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Provocazioni inutili.

Post n°499 pubblicato il 17 Ottobre 2011 da VoceProletaria

Le provocazioni e la violenza del governo reazionario

non fermeranno la mobilitazione operaia e popolare! Via Berlusconi!

15 ottobre: un’enorme manifestazione ha invaso le vie di Roma. Centinaia di migliaia di partecipanti sono scesi in piazza per non pagare la crisi e il debito che l’oligarchia finanziaria e il suo Stato riversano sulle spalle dei lavoratori, dei giovani, delle donne, dei pensionati. Uniti nella lotta contro la disoccupazione, la precarietà, le privatizzazioni e le spese di guerra, la corruzione e la mafia.

La sfiducia verso le istituzioni borghesi, il rifiuto dei diktat capitalisti, la volontà di cambiamento, accomunavano la massa dei manifestanti.

Di fronte all’imponente mobilitazione il governo reazionario di Berlusconi e del suo ministro di polizia – il leghista Maroni – ha scatenato un furioso attacco alla manifestazione, senza dubbio pianificato. Il clima era stato preparato nei giorni precedenti, anche con l’inaccettabile divieto di manifestare nel centro storico.

Risultato: i palazzi del potere sono stati protetti e la manifestazione aggredita. Dapprima è stato spezzato in due il corteo, approfittando delle azioni irresponsabili di gruppi anarcoidi; poi è stato impedito al grosso dei manifestanti di arrivare a piazza san Giovanni, che è stata assediata e quindi svuotata con cariche brutali. Infine sono stati operati rastrellamenti e perfino irruzioni dentro gli ospedali.

Migliaia di giovani, di disoccupati, di studenti, di lavoratori hanno resistito per ore alla violenza poliziesca e alle provocazioni, sono rimasti in piazza difendendosi, esprimendo la loro protesta e la loro rabbia.

Tra i manifestanti si lamentano centinaia di feriti (tra cui alcuni gravi) e decine di arresti. Viste le cariche  – con blindati lanciati a tutta velocità contro i manifestanti – solo per caso non ci sono state vittime.

La vergognosa gestione dell’ “ordine pubblico” è stata funzionale a precisi obiettivi politici: occultare le ragioni della giornata di lotta, criminalizzare l’opposizione sociale, attaccare la libertà di manifestazione.

Ora tutti i partiti borghesi, reazionari o riformisti, condannano “i manifestanti violenti”, compattandosi a difesa dell’ordine capitalista.

La verità è però sotto gli occhi di tutti: il vero e unico responsabile della violenza e della devastazione sociale è il governo reazionario Berlusconi, il peggior governo dell’Italia repubblicana e uno dei peggiori al mondo. E’ significativo che il 15 ottobre si è manifestato in più di 80 paesi, ma solo in Italia ci sono stati scontri.

Questo governo vuole restare incollato alle sue poltrone intensificando il saccheggio antipopolare, attaccando frontalmente il movimento operaio e popolare, liquidando le libertà democratiche.

Ma ha fatto male i suoi conti: la giornata di lotta del 15 ottobre ha segnato il suo fallimento definitivo di e dato il preavviso a qualsiasi altra compagine borghese che volesse continuare con la stessa politica al servizio esclusivo dei monopoli capitalisti, della BCE, della UE e della NATO.

La chiave della situazione sta nelle mani della classe operaia. Lo sciopero di venerdì 21 degli operai Fiat e Fincantieri – a cui va la nostra piena solidarietà – sarà un altro importante momento per far cadere Berlusconi sul versante della lotta operaia.

Continuiamo a riempire le piazze, non fermiamoci! Siamo la maggioranza e siamo stufi! Rafforziamo il fronte unico di lotta del proletariato, creiamo sulla sua base un ampio fronte popolare per aprire la via ad un’alternativa di rottura rivoluzionaria. 

Esigiamo la cacciata del governo della miseria e della violenza antipopolare!

Diamo vita ad una grande e ininterrotta mobilitazione per cambiare pagina, per un governo che sorga dalla lotta unitaria delle masse  sfruttate e oppresse, il solo che potrà salvare il paese dalla rovina.

Di importanza fondamentale è costruire un forte partito comunista, guidato dai principi del marxismo-leninismo e basato sul movimento operaio. Organizziamoci!

16 ottobre 2011                                                              Piattaforma Comunista

 

 
 
 
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