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Biografia di mister B
In Italia molti ragionano per fazione di appartenenza. Ci sono i fans di mister B, che qualsiasi cosa negativa faccia sono pronti a giustificarla o a negarla.
Poi ci sono quelli che lo detestano e il meccanismo funziona allo stesso modo, solo al contrario.
Ma le fazioni non sono solo queste, ci sono i qualunquisti che non vanno a votare perché tanto fanno tutti schifo, poi ci sono quelli che scelgono secondo convenienza, oppure quelli che il voto se lo svendono per l'ennesima promessa di un posto di lavoro o per poche decine di euro.
Eppure sapere chi si vota, in un sistema democratico sarebbe importante, nonostante abbiamo un sistema elettorale che ci impedisce di esprimere una preferenza obbligandoci a votare le persone che scelgono i partiti. Il loro potere inizia con il disinteresse, si pensa che la politica non ci riguardi e sia riservata a chi ha i soldi. Un altro duro colpo è non distinguere più tra politici capaci e incapaci, tra onesti e disonesti, a quel punto il voto perde di significato. In questo contesto si sviluppa il voto di scambio e l'astensione, svendendo il diritto di voto per pochi euro, perdendo in questo scambio tutti i diritti: il lavoro, la libertà, il futuro.
Usciamo dalle fazioni e proviamo a ricostruire chi è mister B, una sintesi utile a chiarirsi le idee.
Nasce il 29 settembre 1936 a Milano. Laureato in Giurisprudenza, inizia la sua professione d'imprenditore nel settore dell'edilizia. Suo padre Luigi lavora presso la Banca Rasini e quando nel 1963 fonda la Edilnord, tra i soci accomandanti c'è Carlo Rasini e il commercialista svizzero Carlo Rezzonico. Nel 1983 la Banca Rasini sale agli onori della cronaca, per via dell'Operazione San Valentino, nel corso della quale si scopre che tra i correntisti miliardari della Rasini vi sono Totò Riina, Pippo Calò e Bernardo Provenzano. Parte dei vertici della banca vengono processati e condannati, in quanto emerge il ruolo della Banca come strumento per il riciclaggio dei soldi della criminalità organizzata.
Dal 1969 al 1979 si occupa del progetto e della costruzione di "Milano 2", la città satellite alle porte del capoluogo lombardo, cui segue la realizzazione di "Milano 3" e del centro commerciale "Il Girasole". Conoscendo i meccanismi del mattone viene da chiedersi come abbia ottenuto le autorizzazioni e con quali capitali abbia iniziato.
Nel 1977 compra la villa di Arcore, ex convento rinascimentale, per secoli appartenuta alla famiglia Casati Stampa Soncino: 145 stanze con relativi arredi, collezioni pregiate di quadri e libri ed ettari di parco. Ne è proprietaria una ragazzina di 19 anni, Annamaria Casati Stampa, rimasta orfana all'improvviso il 30 agosto 1970 quando il padre uccide la moglie sorpresa con l'amante, prima di suicidarsi.
Annamaria vuole andarsene in Brasile ed essendo ancora minorenne nel 1973 incarica il tutore, tra i cui assistenti c'è un giovanissimo Cesare Previti, di vendere la Villa esclusi gli arredi, la pinacoteca, la biblioteca e le circostanti proprietà terriere. L'acquirente è mister B, il mediatore è Previti e il prezzo pattuito 500 milioni, tutto compreso, anche quello che l'erede aveva esplicitamente escluso dalla vendita. Le banche valuteranno la villa di Arcore, appena pagata mezzo miliardo a rate, oltre 7 miliardi.
Nel 1980 si dedica alla produzione televisiva, settore allora ancora inesplorato e senza regole. Nascono Canale 5, prima rete televisiva nazionale alternativa alla RAI, e Publitalia, la concessionaria di pubblicità. Il successo ottenuto con Canale 5 lo spinge anche ad acquistare le reti televisive Italia Uno (da Rusconi nel 1982) e Retequattro (da Mondadori nel 1984) che trasforma in un network nazionale. Secondo un detto popolare i soldi onestamente non si fanno. Come ha finanziato queste operazioni? Quali garanzie ha offerto ai suoi finanziatori?
