Tra parentesi
Didascalie della vita| « Messaggio #69 | Messaggio #72 » |
Post N° 71
Un grande favore "Mi faresti un grande favore". Io non ci volevo andare. E non ci volevo andare perché erano due anni che non ci andavo e sapevo che, quando mi avesse vista, mi avrebbe guardato con quegli occhietti socchiusi e, sogghignando con un risolino sardonico, mi avrebbe detto:" Non c’è bisogno che io le dica nulla , vero?!". A quella frase un senso di colpa grande quanto un macigno sarebbe franato su me tapina e mi avrebbe rovinato il resto della giornata, della settimana, del mese… forse.
Io non ci volevo andare, ma provate a dire di no a un’amica che ti guarda con lo sguardo sofferente e bisognoso, implorandoti di aiutarla.
"Tu ci sei già stata, tu lo conosci… per me sarebbe la prima volta da lui, magari se ci sei anche tu mi tratta meglio… dai… puoi accompagnarmi dal tuo dentista?!"
Era un lunedì mattina e appena passai la porta a vetri dello studio vidi un raggio di sole che si rifletteva sulle spesse lenti degli occhiali della signorina Rottermaier, ovvero l’ implacabile segretaria del mio dentista. Quando, alzato lo sguardo dall’agenda, mi vide accanto alla mia amica un mefistofelico sorriso comparve sul suo viso.
Non ho mai capito se quella strega di Biancaneve godeva di più quando vedeva estirpare dolorosamente un molare ad un paziente oppure quando le capitava di redarguirne uno per i più svariati motivi. Ho visto adulti liberi professionisti sudare freddo e sbiancare perché dovevano rimandare un appuntamento. Ho visto mamme con le lacrime agli occhi dopo la sua predicozza perché non avevano costretto con la forza bruta i propri pargoli a portare l’apparecchio come previsto dal dottore. Solo una volta una di queste ha trovato il coraggio della ribellione e alla frase "E allora che cosa lo abbiamo fatto a fare un apparecchio se suo figlio non lo porta?!" le ha risposto "Non mi risulta che l’abbia pagato lei!". Dalla sala d’aspetto si sarebbe levato immediatamente un coro di applausi, ma venne stroncato subito da un’occhiataccia di Crudelia Demon che stava a dire "Ricordatevi che tra pochi minuti vi sederete su quella poltrona!!".
Appena mi resi conto che mi aveva riconosciuta e che entro 3 secondi mi avrebbe sgridato perchè erano due anni che non mi presentavo al controllo, decisi di giocare di anticipo: la miglior difesa è l'attacco!
"Sono venuta ad accompagnare la mia amica, ma poi devo venire per un controllo anch’io… "
"E’ un bel po’ che non ci vediamo…" rispose lei ed io pensai "Ecco ci siamo". Ma fortunatamente venne interrotta dall’arrivo del dottore che, come previsto, dopo avermi salutata, scosse la testa con un segno di disapprovazione irrimediabile e disse:" Non le dico nulla!". Bingo. Ci sono persone così prevedibili.
In questi casi una ci prova a mettere in atto tutte le sue doti di seduzione femminile, dal sorriso a 360° al flap flap delle ciglia, ma difficilmente un dentista come il mio si lascia convincere. Alzò un poco il sopracciglio e invitando gentilmente la mia amica ad accomodarsi mi lanciò un’ultima occhiata che io tradussi in: "Non fai i regolari controlli dentistici?! Peste ti colga! Anatema a te e a tutta la tua progenie!"
In silenzio mi raggomitolai su una scomodissima sedia di acciaio inox e mi nascosi dietro un'assurda rivista medica del ’92, mentre la Kapò sorrideva sorniona anche se non del tutto soddisfatta, perché lei avrebbe infierito ulteriormente.
Nel tempo che trascorse da lì all’uscita della mia amica ebbi modo di riflettere sul perché la gente detesta andare dal dentista. Le cause sono molteplici ovviamente, ma io non credo sia solo per il dolore che a volte i lavori sui denti provocano, e nemmeno per il dissanguamento del portafoglio, che pure va tenuto in grande considerazione. Riflettendoci sopra sono arrivata alla conclusione che io non vado volentieri dal dentista perché stare seduta su quella poltrona , con la bocca aperta, in cui successivamente viene inserito di tutto, allo stato solido, liquido e gassoso, mi trasmette un profondo senso di impotenza.
Sei bloccata lì e non ti puoi muovere, inerme e gonfia come un palloncino per l’anestesia, mentre un estraneo ti respira in faccia!
Non sai dove guardare e ti ritrovi a contargli i punti neri sul naso e le rughette attorno agli occhi mentre lui continua a trafficare. Questo ovviamente nel migliore dei casi, cioè quando non hai male, perché se ti fa male non puoi nemmeno urlare un sano "Porca vacca! Mi ha fatto male!!", ma ti limiti a un mugolio sommesso "Mmmhhhhhh" alzando disperatamente la mano e sperando che se ne accorga, magari dopo cinque minuti quando ti dirà "Oh le fa male? Allora sta finendo l’effetto dell’anestesia, è meglio farne ancora un po’".
In fondo, pensandoci bene, altri due anni passano in fretta.
|
Scrivi Commento - Commenti: 17
|
|
|


Inviato da: Bobby_Melanzana
il 22/03/2025 alle 09:28
Inviato da: Bobby_Melanzana
il 22/03/2025 alle 09:14
Inviato da: Bobby_Melanzana
il 20/03/2025 alle 10:37
Inviato da: cassetta2
il 02/06/2024 alle 17:04
Inviato da: hrc.rossano
il 17/09/2023 alle 17:00