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"ER GRILLO ZOPPO"   LA SUA PREFERITA
favola di Trilussa

Ormai me reggo su ‘na cianca sola.
- diceva un Grillo – Quella che me manca
m’arimase attaccata alla capriola.
Quanno m’accorsi d’esse prigioniero
col laccio ar piede, in mano a un ragazzino,
nun c’ebbi che un pensiero:
de rivolà in giardino.
Er dolore fu granne…,ma la stilla
de sangue che sortì dalla ferita
brillo ner sole come una favilla.
E forse un giorno Iddio benedirà
Ogni goccia di sangue ch’è servita
Pe’ scrive la parola libertà!

( favola di Trilussa )

 

io nun piango                                         CANZONE PREFERITA
franco califano

io nun piango pe' quarcuno che more
non l'ho fatto manco pe 'n genitore
che morenno m'ha 'nsegnato a pensare
non lo faccio per un altro che more
Io nun piango
quanno scoppia 'na guera
er coraggio de' l'eroi stesi a tera
io lo premio co' du' fiori de serra
ma nun piango
quanno scoppia 'na guera
lo piango quanno casco nello sguardo
de' 'nvagabondo perche'
ce somijamo in modo assurdo
semo due soli monno
Me perdo in quell'occhi senza nome
che cercano padrone
in quella faccia de malinconia
che chiede compagnia
Io nun piango quanno 'n omo s'ammazza
il suo sangue nun me fa tenerezza
manco se allagasse tutta 'na piazza
io non piango quanno 'n omo s'ammazza
Ma piango io piango sulle stre vite
due vite violentate
A risposte mai ne abbiamo date
ecco perche' la sete
lo piango so tutto
tempo che ce resta
e me ce sento male
Domani se non sbajo e' tua festa
la prima senza viole
la prima senza viole
la prima senza viole
la prima senza viole.

 

 

« LUMACALA GALLINA NERA »

IL MINI IPPOPOTAMO

Post n°795 pubblicato il 14 Giugno 2008 da IOXTEFOREVER
 

In mezzo a una vasta pianura, molto lontano da qui, c'era una volta la terra degli ippopotami. I giorni trascorrevano lieti e tranquilli: fra un bagno e l'altro, gli ippopotami facevano abbondanti scorpacciate di banane verdi e di una deliziosa erba gialla che sapeva di sole. Insomma, vivevano tutti felici e contenti... Tutti, tranne uno! Barnaba era un ippopotamo molto carino: aveva quattro robusti zamponi, bellissimi denti d'avorio lucente e un paio di orecchi piccoli piccoli che muoveva di qua e di là a una velocità insuperabile. Però aveva un problema: era talmente piccolo che gli altri ippopotami scoppiavano a ridere senza pietà ogni volta che lo vedevano! E così, un mattino, stanco di quelle risate, Barnaba decise di partire senza dir niente a nessuno. Attraversò il fiume e, dondolandosi sui suoi zamponi, si diresse verso il sole che sorgeva. Finché, un giorno arrivò in una nuova terra. Il mattino seguente quando aprì gli occhi vide uno strano animale chino su di lui: " Chi sei?" chiese lo sconosciuto al piccolo ippopotamo. " Non ti ho mai visto da queste parti". Sorpreso dal suono di quella voce, Barnaba allungò il collo più che poté per vedere chi stava parlando. " Sono Barnaba" rispose " e vengo dalla terra degli ippopotami. E tu chi sei?" " Io mi chiamo Lulù e questa é la terra delle giraffe. Se vuoi restare, sei il benvenuto!" Lì per lì quell'invito riempì di gioia il piccolo ippopotamo, ma subito dopo un dubbio terribile lo assalì. " Dimmi, le giraffe sono tutte alte come te?" " Bé, veramente sono molto più alte. Io sono giovane, sai!". Il povero Barnaba sospirò desolato. " Sei gentile, ma credo che non potrò fermarmi nella terra delle giraffe". E, dopo aver salutato Lulù, ripartì dondolando verso il sole che sorgeva. Un mattino mentre dormiva sul ciglio della foresta, fu svegliato da una musica tanto forte e incantevole da far girare la testa; era come se tutti i flauti del mondo stessero tenendo un concerto sugli alberi. Ad un tratto, centinaia di animaletti colorati, con lunghi becchi aguzzi, circondarono Barnaba che li guardò sorpreso. " Chi sei? E perché sei venuto nella terra degli uccelli?" gli chiese uno di loro. E Barnaba raccontò la sua storia. Allora gli uccelli si alzarono in volo e, volteggiando in cerchio sopra di lui, cinguettarono: " Anche noi siamo più alti di te! Da quassù ci sembri piccolo...piccolo!". Barnaba sospirò tristemente e pensò: " Mi sa che non posso fermarmi nemmeno qui". Poi si voltò e ripartì dondolando verso il sole che sorgeva. Durante il suo lungo viaggio, Barnaba attraversò il deserto e poi l'oceano... affrontando tutto solo i pericoli del mondo. Finché un giorno arrivò in una terra che non aveva mai visto. Era una giornata molto calda e Barnaba si fermò vicino ad un laghetto; si sentiva stanco e triste. " Aiuto!" gridò una vocina. Sorpreso, Barnaba dimenticò la sua tristezza e si guardò intorno, ma non vide nessuno. " Aiuto! Aiuto! Sto affogando!" si udì ancora una volta. Allora, senza esitare un istante, il piccolo ippopotamo si tuffò nell'acqua. Proprio al centro del laghetto, un piccolissimo animale ondeggiava aggrappato con tutte le forze ad un filo d'erba. " Aiuto! Aiuto!" gridava con la sua vocina. Barnaba raccolse delicatamente il filo d'erba con il muso, e piano piano, si avviò verso la riva. "Mi chiamo Ada e sono la Regina del regno delle formiche" disse la bestiola. " Tu mi hai salvato la vita". Barnaba la guardò da vicino e, tra le due antennine, scorse sul capo della formica una minuscola coroncina d'oro. " Accidenti!" pensò tutto emozionato. " Ho incontrato proprio una vera Regina!". Il piccolo ippopotamo raccontò alla Regina delle formiche la sua lunga storia. Lei lo ascoltò sorridendo. " Come puoi lamentarti delle tue dimensioni?" chiese infine. " Per me sei grande quanto una montagna, e forte più di un gigante". Durante il viaggio verso casa, Ada si accoccolò vicino all'orecchio del suo salvatore. " Barnaba" gli sussurrò all'improvviso. " Tu sei così grande e forte che potresti proteggere tutte le formiche del mio regno! Vuoi sposarmi?". E furono nozze da favola! Alla cerimonia vennero invitati gli ippopotami, la giraffa Lulù e tutti gli animali di tutte le terre. E così, per un fortunato destino, il piccolo ippopotamo divenne il Re delle formiche. Barnaba fu un sovrano saggio e amato, e visse felice per molti, moltissimi anni.

 
 
 
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INFO


Un blog di: IOXTEFOREVER
Data di creazione: 06/10/2007
 

 

IPOCRISIA

SOLO CHI SA FINGERE

PUO' REGNARE.

CHI RIDE CON LA BOCCA

E NON COL CUORE.

E CHI PARLA D'AMORE

SENZA AMARE.

 

ERI PRESENTE UGUALMENTE

 

A TE PIERLUIGI

 

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