ricavato da un osso di renna che molto probabilmente fu usato per tatuare durante il paleolitico superiore.

Scavi archeologici hanno riportato alla luce resti di uomini e donne tatuati vissuti fino a 6000 anni fa, appartenenti a popolazioni sudamericane, nordamericane, eschimesi, siberiane, cinesi, egiziane e anche italiane.

Chi si tatuava, si incideva dei segni sul corpo che dovevano comunicare un messaggio a chi li vedeva.

Il tatuaggio poteva comunicare che chi lo portava era un re, un nobile, un valoroso, un guerriero, oppure uno schiavo o un delinquente, o che apparteneva a una setta religiosa, a un esercito, a un gruppo politico, a un movimenti culturale e così via.

Il tatuaggio poi, era considerato un modo per abbellire il corpo, per diventare più belli.

Nelle società tribali erano i re e i nobili a tatuarsi o comunemente i ricchi, coloro che potevano permetterselo; i tatuatori erano trattati con gran rispetto e ricompensati lautamente per la loro opera.

Gli Egizi li usavano durante le cerimonie funebri, a Roma i Legionari si tatuavano sul braccio il nome del loro generale o dell'imperatore e la data del loro ingaggio mentre venivano invece marcati per infamia i disertori, i prigionieri e gli schiavi.

I Celti adoravano come divinità anche animali quali il toro, il cinghiale, il gatto, gli uccelli e i pesci e in segno di devozione se ne tracciavano i simboli sulla pelle.

I Britanni, il cui nome deriva da "brith" ( dipingere ) non portavano altre vesti che dei mantelli fatti con peli di bestie selvagge e si facevano sul corpo incisioni di varie forme e figure che riempite con un succo di colore scuro, davano loro una tinta che non si cancellava mai.

Fra i primi cristiani era molto diffusa l'usanza di tatuarsi un tau, la figura delle croce di Cristo, sulla fronte.

I Turchi si tatuavano simboli religiosi per garantirsi una sepoltura in terra consacrata.

Poi fino ai racconti e alle spedizioni di James Cook il tatuaggio scomparve dall'Europa anche in seguito ad una Bolla Papale che ne vietava la diffusione.

All'epoca di Cook nasce il tatuaggio moderno occidentale: i marinai si facevano tatuare durante i loro viaggi in oriente, imparavano le tecniche, cominciavano a tatuarsi a vicenda e nel giro di pochi anni in tutti i grandi porti europei e americani si poteva trovare un tattoo shop.

Così a mano a mano il tatuaggio venne sempre più conosciuto ed apprezzato fino ad arrivare ai giorni nostri dove ormai è possibile trovare diverse tecniche e farsi tatuare ciò che più ci piace in qualsiasi parte del corpo.

IL TATUAGGIO

Il tatuaggio è una delle più antiche forme di espressione artistica dell'uomo ed è ormai comunemente accettato nella nostra società e nelle varie culture fatta eccezione per alcuni casi.

Molte sono le scoperte fatte e che tuttora si stanno facendo che testimoniano quanto sia stata diffusa la pratica dei tatuaggi nell'antichità ma non si conosce con precisione perché il tatuaggio abbia da sempre suscitato fascino sugli uomini.

Comunque la cosa certa è che il gesto di incidere sulla propria pelle un segno è legato all'atto di esprimersi e di fare arte, cose da sempre legate all'uomo fin dal principio.

Il tatuaggio nasce quindi come pratica d'iniziazione e nei secoli ha assunto significati diversi fino a diventare oggi, nella maggior parte dei casi, un puro elemento decorativo ed estetico.

Chi decide di farsi tatuare decide di compiere un atto di espressione definitivo, intimamente personale e spesso irrazionale e impulsivo.

Infatti chi decide di farsi un tatuaggio quasi sempre sceglie dei segni o simboli che hanno un significato per lui e che in qualche modo rafforzino l'immagine che egli ha di sé.

Il tatuaggio è quindi un gesto serio e profondo, ma allo stesso tempo anche un gioco come lo sono tutte le altre forme di decorazione del corpo.

