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"ER GRILLO ZOPPO"   LA SUA PREFERITA
favola di Trilussa

Ormai me reggo su ‘na cianca sola.
- diceva un Grillo – Quella che me manca
m’arimase attaccata alla capriola.
Quanno m’accorsi d’esse prigioniero
col laccio ar piede, in mano a un ragazzino,
nun c’ebbi che un pensiero:
de rivolà in giardino.
Er dolore fu granne…,ma la stilla
de sangue che sortì dalla ferita
brillo ner sole come una favilla.
E forse un giorno Iddio benedirà
Ogni goccia di sangue ch’è servita
Pe’ scrive la parola libertà!

( favola di Trilussa )

 

io nun piango                                         CANZONE PREFERITA
franco califano

io nun piango pe' quarcuno che more
non l'ho fatto manco pe 'n genitore
che morenno m'ha 'nsegnato a pensare
non lo faccio per un altro che more
Io nun piango
quanno scoppia 'na guera
er coraggio de' l'eroi stesi a tera
io lo premio co' du' fiori de serra
ma nun piango
quanno scoppia 'na guera
lo piango quanno casco nello sguardo
de' 'nvagabondo perche'
ce somijamo in modo assurdo
semo due soli monno
Me perdo in quell'occhi senza nome
che cercano padrone
in quella faccia de malinconia
che chiede compagnia
Io nun piango quanno 'n omo s'ammazza
il suo sangue nun me fa tenerezza
manco se allagasse tutta 'na piazza
io non piango quanno 'n omo s'ammazza
Ma piango io piango sulle stre vite
due vite violentate
A risposte mai ne abbiamo date
ecco perche' la sete
lo piango so tutto
tempo che ce resta
e me ce sento male
Domani se non sbajo e' tua festa
la prima senza viole
la prima senza viole
la prima senza viole
la prima senza viole.

 

 

« Io donnaTEMPO VISSUTO »

I DISABILI

Post n°847 pubblicato il 15 Giugno 2008 da IOXTEFOREVER
 

Il disabile in quanto diverso dalle persone considerate “normali” porta con se lo stigma della “anormalità o malattia”.
Lo stigma è il segno o marchio attribuito, da sempre, dalla società a coloro che pur facendone parte, non rispondono ai canoni di normalità.
Tale concetto richiede un esame storico-sociologico assai lungo che brevemente si può riassumere risalendo ad epoche medievali quanto “diverso” significava “malato” e nelle famiglie aristocratiche li avevano segregati in casi ed erano guardati con gli occhi della vergogna.
Nel periodo fascista invece, furono create classi differenziate per i portatori di handicap. Chi aveva un carattere più vivace degli altri coetanei era considerato “diverso” e messo nelle apposite classi
La società, nonostante il progresso delle culture occidentali, ha continuato a discriminare i diversamente abili additandoli come “malati” perché diversi dalle persone “normali”. Ebbene tale trattamento diverso,oltre a produrre discriminazione, favorisce l’emarginazione.
La discriminazione verso le persone con disabilità dipende a volte dai pregiudizi che la società crea nei loro confronti, ma sempre più spesso è dovuto al fatto che i disabili sono stati a lungo dimenticati.
Un altro stigma che la società attribuisce ai disabili è la tristezza. Visto che il disabile è malato, deve assolutamente essere triste per questa sua condizione ed è per questo si attribuisce ai diversamente abili un senso di compassione. Tale luogo comune deve scomparire perché sono altri i fattori che determinano la fruizione del tempo libero: i soldi,la mobilità,i trasporti,le persone.
La società dovrebbe abbandonare alcune idee nei confronti delle persone diversamente abili, perché tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali in dignità e diritti. Per raggiungere questa meta la società deve assicurarsi che le persone disabili possono godere di tutti i tipi di diritti umani: civili, sociali, politici, economici e culturali.. mettendo in pratica queste strategie, ne trarranno profitto non solo persone disabili ma tutta la società nel suo insieme.
Spostarsi per il turismo, oggi non è più un’ opportunità per pochi: è un bisogno primario,un diritto di tutti per conoscere nuovi mondi e altre culture, per scoprire realtà diverse dalla propria. Spesso si assiste a trattamenti differenziati che colpiscono l’intimo della persona disabile, che benché potesse usufruire di strutture accessibili, non sempre la sua presenza è gradita nelle stesse strutture attrezzate anche alla sua accoglienza.
Chiese, cinema, uffici, strutture e infrastrutture costituiscono una città proibita perché non permettono che le persone disabili esercitino pienamente i loro diritti fondamentali e vengono socialmente escluse.


                    
Valentina Caruso

 
 
 
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Un blog di: IOXTEFOREVER
Data di creazione: 06/10/2007
 

 

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