Nel 1983 la Guardia di Finanza, nell'ambito di un'inchiesta su un traffico di droga, aveva posto sotto controllo i telefoni di mister B. Nel rapporto si legge: «È stato segnalato che il noto Silvio Berlusconi finanzierebbe un intenso traffico di stupefacenti dalla Sicilia, sia in Francia che in altre regioni italiane. Il predetto sarebbe al centro di grosse speculazioni edilizie e opererebbe sulla Costa Smeralda avvalendosi di società di comodo...». L'indagine non accertò nulla di penalmente rilevante e nel 1991 fu archiviata.
Nel 1985 divorzia da Carla Dall'Oglio, dalla quale ha avuto due figli, ed ufficializza il legame con Veronica Lario (al secolo Miriam Bartolini), attrice, che sposerà poi nel 1990 e da cui avrà tre figli.
Sempre nell'anno 1985 un pretore ordina l'oscuramento delle sue televisioni, perché il meccanismo per avere una programmazione nazionale, trasmettendo da varie emittenti locali la stessa registrazione alla stessa ora, viene giudicato fuori legge. In suo aiuto interviene Bettino Craxi, allora presidente del consiglio, che con due decreti autorizza di fatto le trasmissioni televisive private a diffusione nazionale. La nuova normativa rafforza il duopolio RAI-Fininvest. Craxi lo aiuta solo per amicizia?
Come in ogni sanatoria sono state penalizzate le aziende che rispettano le regole e aspettano di essere autorizzate per dare inizio a nuove attività. Le piccole emittenti locali sarebbero costate molto di più se fossero state in possesso di una licenza nazionale. Una speculazione simile a quella fatta dai palazzinari quando acquistano a cifre irrisorie dei terreni classificati come agricoli da anziani contadini, per poi improvvisamente farseli trasformare in edificabili. Pratiche del genere non sono frutto di intelligenza o bravura, ma di corruzione e raggiri, con conseguenze distorsive sul mercato.
Nel 1989 comincia la cosiddetta "guerra di Segrate" che vede mister B da una parte e Carlo De Benedetti, Caracciolo e Scalfari dall'altra. Alla fine il gruppo Mondadori viene diviso: il settore della produzione dei libri e il settimanale Panorama passano a mister B, mentre l'Espresso e altri giornali locali vanno a De Benedetti e Caracciolo. Anche questa vicenda è stata viziata dalla corruzione. Il 22 settembre 2010 la Corte d'Appello di Milano ha condannato le aziende di mister B a risarcire Carlo De Benedetti con circa 500 milioni di euro in conseguenza del danno provocato dalla corruzione del giudice Vittorio Metta per mano di Cesare Previti.
Intanto nel 1990 per ottemperare formalmente alla legge Mammì sull'editoria, mister B cede "Il Giornale" al fratello Paolo. Così si garantisce il pluralismo in Italia.
In quell'anno arriva la prima condanna per mister B: la Corte d'Appello di Venezia lo dichiara colpevole di aver giurato il falso davanti ai giudici, a proposito della sua iscrizione alla lista P2. Nel 1989, però c'era stata un'amnistia che estingue il reato.
Nel 1992 scoppia tangentopoli e il suo amico Craxi viene travolto dagli scandali, che lo porteranno a fuggire in Tunisia, lasciando mister B senza protezione.
Nel 1994 viene accusato di aver pagato tangenti a ufficiali della Guardia di Finanza, per ammorbidire i controlli fiscali su quattro delle sue società (Mondadori, Videotime, Mediolanum, Telepiù). In primo grado è condannato a 2 anni e 9 mesi per tutte e quattro le tangenti contestate, senza attenuanti generiche. In appello, la Corte concede le attenuanti generiche, così scatta la prescrizione per tre tangenti. Per la quarta (Telepiù), l'assoluzione è concessa con "formula dubitativa" (comma 2 art. 530 cpp).
Nel 1994 avviene la "discesa in campo" di Silvio, che grazie alle sue televisioni e giornali è riuscito a convincere tanti telespettatori a votare il suo nuovo partito. Ha messo a frutto tanti anni di esperienza nelle televendite, vendendo questa volta un partito-prodotto nato a tavolino sulle ceneri dei vecchi partiti.
