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L'angolo di Jane

Tutto su Jane Austen e sui libri che mi piacciono!

L'ANGOLO DI JANE

Benvenuti nel mio blog!

Questo spazio è dedicato a recensioni di libri e film, ai miei racconti,  a riflessioni personali di varia natura e soprattutto a Jane Austen, una delle mie scrittrici preferite.

Sono una stella del firmamento
che osserva il mondo, disprezza il mondo
e si consuma nella propria luce.
Sono il mare che di notte si infuria,
il mare che si lamenta, pesante di vittime
che ad antichi peccati, nuovi ne accumula.
Sono bandito dal vostro mondo
cresciuto nell'orgoglio e dall'orgoglio tradito,
sono il re senza terra.
Sono la passione muta
in casa senza camino, in guerra senza spada
e ammalato sono della propria forza.

(Hermann Hesse)

 


 

 

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A sangue freddo - Truman Capote

Post n°998 pubblicato il 24 Febbraio 2013 da bluewillow
 

Titolo: A sangue freddo Titolo originale: In Cold Blood Autore: Truman Capote Traduzione: Mariapaola Ricci Casa editrice: Garzanti pag: 391 costo: 19,60 €

Nel 1959 un terribile crimine sconvolse la tranquillità della periferica cittadina di Holcomb in Kansas: il signor Herbert Clutter, sua moglie Bonnie, la figlia Nancy di sedici anni e il figlio Kenyon di quindici furono ritrovati nella loro casa, ognuno legato mani e piedi in una stanza differente, uccisi da un colpo di fucile alla testa. Solo Herbert Clutter era stato prima sgozzato e poi colpito da una pallottola.
Il delitto faceva brancolare nel buio gli investigatori: era noto a coloro che li conoscevano che i Clutter, nonostante fossero benestanti, non tenessero contante in casa, per di più alcuni beni preziosi erano rimasti sul luogo del delitto, cosa che portava ad escludere un movente per rapina; inoltre i Clutter erano estremamente benvoluti ed Herbet Clutter, che aveva dato lavoro a molte persone, era noto per la sua generosità. Fatalità volle che giorno prima di essere ucciso Herbert Clutter avesse firmato una assicurazione sulla vita.
Una famiglia modello sterminata in modo brutale senza un perché suscitava le più oscure paure fra gli abitanti di Holcomb e nell'intera America: tutti pensavano che solo il movente dell'odio o della follia potesse giustificare una tale malvagità, un risentimento certamente bruciante e incontrollabile.
Il New Yorker decise di inviare sul posto un inviato ad intervistare la popolazione locale, e il prescelto fu Truman Capote, allora trentacinquenne.
Per ottenere la fiducia dei riservati abitanti di Holcomb, Capote chiese di accompagnarlo nella sua inchiesta all'amica di infanzia Harper Lee, che appena un anno dopo sarebbe diventata famosa con il suo “Il buio oltre la siepe”, per poi vincere nel 1961 il premio pulitzer.
Insieme i due intervistarono decine di persone,ricostruendo l'immacolata vita dei Clutter che arrivarono a conoscere fin nei più intimi dettagli. Capote ottenne un aiuto fondamentale dall'investigatore capo Dewey che gli permise addirittura di leggere il diario tenuto da Nancy Clutter fino a poco prima della morte.
A sei settimane dal delitto, in seguito ad una soffiata di un carcerato, un tempo dipendente dei Clutter, la verità sulla strage venne a galla: nessun odio, nessuna terribile vendetta, ma un delitto compiuto a sangue freddo, cinicamente premeditato, da parte di due piccoli delinquenti, Richard Hickock (detto “Dick”) e Perry Smith: sulla base delle chiacchiere fatte in carcere, Hickock aveva creduto che i Clutter avessero una cassaforte piena di denaro e aveva cominciato a sognare di rubare il contante, uccidere tutti i testimoni e fuggire in Messico, in quella che nella sua immaginazione era l'esecuzione di un delitto perfetto. Hickock però, nonostante fosse un pessimo soggetto, non era un assassino, per questo chiese aiuto ad un altro ex-carcerato, Perry Smith, che si vantava invece di saper uccidere senza rimorsi, benché le sue fossero forse solo chiacchiere senza fondamento reale.
“A sangue freddo” ricostruisce, con abbondanza di dettagli, tutti gli eventi che portarono alla tragica fine dei Clutter e alla maturazione del piano criminale da parte di Dick Hickock e Perry Smith.
Fin dalle prime righe sappiamo perfettamente quale sarà la fine dei Clutter e chi sono i loro assassini, ma quello che rimane un mistero, quello a cui Capote cerca di dare risposta è l'inquietante interrogativo “perché?”. Infatti, appurato che i Clutter non avevano denaro, Dick e Perry avrebbero potuto tranquillamente fuggire, senza conseguenza alcuna: avevano rubato e truffato a viso aperto decine di persone in passato, una volta di più non avrebbe avuto conseguenze maggiori. Invece non lo fecero: decisero di sterminare una intera famiglia.
Quello di Capote è un viaggio nella mente di Dick Hickock e Perry Smith, una ricostruzione meticolosa delle loro vite sbandate, delle loro infanzia infelici, delle frustrazioni e dei fallimenti di due piccoli criminali da poco, diventati, quasi per caso, feroci assassini.
Lo scrittore impiegò sei anni a finire il libro, che venne pubblicato solo dopo l'esecuzione di Hickock e Smith, e che segue in dettaglio anche il processo ai due, oltre che la ricostruzione delle vite di alcuni altri occupanti del braccio della morte, vicini di cella di Dick e Perry.
Quello che sconvolge di questo lucidissimo e bellissimo libro è l'idea che il male appaia a volte inevitabile: un meteorite che deve colpire qualcuno senza possibilità di scampo e senza un perché e che lascia a terra solo perdenti.
Anche se in questo libro gli assassini vengono infine catturati e giustiziati, credo alla fine rimanga ben lontana dal lettore l'idea che sia stata fatta giustizia.
Capote ci racconta un processo in cui ai due, evidentemente psicolabili, con passato costellato di gravi traumi, non fu concessa alcuna possibilità: erano colpevoli senza alcun dubbio, ma erano senza alcun dubbio totalmente fuori di testa (per usare un eufemismo).
Questo libro lascia con la terribile sensazione che la vita sia il frutto di un inevitabile destino, che a volte assume le fattezze di Fato e colpisce in maniera tragica; con l'idea che ci siano forme di male che corrodono senza scampo le esistenze.
 “A sangue freddo” è al tempo stesso un libro bellissimo, per la capacità descrittiva e la prosa di Capote, nonché per il suo andare a fondo nella ricostruzione di psicologie ed eventi, ma anche terribile e sconvolgente.
Una lettura intensa, ma che difficilmente vi lascerà “a sangue freddo”.

Di Truman Capote ho recensito anche:
Colazione da Tiffany

 
 
 
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