Tra parentesi
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Post N° 59
Spiccioli
Ero senza spiccioli. Be’ non proprio senza, in effetti un euro e sessanta centesimi li avevo, ma io odio i parchimetri automatici. Erano le nove di sera, dovevo andare a mangiare una pizza con degli amici, non c’era uno straccio di parcheggio libero mentre quello con le righe azzurre (quindi a pagamento) sembrava il deserto del Sahara. In fondo quanto può durare una pizza?! Un’ora, al massimo un’ora e mezza e sarei stata di ritorno. Perché sprecare un euro e sessanta centesimi… mettiamo solo i centesimi… tanto a quest’ora di sera chi viene a controllare.
Io odio i parchimetri automatici, perché due volte su quattro quando devi usarli sei senza spiccioli, una volta su quattro ti mangiano le monetine e non ti stampano il biglietto e l’unica volta su quattro che hai le monete e stampi il biglietto, fai tardi rispetto a quello che avevi programmato e quindi devi pagare la multa.
Quella sera controllavano.
E immancabilmente feci tardi.
Quarantacinque minuti di ritardo e mi ritrovai un bel foglietto verdino sul parabrezza che stava lì a dirmi: “Te lo sei voluto tenere l’euro eh?! Mo’ ne paghi due!”. Io odio i foglietti verdi sui parabrezza.
In effetti non avrei dovuto arrabbiarmi più di tanto, non si trattava proprio di una multa, ma solo di un avviso che mi invitava a completare il pagamento della sosta entro la serata.
Già, entro la mezzanotte avrei dovuto saldare il conto presso un tizio preposto al controllo delle scadenze dei bigliettini, insomma una spia prezzolata. Tale delatore avrebbe dovuto trovarsi nel parcheggio e io avrei dovuto rintracciarlo facilmente, nonostante ormai fossero le dieci di sera passate. Avrei dovuto…
Ovviamente il tipo non c’era, forse era partito con la sua ultima fiamma per una notte brava in Costa Azzurra oppure aveva avuto una crisi mistica e si era ritirato in un monastero benedettino… non si sa, ma comunque era chiaro che lui non c’era e che l’ultima cosa che aveva fatto quella sera prima di scomparire era stata la compilazione del “mio” foglietto verde!
Con grande tranquillità pensai che avrei potuto pagare l’avviso in qualche altro modo, mi sarei informata telefonando all’azienda dei parchimetri e me ne andai. Era un venerdì. Chiaramente fino a lunedì non potevo telefonare e non me ne preoccupai.
“Buongiorno signorina, mi scusi ma io devo pagare un avviso per via di un parcheggio… è di venerdì scorso, io lì non ho trovato l’addetto e così vorrei sapere come devo fare.”
“Lei è andata oltre l’ora di sosta signora?”
“Si , esattamente di quarantacinque minuti… mi sembra che devo pagare due euro, no?”
“No signora, erano due euro se pagava subito.”
“Ma io avrei pagato, ma non ho trovato nessuno.”
“Mi spiace signora, ma ora sono passati tre giorni e quindi è scattato un costo fisso”
“E di quanto sarebbe sto costo fisso…quanto devo pagare?”
“Sono nove euro e cinquanta signora”.
“Nove euro e cinquanta?? (…@***## censura) …ma senta io non sono di **** come faccio a pagare?”
“Se non può venire qui da noi signora, può pagare tramite c/c postale”
Il bollettino postale costa un euro. Nove euro e cinquanta più uno fanno dieci euro e cinquanta. Considerando che la pizza margherita che mangiai costava quattro euro e cinquanta, ho speso più per il parcheggio che per la cena.
Sono cose che ti fanno riflettere.
P.S. …E guai a chi nei commenti fa battute regionalistiche!
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Inviato da: Bobby_Melanzana
il 22/03/2025 alle 09:28
Inviato da: Bobby_Melanzana
il 22/03/2025 alle 09:14
Inviato da: Bobby_Melanzana
il 20/03/2025 alle 10:37
Inviato da: cassetta2
il 02/06/2024 alle 17:04
Inviato da: hrc.rossano
il 17/09/2023 alle 17:00