"Forza Italia" viene strutturata come un'azienda nella quale lui è il padrone, non esiste confronto interno, vengono assunte persone di ogni estrazione, unico requisito richiesto è la fedeltà e la bella presenza per le donne. Dentro c'è di tutto ex comunisti come Bondi, ex socialisti, ex democristiani e tanti ex dipendenti Fininvest, che nel '94 aveva debiti per 4 mila miliardi di lire.
Da allora tutto quello che fa diventa argomento di discussione politica, tralasciando i problemi dei cittadini. Così tutti i processi in cui è coinvolto diventano un complotto contro il capo eletto dal popolo, tanto che molti non sanno nemmeno di cosa sia accusato.
All Iberian 1: è indagato per 21 miliardi di finanziamenti illeciti a Bettino Craxi, passati attraverso la società estera All Iberian, in primo grado è condannato a 2 anni e 4 mesi. In appello, a causa dei tempi lunghi del processo scatta la prescrizione del reato. La Cassazione conferma.
All Iberian 2: mister B è rinviato a giudizio per aver falsificato i bilanci Fininvest. Il dibattimento, dopo molte lungaggini e schermaglie procedurali, si è concluso con la legge che ha depenalizzato il falso in bilancio.
All Iberian 3: La Procura della Repubblica di Milano ha indagato sulla rete di società estere del gruppo Fininvest, contestando falsi in bilancio e operazioni che hanno generato un migliaio di miliardi di fondi neri.
Quella sulla depenalizzazione del falso in bilancio è una delle cosiddette leggi ad personam, che il presidente del consiglio si è fatto per risolvere i propri guai giudiziari. I suoi sostenitori confondono l'impunità con la presunzione di innocenza.
Le attuali sanzioni per chi commette il reato di "false comunicazioni sociali" non costituiscono un deterrente efficacie, infatti si rischia meno facendo truffe milionarie a migliaia di azionisti e risparmiatori, che vendendo CD contraffatti. Questa legge ha minato le basi dell'economia di mercato, dando un vantaggio enorme a chi non rispetta le regole. In tutti i paesi industrializzati falsificare il bilancio è considerato un reato gravissimo, ad esempio l'amministratore di Enron negli Stati Uniti sta scontando una condanna a 24 anni di carcere.
Se cambiamo il settore e prendiamo il calcio, sembra che il suo modo di fare non cambi.
Nel 1993 compra Lentini dal Torino ufficialmente per 18 miliardi di vecchie lire e pagandone altri 10 in nero all'allora presidente della società granata Gianmauro Borsano. Il processo si è concluso nel 2002 con il proscioglimento di tutti gli imputati per intervenuta prescrizione.
In tempi recenti, nel processo su calciopoli, sono emerse intercettazioni con pressioni e minacce da parte della dirigenza del Milan per ottenere designazioni favorevoli.
I processi a carico del premier sono molti, tutti bloccati dal legittimo impedimento, che in pratica gli evita di essere giudicato. I suoi avvocati hanno escogitato qualsiasi trucco per prolungare i processi e far scadere i termini della prescrizione. Quando non è stato possibile si approvate leggi ad hoc.
È imputato anche in processi per mafia.
Il senatore Marcello Dell'Utri avrebbe svolto un'attività di «mediazione» e si sarebbe posto quindi come «specifico canale di collegamento» tra Cosa nostra e mister B, al quale i boss avrebbero garantito protezione per sé e i suoi familiari.
Non ci sono prove di un «patto» elettorale tra le cosche e Forza Italia, in seguito alla sua discesa in campo, solo un dato statistico: in Sicilia vinse nel 100% dei collegi elettorali.
Sono queste le motivazioni della sentenza con la quale, il 29 giugno 2010, la Corte d'Appello di Palermo ha condannato a sette anni di reclusione Marcello Dell'Utri per concorso esterno in associazione mafiosa.
In Spagna mister B, insieme ad altri manager Fininvest, è stato accusato di violazione della legge sulle televisioni private e frode fiscale per 90.150.000 euro nelle operazioni di compravendita dell'emittente Telecinco. Il processo è stato sospeso dal 1999 al 2006 per l'immunità di cui godeva in qualità di eurodeputato prima e di capo di stato estero poi.
