
Vichinghi e salmone –
Parte prima
Sono convinta che le percentuali indicate dai mass media sugli italiani che hanno paura di volare siano miseramente falsate.
Secondo me ha paura di volare almeno il 90% della popolazione, solo che il 45% di questi si lascia convincere.
Ponte dei Santi: quasi quattro giorni di vacanza. Un’occasione da sfruttare!
Tra un "Dai facciamo qualcosa" e un "C’è bisogno di staccare la spina ogni tanto" mi sono ritrovata faccia a faccia con una cordiale impiegata di un’agenzia di viaggi. Scuotendo la testa la solerte organizzatrice mi faceva notare che era tardino per prenotare un viaggetto per il Ponte dei Santi e che tutti i voli erano pienissimi. Digitava sul pc e scuoteva la testa… Amsterdam …e scuoteva la testa, Madrid … e scuoteva la testa, Copenhagen… e scuoteva la testa.
Essendo io una personcina che appartiene al suddetto 90% volofobico tutto sommato quel continuo scuotimento mi tranquilizzava e stavo per rilassarmi e rassegnarmi piacevolmente con un "Eeehhh se non c’è più posto pazienza!", ma non ero in un’agenzia di rinunciatari.
La determinata signorina, come un panzer, procedeva nell’indagine risoluta a trovare qualcosa, fosse stato anche un volo della Iraqfly! Ad un certo punto si accese una lucina nei suoi occhi e immaginai il fumetto "Eureka" sopra la sua testa.
"Ci sarebbero due posti per Stoccolma". All’improvviso non ricordavo se era in Svezia o in Norvegia, ma di sicuro sapevo che era molto ma molto lontana.
"Però… sono due i voli, c’è un cambio a Monaco di Baviera".
Ora prendete una che ha paura dell’aereo e che decide di salirci solo in casi eccezionali, della serie "Se rischio la vita la devo rischiare per qualcosa che meriti", e che è stressata cronica e che se vola è tesa come una corda di violino anche se sapesse che lo pilota Superman, che può rispondere una così all’offerta di due voli, anzi quattro col ritorno, consecutivi nel giro di tre giorni?!
Ma non ero sola nell’agenzia e sentii accanto a me una voce che rispondeva: "Benissimo, li prenotiamo subito!".
No comment.
Non vi sto a descrivere i sogni allucinati, i rituali scaramantici, i testamenti olografi che si succedettero nei giorni precedenti alla partenza, vi posso solo dire che sono salita su quel primo volo dopo aver nell’ordine:
1. ingurgitato un Tavor da 1 mg ( si lo so potevo anche prenderne uno da 1,5 ma sono stata modesta…)
2. spruzzato ripetutamente Rinazina spray nel naso per liberare il setto nasale ed evitare il "tappo" nelle orecchie
3. incominciato a masticare un'ra prima una mezza dozzina di chewingum all’orrendo gusto di menta-limone ( peraltro dopo un’ora di volo ne avevo già fatto fuori una scatola e avevo una nauea incredibile)
4. controllato di avere in borsa amuleti e santini vari prestati dai parenti
5. fatto pipì tre volte.
L’aereo era piccolo e già sta cosa non mi piaceva. In effetti è vero che un bestione grosso dovrebbe avere più problemi con la forza di gravità, ma gli aerei piccoli non mi hanno mai dato fiducia e quello era decisamente lillipuziano.
Dopo aver seguito attentamente le indicazioni per la sicurezza date dall’hostess, cinture, mascherina e giubbettino gonfiabile, diedi un’occhiata intorno per accertarmi che non ci fossero facce da terroristi islamici, maniaci depressivi che tentano il suicidio collettivo, dirottatori ceceni, venditori di enciclopedie, ecc.
I passeggeri sembravano tranquilli, tutti annoiati per il ritardo con cui eravamo stati imbarcati e tutti pronti ad ingurgiare una di quelle schifezze che le compagnie aeree ti propinano, sotto falso nome di "spuntino", nei voli brevi, medi e lunghi.
