Tra parentesi
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Post N° 64
C’è post@ per te Qualche sera fa mi sono ritrovata davanti alla tv a vedere l’ennesima replica del film "C’è post@ per te", squisita commedia americana anni’90 interpretata da due impagabili attori quali Meg Ryan e Tom Hanks. Insomma mi sono messa lì come quelle inguaribili romantiche, che almeno al cinema vogliono che tutto finisca sempre col lieto fine, a rivedere un film che avevo già visto almeno cinque volte.
Mi piace questo film, mi piacciono gli attori, soprattutto lei che trovo perfetta nella parte della dolce fatina che vive sulle nuvole e adoro per un’ora e quarantacinque minuti circa affogare in un mare di melassose, diabetiche, piccole bugie sull’amore in rete.
Eh si, perché, diciamocelo, le cose non è che vanno proprio proprio così… vero?!
Non nego che una certa attinenza con la realtà ci sia, ma alcuni "dettagli"… no… non ci siamo.
Premettendo che le possibilità di incontrare in rete una ragazza bella, intelligente , dolce e simpatica come la protagonista interpretata da Meg Ryan e un uomo affascinante, educato, spiritoso e galante come Tom Hanks sono 1 su 100.000, la possibilità che i due individui addirittura si incrocino e si frequentino sono ancora più remote… facciamo 1 su 1.000.000?! Vi sembra poco?! Be’ teniamoci larghi…
Aggiungiamo un piccolo insignificante dettaglio che è la condizione sociale del protagonista, che essendo un multimiliardario obiettivamente ha un certo indiscutibile fascino.
Alzi la mano chi di voi ha mai incontrato un multimiliardario in chat.
No, no, l’imprenditore bresciano con la fabbrichetta non conta mi dispiace e neppure il medico dentista con la villa in Sardegna… qui si parla di milioni di dollari signori e signore, è vero che siamo nella realtà americana, ma con le dovute proporzioni qui da noi si tratterebbe di incontrare in chat almeno almeno Piersilvio Berlusconi, e dico come minimo eh!… Ma non sentitevi frustrate tutte voi care amiche che avete incontrato solo operai, rappresentanti, impiegati o ingegneri perché sinceramente non penso che Piersilvio passi molto tempo in chat!
Invece il fatto che i due sconosciuti in rete si conoscano bene e peraltro si detestino nella realtà, questo non lo contesto. Perché in effetti la cosa è plausibile, assolutamente plausibile.
Chi di noi realmente sa cosa fa il suo vicino di casa durante le più remote ed oscure ore della notte?! Chi può realmente dire cosa nasconde una giovane segretaria sul desktop del suo pc?! Talvolta le persone più insospettabili animano la rete e spesso sono proprio quelle con cui tu parli quotidianamente del prezzo dei pomodori o dell'ascensore guasto!
Altra cosa incontestabile del film è l’espressione dei sentimenti che nascono da questo gioco. E’ perfetta la rappresentazione dell’attesa della posta e la luce negli occhi dei due protagonisti quando leggono le reciproche lettere. Accade ahimè proprio così quando c’è feeling con una persona al di là dello schermo: non vedi l’ora che si accenda un nick o che appaia nella tua casella di posta la fatidica bustina chiusa.
Ed è anche incontestabile che ad uno sconosciuto/a tu riesca a dire le cose più intime, i segreti più nascosti del tuo cuore, i tuoi problemi e le tue emozioni, tuttavia anche qui si deve aprire una parentesi.
I due del film si mantengono completamente anonimi, entrambi non vogliono rivelare alcunchè della propria vita reale e del proprio lavoro all’altro, nessuna indicazione sull’aspetto fisico, né sulla situazione sentimentale.
In realtà appena tu apri una comunicazione di chat ti senti chiedere nell’ordine:
1) da dove digiti
2) quanti anni hai
3) che fai nella vita
4) come ti chiami
5) se sei sposata
6) se hai figli
7) se sei felice
8) se hai mai tradito
9) che misura porti di reggiseno
10) …
Ora io non so voi, ma personalmente quando sono di buon umore fino alla terza risposta ci arrivo educatamente, alla quarta rispondo e mi informo se vogliono anche il codice fiscale, e verso la sesta chiedo se ho diritto ad una telefonata per chiamare il mio avvocato. Se sono di buon umore.
Insomma sta storia dell’anonimato totale e assoluto, del non voler saper nulla dell'altro, non regge nel film, così come non regge l’incontro. La scena dell’incontro è bellissima ma assolutamente impossibile da verificarsi.
Mi riferisco al primo incontro, cioè quando lei si presenta puntuale all’appuntamento e lo aspetta al bar con la rosa e un libro come segno di riconoscimento, mentre lui fuori dice che se anche incontrasse una ragazza bruttissima l’amerebbe lo stesso.
Ora pensiamo con la vera mentalità di quelli "presi nella rete": decidi di andare ad un appuntamento al buio… arrivi puntuale?! Addirittura in anticipo?! Ma quando mai… Porti con te una rosa ed un libro?! Ma io so di ragazze che si sono portate un coltello in borsa…!
E prendiamo lui… se lui arriva e trova una persona passabile per non dire carina ok… ma se trova una cozza?! Vogliamo dare un’indicativa percentuale di quanti si presentano e di quanti invece se la danno a gambe?…
Facciamo che i primi sono un 20% e i secondi almeno un 80%?!… Via teniamoci larghi!
Insomma, sarebbe bellissimo pensare che tu vai in rete, incontri un bel principe azzurro, poi lo conosci realmente e vivi il resto della tua vita ricca, felice e contenta, ma se fosse così… a che servirebbero i film?!
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Inviato da: Bobby_Melanzana
il 22/03/2025 alle 09:28
Inviato da: Bobby_Melanzana
il 22/03/2025 alle 09:14
Inviato da: Bobby_Melanzana
il 20/03/2025 alle 10:37
Inviato da: cassetta2
il 02/06/2024 alle 17:04
Inviato da: hrc.rossano
il 17/09/2023 alle 17:00