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L'angolo di Jane

Tutto su Jane Austen e sui libri che mi piacciono!

L'ANGOLO DI JANE

Benvenuti nel mio blog!

Questo spazio è dedicato a recensioni di libri e film, ai miei racconti,  a riflessioni personali di varia natura e soprattutto a Jane Austen, una delle mie scrittrici preferite.

Sono una stella del firmamento
che osserva il mondo, disprezza il mondo
e si consuma nella propria luce.
Sono il mare che di notte si infuria,
il mare che si lamenta, pesante di vittime
che ad antichi peccati, nuovi ne accumula.
Sono bandito dal vostro mondo
cresciuto nell'orgoglio e dall'orgoglio tradito,
sono il re senza terra.
Sono la passione muta
in casa senza camino, in guerra senza spada
e ammalato sono della propria forza.

(Hermann Hesse)

 


 

 

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L'uomo che fu Giovedì – Gilbert K. Chesterton

Post n°1007 pubblicato il 07 Marzo 2013 da bluewillow
 

Titolo: L'uomo che fu Giovedì Titolo originale: The Man Who Was Thursday Autore: Gilbert Keith Chesterton Casa editrice: Bompiani pag: 227 costo: 8,9 €

“L'uomo che fu Giovedì” è uno dei libri più strambi e di difficile interpretazione nella quale mi sia imbattuta di recente, una curiosa e a tratti molto divertente miscellanea fra parodia, paradosso e visione onirica relativa all'anarchia e alla lotta verso quest'ultima all'inizio del secolo scorso.
Il libro fu pubblicato nel 1908, in un clima di tensione palpabile per la vecchia Europa che di lì a qualche anno sarebbe sfociato nella prima guerra mondiale.
Protagonista è Gabriel Syme, un agente di Scotland Yard in incognito che riesce, grazie all'anarchico poeta Lucian Gregory, ad addentrarsi in un segreto covo anarchico nel momento in cui si sta per eleggere una delle cariche più importanti: quella di Giovedì.
I sette più importanti membri del movimento anarchico hanno tutti infatti il nome di un giorno della settimana, ma il più importante di tutti è il capo Domenica, un  uomo gigantesco e dall'imponente personalità che tutti temono come individuo crudele e capace di qualunque sotterfugio.
Syme riesce a farsi eleggere alla carica di  Giovedì dall'assemblea di anarchici e partecipa alla prima riunione generale dei “giorni della settimana” con Domenica, nella quale si sta pianificando un attacco dinamitardo a Parigi.
Attraverso una serie di rocambolesche avventure, un po' alla volta Gabriel Syme si renderà conto che in realtà tutti i membri del consiglio supremo anarchico, da Lunedì a Sabato, sono in realtà proprio dei poliziotti in incognito come lui, e tutti sono stati arruolati da uno strano figuro, che si è sempre presentato loro di spalle, in una stanza buia, ma le cui proporzioni sono gigantesche, proprio come quelle di... Domenica!
Proprio quando sembra si stia per giungere però ad una specie di risoluzione di questo strano giallo, in cui chi lotta per l'anarchia e chi cerca di sconfiggerla sembrano coincidere, Chesterton fa deviare questo racconto verso una specie di visione mistico-religiosa, nella quale Domenica incarna allo stesso tempo un re, un dio e una figura religiosamente parterna, e risvegliando Syme da quello che potrebbe essere tanto accaduto realmente, quanto frutto di un vero e proprio sogno.

Se questo fosse un libro di Philip K. Dick non credo avrei molto dubbi nell'interpretare questo libro: mi farebbe da bussola il fatto che identificare nello stesso di individuo sia il capo di un movimento anarchico che il suo oppositore sarebbe il segno del fatto che Chesterton ritenesse fondamentalmente il movimento anarchico una forma fasulla di rivolta, guidata in realtà da poteri economici. Chesterton dice infatti:
“I poveri sono ribelli, ma non sono mai stati anarchici: hanno più interesse di tutti che ci sia un governo che funzioni. Il povero è legato al proprio paese; il ricco no e se ne può andare in Nuova Guinea con il suo panfilo quando vuole. I poveri qualche volta hanno protestato contro un cattivo governo; i ricchi hanno sempre protestato contro qualunque governo”.
Se questo fosse un libro di Bolano, potrei desumere che il ricorso ad una simbologia estrema potrebbe essere forse un modo di rappresentare in maniera velata cose che sarebbe pericoloso dire in modo esplicito.
Ma questo è un libro di G.K. Chesterton e forse dare uno spessore squisitamente politico a questa storia sarebbe forse riduttivo, perché la parte finale del volume che fa confluire tutte le avventure di Syme in una specie di sogno a sfondo religioso, in cui l'anarchia, rappresentata da Lucian Gregory (il cui nome ricorda quello di Lucifero), sarebbe il moto di ribellione di bambini contro un padre percepito come non benevolo, sembra ridurre il tutto a una specie di mistica lotta fra bene e male, ma anche fra figli e padri, fra ateismo e fede.
Ho trovato questo libro interessante, a tratti brillante, ma ammetto di essere rimasta delusa dal suo finale così evanescente, che trasforma l'allegoria di una caccia all'uomo, il pericolosissimo Domenica, in una specie di sogno mistico: più che per interpreti di movimenti più o meno politici o per lettori di romanzi gialli, questo volume sembra fatto per seguaci di Freud, interessati a scavare nella psiche di figure oppresse dal padre.
Ho apprezzato questo volume, che mi ha davvero sorpresa, per almeno buoni tre quarti, e ho trovato molto divertente il modo in cui man mano i vari “giorni della settimana” si rivelano per poliziotti, ma avrei preferito un finale in tono con l'inizio della storia, certamente molto surreale nel suo complesso, ma il cui finale pecca di eccesso di simbolismo e che sconfina un po' troppo nel predicozzo per i miei gusti.

 
 
 
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