Nel 2008 vengono tutti assolti per insufficienza di prove, la sentenza ammette che "possono esserci delle irregolarità contabili in alcune operazioni, ma non esistono elementi sufficienti per affermare che fossero finalizzate all'evasione fiscale".
L'avvocato inglese David Mills è stato condannato a 4 anni e sei mesi per corruzione in atti giudiziari. I giudici lo hanno riconosciuto colpevole ritenendo valido l'impianto dell'accusa, secondo cui Mills fu corrotto "con almeno 600.000 dollari" da mister B per testimoniare il falso nei processi per le tangenti Fininvest alla Guardia di Finanza e in quello All Iberian. Il legale è stato inoltre interdetto per 5 anni dall'esercizio dei pubblici uffici e dovrà risarcire 250 mila euro alla presidenza del consiglio, costituitasi parte civile. Insieme a Mills era imputato anche mister B, ma la posizione processuale del premier è stata stralciata prima per il lodo Alfano e poi per il legittimo impedimento.
Continua a fare i suoi interessi a danno del mercato, tanto da dover essere richiamati anche dalla Commissione europea nel 2010 per i contributi statali sui decoder del digitale terrestre, considerati aiuti di Stato in quanto avvantaggiavano alcune aziende a danno delle TV satellitari. Adesso le emittenti digitali terrestri che offrono servizi a pagamento, in pratica Mediaset, devono restituire gli incentivi e i relativi interessi.
In molti Paesi hanno messo all'asta le frequenze aggiuntive del digitale terrestre, recuperando parecchi miliardi di euro utili a fronteggiare la crisi. In Italia questi soldi sono stati chiesti a insegnanti, medici e lavoratori, mentre le frequenze sono state assegnate gratis non solo alla televisione pubblica, ma stranamente anche a quella di mister B.
Negli ultimi mesi si è aggiunta l'ennesima puntata alle avventure di mister B con il Fisco. Antigua è un paradiso della natura, ma anche un paradiso fiscale, attira i turisti innamorati del suo mare e chi ha capitali da occultare con operazioni offshore. Grazie ad una inchiesta di "Report" abbiamo saputo che mister B ha investito oltre venti milioni per acquistare una serie di immobili sull'isola.
Negli ultimi anni è stato coinvolto in numerosi scandali nei quali prostitute di ogni età vantavano di essere state ingaggiate per soddisfare i suoi desideri. Non ha mai smentito, anzi si compiace che a 74 anni possa ancora essere considerato un maschio attivo.
La cosa non può che portare nel 2009 al divorzio con Veronica Lario, a cui l'ex marito dovrà pagare 300.000 euro al mese e lasciare l'usufrutto di Villa Belvedere, un'inezia in proporzione al suo patrimonio.
Le relazioni dei diplomatici americani lo definiscono "incapace, vanitoso e inefficace come leader europeo" e pensano sia "fisicamente e politicamente debole", e probabilmente anche tedeschi o inglesi se ne sono accorti. Non lo dicono apertamente ma ormai l'Italia è assente in quasi tutte le istituzioni internazionali e raramente viene invitata nei summit ristretti con Francia e Germania.
La sua incapacità nel risolvere i problemi si è manifestata chiaramente nella vicenda dei rifiuti in Campania e nella ricostruzione dell'Aquila, dove si è limitato a favorire la speculazione edilizia di qualche amico che la notte del 6 aprile 2009 alle 3 e 32 rideva.
1 agosto 2013 - i giudici della Cassazione, presieduta da Antonio Esposito, hanno confermato le condanne per frode fiscale a carico di Silvio Berlusconi, degli ex dirigenti Mediaset Daniele Lorenzano e Gabriella Galetto e del produttore cinematografico Frank Agrama. Dei quattro anni di reclusione, tre sono coperti da indulto e l'anno residuo da scontare ai domiciliari o con l'affidamento ai servizi sociali, grazie a leggi promosse dai suoi governi. Le stesse leggi di cui beneficiano altre migliaia di delinquenti che continuano ad esercitare impunemente le loro attività illecite.
Gli italiani ora devono decidere se seguirlo nel suo declino, oppure lasciarlo al suo delirio di onnipotenza. Sarebbe il primo caso di nave che affonda con il capitano.

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Inviato da: amandaclark82
il 30/12/2016 alle 12:52
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