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Decisione irrevocabile

Post n°11 pubblicato il 18 Febbraio 2007 da mekong_delta
 

Non c'è stato nulla da fare.

Lei è diventata di ghiaccio, io le sono stato accanto in ogni momento fino a quel maledetto 10 marzo.

Sono stato io che le ho prenotato la visita all'aied, sono stato io che l'ho portata in un ospedale in via di pietralata per tutte le analisi del caso prima dell'interruzione di gravidanza.

Non volevo lasciarla sola in questo momento così difficile. io l'amavo alla follia. anche se con la morte nel cuore, avevo deciso di non lasciarla sola per ricoprirla di calore e amore.

Ho provato ogni tanto a dire "però prima organizziamoci, stiamo un giorno fuori, stacchiamoci da tutto e tutti e parliamo un pò".

Ma lei mi rispondeva "non c'è niente di cui dobbiamo parlare". Argomento chiuso.

Ovviamente nei giorni che sono seguiti fino al giorno dell'intervento, io ero diventato il suo tappetino.

Mai sono stato trattato con tanta freddezza e cattiveria.

Ma la giustificavo, che sciocco. Mi ripetevo dentro di me che era probabilmente una reazione a questa sua decisione. Lo faceva perchè se si fosse abbandonata a momenti di dolcezza, se si fosse fermata, sarebbe crollata di fronte a questa sua decisione.

Nei giorni a seguire ho visto molte cose che mi hanno stretto il cuore. Tante donne da sole che ponevano fine a gravidanze non volute. E i loro compagni? Dove erano?

Forse non lo sapevano, forse non se ne curavano.

Che tristezza. Io ero lì che cercavo di dare calore ad un pezzo di ghiaccio e lei mi rifiutava mentre magari quelle donne sole avrebbero voluto qualcuno accanto e non l'avevano.

O forse sbagliavo tutto e dovevo stare lontano. é una decisione difficile per una donna e forse vogliono percorrere questa strada da sole.

Non lo so.  

Ogni giorno che passava e il 10 marzo, il giorno dell'intervento, si avvicinava mi sentivo sempre più spossato.

Mi appoggiavo al mio amico farfallone che mi consigliava da sempre di divertirmi e di non farsi il sangue amaro se lei era ancora con il marito. Ma questa volta anche lui non riusciva a rider. Anche lui era triste.

Un giorno mi confidò "Questa vostra decisione è un triste finale di una storia d'amore che guardavo con ammirazione. Ora non ti resta che lasciarla per sempre dopo l'operazione".

Aveva ragione, dovevo fare così. Se avessi fatto così non avrei vissuto questo maledetto incubo per altri mesi a venire.

Ma io, maledizione, ero sempre innamorato di lei. E quando si è innamorati si mette da parte la razionalità. Si mettono da parte tutti quegli episodi tremendi che mi ha fatto vivere.

Si è vero, tante volte l'avevo scoperta che mi mentiva. ma io mi ostinavo sempre a giustificarla.

E nemmeno l'assistere allo sbriciolamento delle sue frasi dette prima del 20 febbraio del tipo "avremo una famiglia insieme che bello" dopo quella sua "interrompiamo la gravidanza", mi ha svegliato dal mio torpore d'amore nei suoi confronti

e così ho permesso a questa storia di gettarmi nel pozzo più nero e profondo.

 
 
 
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