Creato da socrateinerba il 31/08/2007

VERO O FALSO?

Condizionamenti sociali e autenticità. Illusioni. Le maschere allo specchio. Correre verso la moralità comune o verso se stessi?

 

 

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Post N° 24

Post n°24 pubblicato il 13 Ottobre 2007 da socrateinerba

i condizionamenti religiosi

Per chi non crede, individuare nell’ambito religioso il più classico dei condizionamenti è opera assai facile. 

Si potrebbe sostenere che fin dalla nascita siamo privati della libertà di aderire ad un credo, di seguire il proprio cammino interiore se siamo subito condotti a diventare cristiani, musulmani, ebrei, induisti, buddhisti o altro ancora….  

Opera più ardua è per chi, come me, crede e poggia saldamente su Dio la sua esistenza, individuare in tanti condizionamenti religiosi e provenienti da una distorta interpretazione della fede, la causa della formazione di stereotipi, sensi di colpa, fino a tante nevrosi e malattie..

Apparire a se stessi e agli altri come credente è davvero semplice ed evita tanti percorsi interiori ardui e difficili da intraprendere. Pensare che esista un dio posto al di fuori di se stessi, un dio "giudicante" a cui ricorrere ogni volta che i propri comportamenti non sono conformi alle norme “preconfezionate” impartite, che benedice e perdona, è il modo di credere dei più, di coloro che si fermano alla superficie di una fede da comprare alla messa alla domenica.

Il senso di colpa

Riterrei che uno dei bagagli più pesanti che si porta con sé questo tipo di fede, che scandisce le scelte, gli orientamenti, le prospettive  è il senso di colpa.

L’incogruenza profonda generata da una immagine ideale di sé (socialmente desiderabile integerrima, impeccabile, sempre all'altezza della situazione) e l'immagine reale che ciascuno possiede della propria persona può generare profonde spaccature interiori. Questo succede a chi pretende molto da sé, a chi  mantiene un atteggiamento di autocritica e di rigida credenza a una serie di precetti “a cui adeguarsi per essere felici”.
Il senso del dovere, il senso di responsabilità, la percezione di aver sbagliato di fronte ad uno sguardo di Dio severo e punitivo (piuttosto che un Dio che regala amore e libertà!!) genera rimorso, vergogna,
risentimenti, senso del “debito permanente” sensazione di inadeguatezza……

http://www.iconas.it/Psico%20Religione/Psicoreligione.htm
http://www.thebodyissacred.org/it/index.asp
http://www.geagea.com/41indi/41_03.htm

http://www.galileonet.it

Il capro espiatorio

Davanti alla colpa, infatti, noi operiamo  delle difese ideologiche e comportamentali che sono un raffigurare perenne del "capro espiatorio".. Attribuiamo fuori di noi qualcosa che è dentro di noi perché pensiamo di essere incapaci di portarne il peso.  Non sono gli altri che mi fanno "venire i sensi di colpa" ma sono io piuttosto che davanti ad alcune sollecitazioni esterne faccio memoria di qualcosa che non va e, questo non posso e non voglio accettarlo. Da qui nasce la rabbia, la contestazione, i dissensi, giù giù fino alle lotte contro la vita, i comportamenti sociali errati, ecc.

http://www.geagea.com/11indi/11_16.htm
http://lafrusta.homestead.com/rec_girard.html
http://www.radio.rai.it/radio3/uomini_profeti/archivio_2001
/eventi/2001_10_20_girard/

 
 
 
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