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L'angolo di Jane

Tutto su Jane Austen e sui libri che mi piacciono!

L'ANGOLO DI JANE

Benvenuti nel mio blog!

Questo spazio è dedicato a recensioni di libri e film, ai miei racconti,  a riflessioni personali di varia natura e soprattutto a Jane Austen, una delle mie scrittrici preferite.

Sono una stella del firmamento
che osserva il mondo, disprezza il mondo
e si consuma nella propria luce.
Sono il mare che di notte si infuria,
il mare che si lamenta, pesante di vittime
che ad antichi peccati, nuovi ne accumula.
Sono bandito dal vostro mondo
cresciuto nell'orgoglio e dall'orgoglio tradito,
sono il re senza terra.
Sono la passione muta
in casa senza camino, in guerra senza spada
e ammalato sono della propria forza.

(Hermann Hesse)

 


 

 

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Il posto dei miracoli - Grace McCleen

Post n°994 pubblicato il 19 Febbraio 2013 da bluewillow
 

Titolo: Il posto dei miracoli Titolo originale: The Land of Decoration Autrice: Grace McCleen Traduzione: Norman Gobetti Casa editrice: Einaudi formato: ebook pag: 293  costo: 9,99 €

“la fede è come l'immaginazione. Vede qualcosa dove non c'è niente, fa un balzo, e a un tratto stai volando”

La piccola Judith McPherson, di appena dieci anni, ha di certo una dose non comune sia di fede che di immaginazione, perché il mondo in miniatura che ha costruito nella sua camera, la terra dell'adornamento, fornito di minuscole case, omini e strade, tutti ricavati da materiali di scarto, diventa lo specchio dei suoi desideri, il posto dove far accadere eventi che verranno replicati nel mondo reale, proprio come miracoli. Se nevica è perché Judith ha steso un velo di soffice ovatta sulla terra dell'adornamento, se invece si ritrova il gatto perduto della vicina è perché Judith ha realizzato un gatto di lana rossiccia per il suo mondo.
A dare il potere di fare miracoli a Judith è stato Dio in persona, una voce che la bambina sente sempre più spesso, soprattutto perché il padre, suo unico genitore, è un operaio sempre troppo stanco o irritato per rispondere alle sue domande, o per capire che a scuola le cose non vanno affatto bene, e che la figlia è perseguitata da un bullo.
La piccola città in cui i McPherson vivono è infatti un covo di tensioni: la fabbrica è in sciopero e il padre di Judith uno dei “crumiri”. Se a questo si aggiunge che la piccola e il padre fanno parte di una setta cristiana che predica l'arrivo dell'Armageddon, e che insieme i due girano di casa in casa cercando di convertire il prossimo, ce n'è abbastanza per capire perché Judith sia spesso sola e abbia davvero poche persone con cui parlare e che capiscano il suo desiderio di ottenere risposte.
La fede può fare miracoli, dice un giorno un predicatore, e Judith si aggrappa a questa speranza: la sua fede potrebbe impedire a a Neil Lewis di metterle la testa nel water come ha intenzione di fare il lunedì seguente a scuola, basterebbe crederci abbastanza. Il primo miracolo avviene: cade una fitta neve imprevista ad Ottobre, che impedisce di aprire le scuole. Ma basta fare miracoli per essere  risolvere i problemi? Ben presto Judith scoprirà che non è così: i bulli saranno sempre più cattivi, sia con lei che con suo padre e la voce di Dio diventerà sempre più strana, più tentatrice: un potere si può usare per il bene, ma anche per il male.
Attraverso un doloroso, difficile, emozionante percorso di crescita, Judith imparerà ad uscire dalla sua terra dell'adornamento, a capire se stessa, le difficoltà del padre che l'ha cresciuta in solitudine, e a fare a meno della voce di quel dio che non parla d'amore, ma di vendetta, e chiede una vita per una vita.

Piccola, delicata, commovente fiaba moderna, “Il posto dei miracoli” è narrato dalla prospettiva della giovanissima Judith,  una Alice che si è persa non nel paese delle meraviglie, ma in un luogo oscuro dove i nemici si chiamano indifferenza, bullismo, intolleranza e disoccupazione.
In un crescendo di coinvolgimento emotivo, difficoltà e attacchi da parte dei giovani bulli, vedremo la paura e lo scoraggiamento insinuarsi in Judith e nel padre, causando nell'una il distacco dalla realtà e il crescere imperioso della voce di dio, nell'altro la perdita di quella fede che sembra invece invadere Judith come un mare in piena.
Capire, alla fine, sarà più importante di credere: capire che un bullo è solo un ragazzino che tratta gli altri nel modo in cui è trattato, che il male è una catena che non si ferma usando i suoi mezzi, che anche un padre può essere a sua volta impaurito, scoraggiato, o incapace di esprimere i propri sentimenti, ma che non per questo non ami la propria figlia.
Grace McCleen si muove in equilibrio su un filo sottile, ondeggiando a volte pericolosamente, su uno strapiombo dove sarebbe facile cadere nel sentimentalismo, o viceversa, in uno sconfortante cinismo. L'esercizio di equilibrismo riesce però molto bene e il risultato, sebbene a volte Judith abbia un modo di esprimersi troppo adulto (citare Richard Dawkins a dieci anni è un po' eccessivo, forse), è quello sperato di far fare “un balzo” al lettore e trascinarlo a forza nella terra dell'adornamento, a vivere con il batticuore in cerca di risposte sfuggenti a problemi eterni, come quello di resistere al male senza usare i suoi mezzi, o di “aver fede” nel buon cuore altrui, cercando alcune risposte nei fatti e non nelle parole.
Il libro affonda a piene mani nella biografia della stessa autrice Grace McCleen, di origine gallese, classe 1981, i cui genitori appartenevano ad una setta cristiana fondamentalista, che in gioventù ha davvero sofferto di isolamento e solitudine, e che si diverte ancora oggi a creare con le proprie mani personaggi e oggetti in miniatura, proprio come la piccola Judith con la sua terra dell'adornamento (qui una interessante intervista, in cui c'è una foto di una delle opere di Grace McCleen, un appartenente ai Little People: è davvero brava). Questo probabilmente significa che tutti i consigli disseminati nel libro su come costruire elementi in miniatura sono probabilmente validi, compreso l'ultimo capitolo che raccoglie dettagliate istruzioni su “Come si fa una mongolfiera”.

Qui il sito ufficiale di Grace McCleen

 
 
 
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