Creato da vistadesign il 20/07/2008

occhiali passion

come vedere bene e apparire migliori

 

 

MADE IN CHINA

Post n°17 pubblicato il 04 Agosto 2009 da vistadesign
Foto di vistadesign

Meno 800 in Friuli, più 3000 in Cina“: La Safilo, infatti, che vanta un fatturato di oltre un milardo di euro e che occupa una posizione leader nella produzione di occhiali di lusso, ha deciso di spostare la produzione dei suoi occhiali in Cina, costruendo uno stabilimento di vaste dimensioni nei pressi di Shangai.

Contemporaneamente all’apertura dello stabilimento a Shangai verranno chiuse due fabbriche in Friuli con conseguente licenziamento di circa 800 persone

 
 
 

DOLOMITI IN MASCHERA : DAL COMELICO SUPERIORE IL MATAZIN

Post n°16 pubblicato il 19 Febbraio 2009 da vistadesign
Foto di vistadesign

 

 

La maschera del Matazin ha caratteristiche di Annunciatore e di Bello.
Il suo abito è quanto di più ricco ed elegante si possa immaginare.
Il copricapo della maschera è costituito da un cilindro rigido detto calotta, la cui fodera esterna è solitamente realizzata in velluto di colore intenso onde valorizzare le numerose file di perle ed i monili che vi sono incastonati e che vengono realizzati di anno in anno variando ogni volta disegno.
Il copricapo è foderato parzialmente anche all' interno e presenta, cucita nella base, una coppola di appoggio per la testa.
La calotta di Casamazzagno ha l' orlo superiore fatto a cappe culminanti con ornamenti floreali di carta diversamente colorata , appena sporgenti ed è caratterizzata dalla presenza di tre specchietti.
La forma della "canna" ovvero della calotta, dà grande slancio alla figura del personaggio che appare solenne.
Il suo peso è però oneroso e comporta un notevole impegno sia per motivi di equilibrio che per fatica fisica.
Il Matazin, infatti, non deve mai rimanere fermo ma è obbligato a saltellare con appoggi fitti, a danzare e saltare.
Il momento più significativo della danza è il salto, tanto più valente ai fini auspicatori, quanto più alto ed elegante è eseguito.
Esso si effettua ad ogni incontro significativo ed è ripetuto all' inizio di ogni ballo di coppia.
Per motivi estetici, ma anche per necessità pratica, la testa del Matazin è avvolta in un bianco fazzoletto lavorato a cappe, che va ben fissato e teso con laccetti sotto il mento in modo da consentire un più comodo appoggio della calotta.
Esso lascia intravedere il solo copri viso.
Fino a pochi anni or sono questo veniva realizzato in legno leggero, aveva aspetto altero ed era dipinto di bianco e segnato da corti baffi e da un pizzetto.
Gli stessi segni si riportano oggi, col carboncino, sul viso scoperto anche se la tendenza è quella di recuperare la maschera originale.
Da quando non si usa più il copri volto, è divenuto tipico dipingere sulle guance dei personaggi i segni delle carte da gioco, a due per coppia.
Se il primo Matazin è ornato con quadri e fiori, il secondo (o il Lacché se per Dosoledo) porta Picche e Cuori.
Il Matazin indossa una maglia candida, con delle maniche posticcia in seta, di colore diverso, coperte da soprammaniche in pizzo, fermate appena sopra il gomito e al polso da due lacci colorati.
Sulla parte anteriore della maglia spiccano sette o più collane dorate.
Posteriormente viene indossata una sonagliera che tintinna durante tutto il rito.
Questo strumento sonoro è avvolto in un leggero velo che ne addolcisce il suono.
Il fissaggio è diverso e tende al minor intralcio possibile.
I campanelli debbono risultare ben coperti, anche durante la danza, dall' addobbo posteriore.
Tale copertura è costituita da una serie di fazzoletti serici, sfrangiati, dai colori vivaci, cuciti per un vertice, sul retro della maglia, in linea con l' altezza delle spalle.
Essi vanno a formare una grande mantellina multicolore che risulta completata da altri due fazzoletti esterni cuciti per un angolo sulle rispettive spalle e che debbono essere tenuti per l' angolo adiacente, tra le dita del Matazin in modo che un lato frangiato corra tutto lungo il braccio e il lato opposto cada come una specie di grande ala.
L' effetto è spettacolare, specie durante le piroette del ballo poiché si ha l' illusione di una mantellina unica con infinite colorazioni.
Il Matazin porta pantaloni fatti con le stesse stoffe usate per le maniche rispetto alle quali i colori si presentano incrociati: se, ad esempio, il braccio destro porta il colore rosso e il sinistro è blu, la gamba destra sarà vestita in blu, e la sinistra in rosso. 2