Ora ci sarebbe da scrivere un post solo su questo, ma mi limiterò. Dirò solo che non riesco a concepire come sia possibile che i signori dirigenti di suddette compagnie non si rendano conto di quanto sia meglio non offrire niente o al massimo due caramelle piuttosto che degli alimentari di quel genere! Trattasi generalmente di panini semicongelati, ovvero ghiacciati, di cui tu hai a disposizione due gustose varianti: formaggio o beef.
Già uno mi dovrebbe spiegare che razza di roba è sto beef.
Si, lo so anch’io che dovrebbe essere carne salata, una roba tipo la bresaola più o meno, ma credetemi non la è!
E’ un qualcosa di non ben identificato, insapore e inodore, insomma un U.F.O. alimentare.
Il succulento spuntino ti viene presentato nel suo sacchettino cartaceo e appare invitante a prima vista… appare.
Quindi tu ti fidi e così anche se non hai fame (…l’hai pagato oh! Bisogna ben ammortizzare la spesa!) lo scarti e l’addenti.
Errore micidiale. Appena è in bocca ti accorgi che è una cosa asciuttissima e che le tue ganasce non ce la faranno da sole se non ci bevi insieme qualcosa… già ma dov’è da bere?!
E’ a quel punto che constati che non ti hanno ancora portato da bere e che tu hai fatto l’errore di addentare il panozzo prima di avere qualche ettolitro d’acqua a disposizione per mandarlo giù.
Quindi aspetti che la hostess arrivi e intanto passi il bolo alimentare da una parte all’altra delle tue, già piene per conto loro, guanciotte.
D’altronde il tempo deve passare sull’aereo e questo è sostanzialmente un diversivo, mica te lo danno per sfamarti, te lo danno come se fosse un sudoku, per non farti far caso a tutti quei rumorini che continui a sentire e che ti fanno pensare nell’ordine che:
a) si sia bloccato un alettone
b) si sia fermato un motore
c) non sia rientrato il carrello
d) l’aereo non sia bel pressurizzato
e così via.
Poi però si tocca terra e allora quello è un momento felice, uno di quei momenti in cui apprezzi la vita e gioisci del cip cip degli uccellini ( be’ non siate sofisti... lo so che non ci sono in aeoporto, ma se ci fossero ne gioireste!).
Tutto questo almeno finchè non ti sovviene che tu di voli ne dovevi prendere due e che hai una coincidenza dopo quaranta minuti!
L’aeroporto di Monaco è molto bello, veramente chic con negozi eleganti e bar affollatissimi, così mi sono lasciata andare all’attività più comune del turista medio negli aeroporti stranieri: il confronto dei prezzi!
Già perché principalmente mica si compra nei negozi tax free degli aeroporti, più che altro si entra, si curiosa e si confrontano i prezzi esclamando il tipico "Oh guarda da noi costa 5 euro in più!". Un risparmo galattico...!
Certo può capitare anche di comprare qualcosina, ma di solito ci si riserva questo alla partenza della serie: "Così spendiamo gli spiccioli, che intanto in banca non ce li cambiano" questo almeno se la moneta è diversa, oggi con l’euro quasi dappertutto la scusa funziona poco, ma intanto funzionava comunque male perché il più delle volte di monetine hai l’equivalente di 5 euro e tu ammassi alla cassa roba che ne costa almeno 60.
Insomma, per farla breve, presi il secondo volo e sopravvissi… al secondo panino più che altro.
Le luci dell’aeroporto di Stoccolma mi stavano accogliendo dandomi il benvenuto in Svezia, mentre io, orgogliosa della mia vittoria sulla paura del volo e ottimista come al solito per il futuro imminente, pensavo: "Mi avranno perso il bagaglio a Monaco."
(To be continued)
Inviato da: Bobby_Melanzana
il 22/03/2025 alle 09:28
Inviato da: Bobby_Melanzana
il 22/03/2025 alle 09:14
Inviato da: Bobby_Melanzana
il 20/03/2025 alle 10:37
Inviato da: cassetta2
il 02/06/2024 alle 17:04
Inviato da: hrc.rossano
il 17/09/2023 alle 17:00