Per questo il tatuaggio ha sempre avuto una lettura sociale positiva nelle civiltà primitive, mentre nelle società dove è stato vietato o imposto come una punizione, è visto come una violenza e come una cosa negativa.

TIPI DI TATUAGGI

Ecco una serie di tipi di tatuaggi con il loro significato:


Tatuaggi etnici:

Solitamente, sono segni che raffigurano il luogo di nascita o l'appartenenza di una persona; può trattarsi della nazione, del paese, della città o del quartiere cui l'individuo si sente legato. E' rappresentato da una bandiera, uno stemma, uno stendardo, oppure da un simbolo o da un nome.

Tatuaggi simbolici:

Si tratta di segni scaramantici o mitologici, che arrecano beneficio o racchiudono significati speciali. Tra questi vanno ricordati il cuore, le stelle, il sole, la luna o una particolare raffigurazione divina.

Tatuaggi religiosi:

Generalmente sono segni collegati alla religione cattolica, come croci, santi, madonne, angeli o mani giunte in preghiera. Ancora oggi sono diffusi i tatuaggi religiosi che ricordano un evento importante, come un pellegrinaggio, un momento sacro o una conversione. Sono di solito collegati alle iniziali di colui che li porta.

Tatuaggi d'amore:

Tatuaggi che ricordano la persona amata, spesso lontana, o il grande amore mai corrisposto. Piccoli simboli classici come i fiori (le rose), il cuore trafitto, le rondini, le bandiere con frasi romantiche scritte all'interno, oppure con iniziali e il nome della persona amata. Restano nel cuore e nella pelle, per sempre.

Tatuaggi di bellezza:

Sono disegni puramente decorativi, che valorizzano e abbelliscono determinati parti del corpo, specialmente femminile. Spesso sono riproduzioni di reggicalze, collane e braccialetti, piccoli anelli o ghirlande di roselline attorno al polso, alle caviglie, alle cosce. Un ornamento particolare e indelebile per sentirsi più attraenti, un messaggio erotico.

Tatuaggi di vendetta:

Diffusi in particolare tra i detenuti e i membri di un clan o di una banda. Sono segni di denuncia e di riscatto per vendicare un torto subito, oppure nei confronti di una persona che ha mancato o verso lo Stato e la società che li ha condannati. I disegni rappresentano in genere pistole, pugnali, rasoi, tombe, teschi e frasi più o meno esplicite.

Tatuaggi di disprezzo:

Simili a quelli di vendetta, sono però spesso incisi a forza sul petto del traditore o dell'infame, in modo indelebile. In altri casi, vengono fatti per ricordare il torto subito o la persona che l'ha commesso, o per disprezzo verso la società e lo Stato. La scritta "Odio" sulle nocche delle dita è un classico di questo genere di tatuaggi.

Tatuaggi da galera:

Si tratta di simboli specifici che indicano, senza possibilità di equivoco, che la persona è stata in galera. Qualche esempio: i cinque punti sulla mano ("solo tra quattro mura") o i punti a lato degli occhi, della bocca e delle orecchie ("non vedo, non sento, non parlo"). Un altro classico è la lacrima tatuata a fianco dell'occhio, che simboleggia la detenzione per omicidio.

Tatuaggi osceni:

Anche questo è un genere molto diffuso tra i carcerati. Si tratta di immagini pornografiche, di atti sessuali espliciti, trasgressivi, omosessuali e non. Una forma di trasgressione voluta, spesso volgare e violenta. Può essere osceno anche un tatuaggio, fatto su parti intime come il pene o intorno all'ano, il cui messaggio è provocatorio.

 
 
 
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INFO


Un blog di: IOXTEFOREVER
Data di creazione: 06/10/2007
 

 

IPOCRISIA

SOLO CHI SA FINGERE

PUO' REGNARE.

CHI RIDE CON LA BOCCA

E NON COL CUORE.

E CHI PARLA D'AMORE

SENZA AMARE.

 

ERI PRESENTE UGUALMENTE

 

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