Le tinte della divisa possono essere diverse, (gialle, verdi ecc) purchè lucenti, riflettenti, seriche.
L' importanza di questa caratteristica ci è sempre stata sottolineata da gli anziani.
L' insistenza, e la presenza di nastri e specchi che tendono a far "brillare" la maschera, è tutta tesa
A valorizzare il senso sacro.
All' altezza del bacino, questo Matazin è cinto da una fascia (cintura) che richiama la calotta sia nel colore che nell' intarsio di perle, collane e spille.
Sotto di essa viene fissato un fazzolettone di mussola frangiato, di colore bianco con ornamenti floreali (rose), piegato a metà, in modo da formare un triangolo di copertura anteriore con vertice in basso.
A Padola, anticamente, non si usava indossare questo capo. I pantaloni del Matazin si concludono al ginocchio, stretti da calzettoni bianchi ricamati finemente con disegni a colori.
Torniamo al copricapo che, nella sua parte bassa posteriore, è anche apice e punto di fissaggio di un finissimo velo bianco che scende fino all' altezza delle ginocchia o poco più sotto.
Sempre dal medesimo punto, esternamente, partono una sessantina di nastri di seta diversamente colorati e lunghi quanto il velo sul quale appoggiano e scorrono durante la danza senza intralciare i movimenti del danzatore.
L' ultimo nastro è più largo e dello stesso colore del grande fiocco che copre ed abbellisce il vertice.
Il Matazin tiene tra le mani, sempre inguantate di bianco, due oggetti significativi: nella destra, uno scettro leggero, la bagolina con punta sferica, segno di autorità e di comando; nella sinistra, un contenitore d' argento valorixxato da un civettuolo fazzolettino candido, ornato di pizzo che è fisso al guanto.
Il portagioie, rotondo, contiene piccoli confetti che vanno donati alla folla durante le brevi soste dalla danza.

 
 
 

CARNEVALE IN CADORE MASCHERA TIPICA "AL SMOTAZIN"

Post n°15 pubblicato il 18 Febbraio 2009 da vistadesign
Foto di vistadesign

Il personaggio, pur richiamandosi al nome degli altri Auspicatori Belli, è, a Lozzo di Cadore, una figura sicuramente diabolica che viene rappresentata vestita di rosso, con una maschera lignea purpurea ed atteggiata a scherno.

 

La maschera trova probabile collocazione originale nel corteo tipico per la festa di S. Nicolò, come per altri esempi simili in limitrofe zone alpine.

 

Lo Smotazin è tenuto alla briglia da un Bello in grande uniforme rappresentando ciò il Bene che tiene a bada il Maligno.

 
 
 

L’OCCHIALE DEL FUTURO SI MONTA E RIMONTA A SECONDA DELLE ESIGENZE

Post n°14 pubblicato il 18 Febbraio 2009 da vistadesign
Foto di vistadesign


Fotocamera, bluetooth, data logger, sono tra le principali tecnologie che saranno parte integrante di un occhiale: i ricercatori di Certottica tenteranno di accorpare queste apparecchiature elettronica alla montatura, per cui astine e lenti saranno intercambiali a secondo della tecnologia informatiche di cui si ha bisogno. Nel campo dell’occhialeria si svolta pagina e la concezione dell’occhiale tradizionale, un pezzo unico, appare quasi superata. Il prototipo che sarà messo a punto dai ricercatori potrebbe davvero segnare una tappa importante sia nel mondo del lavoro che dello sport. Perché? Perché questi strumenti elettronici rispondono alle esigenze del consumatore finale che svolge il proprio lavoro oppure praticare sport in sicurezza e senza impedimenti.
Il progetto, denominato ‘Studio di un occhiale polifunzionale pluriaccessoriato’, è stato presentato da Certottica e da un pool di aziende del distretto dell’occhiale nell’ambito della Legge Regionale n. 8/2007. L’importanza della ricerca è stata, perciò, riconosciuta dalla Regione, ma ha suscitato interesse anche nella partecipazione dell’Università di Padova. Il contributo più rilevante sarà dato dai rappresentati delle aziende che credono nel valore strategico del progetto.
L’occhiale che Certottica sta ideando e studiando si adatterebbe a un’implementazione dei dispositivi all’interno della montatura offrendo, oltre le lenti di prescrizione che saranno intercambiali a seconda dell’uso, utili accessori oggi comunemente utilizzati tutto il girono. Si otterrebbe, in tal modo, un nuovo occhiale da vista e/o da sole che sarà agevolmente impiegato nel mondo del lavoro e dello sport: sarà un nuovo occhiale, dalla struttura modulare che non segue principalmente la moda bensì le esigenze di chi lo indossa. Facciamo un banale esempio. Una persona che per lavoro passa molto tempo al volante non deve nessun impiccio: un bluetooth integrato all’occhiale consente di eliminare fastidiosi auricolari o altre apparecchiature e le lenti possono essere da sole o da vista a secondo delle necessità. Effetti positivi potrebbero verificarsi anche sul versante della contraffazione: in questi ultimi anni il grande sviluppo dell’industria italiana, per quanto riguarda la produzione di montature, si è scontrato con la competitività dei paesi Far-East (Cina, Corea, Taiwan). Si assiste ad continua erosione di mercato da parte dei produttori extra UE con prodotti taroccati che costituiscono a un mercato sommerso di enormi proporzioni. Questo fatto è da imputarsi alla mancanza di sistemi di anticontraffazione che rendono automatico e affidabile il controllo e l’identificazione. Un problema che potrebbe essere risolto con il data logger, un dispositivo elettronico che consentirebbe di immagazzinare tutti i dati dell’occhiale, dalla sua fabbricazione al dettagliante fino all’utilizzatore inserendo i dati dell’acquisto e dell’acquirente. Sarebbe, inoltre, possibile memorizzare tutti gli interventi di riparazione o variazione dell’occhiale e diverrebbe la carta d’identità dell’occhiale e del proprietario: oltre che anticontraffazione sarebbe, pure, un occhiale antifurto.


 


 

 
 
 

Neve, freddo è tornato l'inverno in Cadore

Post n°13 pubblicato il 18 Febbraio 2009 da vistadesign
Foto di vistadesign

Erano passati ormai molti anni senza vedere tutta questa neve, infatti l'ultimo inverno con precipitazioni così abbondanti risaliva agli anni 70. Scriveva un Alpino, proveniente dalla pianura Veneta, alla madre " è caduta così tanta neve che ci vorranno almeno due o tre anni prima che se ne vada via"

 
 
 

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