Creato da uomosenzaqualita il 04/11/2012

L'uomo senza qualità

Un comune caso di personalità multipla

 

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La forra

Post n°35 pubblicato il 01 Novembre 2013 da uomosenzaqualita

 

 

Perché sono entrato qui? Cosa ci faccio? Ho chiuso la porta? Odore di salmastro. E’ chiusa la porta?? Cosa batte, cigola e martella di là?

Cardini arrugginiti e questo sordo martellìo. Questo gemito. Dove sono andati gli altri? Nessun posto a sedere. Avessi un posto in cui sedermi. Il pavimento. Qui nell'angolo. Il pavimento.

Una rimessa per le barche, dico, niente di fatiscente. Avrei dovuto appendere qualcosa tra le fessure? Una tendina. Non ho imparato a proteggermi? Un ornamento. Così non sembrerebbe tutto così nudo. Giornali. Nessuno qui è nudo. Riviste illustrate.

Sei nuda? Sei uscita dalla tua pelle? Fessure. Avrebbero dovuto essere coperte. Notizie. Che non sembri tutto così nudo. Non sopporto che qualcosa sembri nudo e in realtà non lo sia. Notizie. Io perlomeno no. Non riesco a sopportarlo. In nessun caso nudo. Giornali. E tu? Sei nuda?

Cotone. Le fessure avrebbero dovuto essere coperte. Se non altro riempite. Qualcosa con cui riempire questi buchi. Cotone. Queste fessure. Pennacchio. Batuffoli in cielo e batuffoli in palude. Nelle orecchie. Alla porta. Neve. Batuffoli di neve, batuffoli di cotone, cuscini. Fiocchi grandi, bianchi. Tavoloni.

Fare il bagno? La spiaggia è distante; nessuno con cui poter fare il bagno. Grandi scogli, alghe fitte. L'acqua era poi sempre fresca, a volte fredda, anche nelle calde giornate estive, è il mare come è il mare qui, mi dicesti una volta.

Largo. Piano. Fuori nel mare di qui. Nel bassofondo le tue scarpe. Le tue scarpe di gomma. Stivali di gomma.

Questi gemiti. Diaframma, aperture del golfo, lingue di terra. Le braccia del golfo spingono verso terra. Scavano nei massicci rocciosi. Producono aperture.

Avessi qualcuno di cui fidarmi. Non fossi così solo. Non dovessi essere così dannatamente solo. La porta. I cardini. Saranno arrugginiti. Cigolano quando si apre la porta.

Viene qualcuno? Sapore di salmastro dopo l'amore. Nella fossetta del collo, del ginocchio, della caviglia. La caviglia diventa salata durante l'amore? Sì. Se temo che sia l'ultima volta.

L'ultima volta è peggio della prima. E può essere sempre. Può essere sempre l'ultima volta. Lo era. Lo sapevo. Era l'ultima volta. La porta. I cardini.

Sottovento a nord-ovest, grecale quasi tramontana, freddo vento da nord, vento sferzante. Qui sono al sicuro dai freddi morsi del vento catabatico. La sua furia mi risparmia.

Qui le rondini hanno i loro nidi. Possono volare. Fuori e dentro. Attraverso le fessure. Dove finisce la terra e comincia l'orizzonte. Maledizione, essere solo. Solo con te in me. Qui c'è stato qualcuno? Silenzio intorno a un grido di gabbiano.

Se nessuno canta allora c'è silenzio, dice Fassbinder. Ti porto qui dentro. Come l'immagine di un talismano. Una mosca nell'ambra. Le rondini. Fuori e dentro, da e verso i loro nidi. Attraverso le fessure.

Maledizione, essere solo. Solo con te in me. Sapore di salmastro. Brividi di paura.

Mi volto verso sud, poi verso ovest, dall'altra parte, dove tramonta il sole. La mia nuca è rossa. Il tuo viso è nero. Se aspetto abbastanza, il sole sorgerà dall'altra parte. Ti devi voltare. Se aspetto abbastanza mi vedrai.

Sottovento è stata piantata una cintura intorno al monte. Ai piedi del massiccio. Il Monte buio. Frassini, sorbi, sorbi degli uccellatori, betulle. Rovi. La montagna è alta e tocca il buio a ovest. Si erge sul mare.

Il più alto massiccio roccioso dietro il Monte buio. Nella fessura della lingua di neve. Ampia vista, vista dall'alto, terreno pietroso. Salivamo in direzione della cresta. Dalla cima e verso nord. Tra i denti della cresta.

Marciavamo. Erto pendio. Sporgenza ariosa. Ad ovest attraverso la forra di Piano Alto, si vedono le isole minori, dai molti relitti tra gi scogli. Compreso il nostro. Il mio.

Dalla cima. Vedi. Di nuovo. Imponenti profili. Erta fredda cima. Circondata dalla macchia quasi nera della foresta. Le fauci aperte, come quelle di un predatore zannuto. Cresta screpolata. Denti affilati e appuntiti.

Sulla cresta emerge. Il Passo storto. Color verde-rame. Un ripido sentiero si snoda. A oriente attraverso la forra. Seguo uno dei due solchi. Qui ci si dovrebbe assicurare con le corde.

Le rondini volano. Fuori e dentro. Attraverso le fessure. Silenzio intorno a un grido di gabbiano. Qui c'è stato qualcuno? Tra calde cosce. Vicino alla schiena. Sottovento. Schiena del monte. Cintura sottovento. Sottovento.

Là dove finisce il continente e comincia l'orizzonte. La dolce brezza del pomeriggio rinfranca. 

Qui. Dove finisce il ricordo ed inizia l'ultima stagione.

 

III - fine

 

 
 
 
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