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L'angolo di Jane

Tutto su Jane Austen e sui libri che mi piacciono!

L'ANGOLO DI JANE

Benvenuti nel mio blog!

Questo spazio è dedicato a recensioni di libri e film, ai miei racconti,  a riflessioni personali di varia natura e soprattutto a Jane Austen, una delle mie scrittrici preferite.

Sono una stella del firmamento
che osserva il mondo, disprezza il mondo
e si consuma nella propria luce.
Sono il mare che di notte si infuria,
il mare che si lamenta, pesante di vittime
che ad antichi peccati, nuovi ne accumula.
Sono bandito dal vostro mondo
cresciuto nell'orgoglio e dall'orgoglio tradito,
sono il re senza terra.
Sono la passione muta
in casa senza camino, in guerra senza spada
e ammalato sono della propria forza.

(Hermann Hesse)

 


 

 

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Player One - Ernest Cline

Post n°1031 pubblicato il 05 Aprile 2013 da bluewillow
 

Titolo: Player One Titolo originale: Ready Player One Autore: Ernest Cline Traduzione:  Laura Spini Casa editrice: ISBN pag: 632

Siamo nell'anno 2045 e il mondo sta affrontando i postumi della gigantesca crisi economica scaturita dalla fine del petrolio. Il giovane Wade Watts (il cui nome è allitterato come ogni super-eroe che si rispetti, da Clark Kent a Peter Parker) è un adolescente orfano che vive in una specie di slum, fatto di baracche impilate l'una sull'altra nei parcheggi, ora del tutto inutili per altri scopi, visto che la benzina è diventata merce rara e la gran parte delle automobili è stata abbandonata.
Nella desolazione e miseria della sua vita quotidiana, Wade ha un solo posto dove essere felice: l'universo virtuale di OASIS, una simulazione immersiva della realtà dove anche il resto della popolazione mondiale trascorre gran parte della giornata. Dentro ad OASIS si può andare a scuola (tutte le scuole del mondo hanno sede sul pianeta Ludus, uno delle migliaia che costituiscono OASIS), avere accesso a tutto il materiale video, musicale, televisivo e artistico mai creato, nonché ovviamente giocar a qualunque videogame mai inventato, semplicemente trasportandosi sul pianeta giusto.
James Halliday, il multimiliardario americano che ha creato OASIS, è morto lasciando il più sensazionale testamento di tutti i tempi: una registrazione video in cui destina tutto il suo immenso patrimonio, nonché la proprietà di OASIS, a  chiunque riesca a trovare tre chiavi (una di rame, una di giada ed una di cristallo) che permettono di superare tre fasi di gioco e ottenere il mitico Egg, perché anche OASIS, come tutti i videogiochi che si rispettino ha il proprio Easter Egg, cioè un codice segreto nascosto nella programmazione che permette di accedere a degli extra.
Per arrivare a trovare l'ambito “uovo” è necessario risolvere alcuni indovinelli, tutti legati alla smodata passione di Halliday per i videogiochi, i film, la musica e la cultura anni '80 del XX secolo, gli stessi in cui prese piede l'informatica popolare e si svilupparono i primi videogiochi.
Il mondo del 2045 assiste così ad un revival dei mitici anni '80, tutti in nome del grandioso premio in palio.
L'unica speranza per Wade di trovare riscatto nella vita è dare la caccia all'Egg, come la gran parte dei Gunter del pianeta, i nerd super-appassionati di videogiochi che stanno cercando di risolvere gli enigmi di Halliday. Ma a cercare l'Egg è anche la IOI, una spietata multinazionale disposta a tutto, perfino a compiere dei crimini efferati, per arrivare per prima a mettere le mani sul patrimonio di Halliday, per mezzo della moltitudine di scagnozzi sguinzagliati dentro OASIS noti come Sixers, dal primo numero dei loro nickname, tutti inizianti per sei.
Tutto il romanzo è il racconto della convulsa caccia all'Egg, lungo la quale, come in ogni buona storia da videogame, Wade, il cui nicknakme è Parzival, troverà compagni d'avventura come l'enigmatico Aech con il sorriso da stregatto e i leali fratelli giapponesi Daito e Shoto, ma anche l'amore per l'affascinante e misteriosa Art3mis: del resto sappiamo tutti che una buona storia RPG deve sempre avere un filo di romanticismo per colpire al cuore i giocatori.

In “Player One”, il cui titolo si ispira al messaggio di inizio dei primi videogiochi “Ready Player One” (che è anche il titolo originale), Ernest Cline allestisce la più gigantesca, nostalgica e divertente rievocazione della cultura anni '80 che abbia mai letto.
In questo romanzo vengono citati decine di film, telefilm, videogiochi e tracce musicali che sono stati il pane di una intera generazione (la mia!): Lady Hawke, Blade Runner, Wargames, Ritorno al futuro, Explorers, Casa Keaton, Il mio amico Ricky, Il ragazzi del computer, Simon & Simon, Pac-man, il mitico Falco (quello di Der Kommisar), Ultraman, Spheroids, Mazinga, i Muppets.... insomma, per citare Wade Watts, “ditene una” perché probabilmente c'è, anzi forse ce ne sono molte più di quante ne conosca la gran parte della gente.
Allo stesso tempo questo romanzo è un gigantesco omaggio alla cultura geek: forse solo i più sfegatati amanti di videogiochi del pianeta saranno in grado di richiamare alla mente al volo tutti i videogiochi citati.
James Halliday, il miliardario americano che bandisce la gara alla propria morte, è un po' l'incarnazione di quei pionieri della Silicon Valley che hanno fatto la storia dell'informatica, rappresentato con una serie di tic e manie, fra cui quella dello smodato amore per gli anni '80, celebrate come in una religione, esattamente come accade oggi per alcuni di coloro che hanno compiuto imprese simili (Steve Jobs, tanto per intenderci). Se Halliday ricorda  Steve Jobs (ma solo un po', visto che Jobs non fu certo un paladino del software libero), invece il suo socio in affari Ogden Morrow, citato in questo libro, che sarà una specie di deus ex machina, ispirato da ideali che lo portano a non inseguire solo il denaro, sembra proprio un deliberato omaggio a Steve Wozniak, l'ex socio di Jobs, simbolo dell hacker buono, visto che il soprannome di Wozniak è “Woz” che sta per “Wizard of Oz” (mago di Oz), per le sue capacità di programmatore, mentre quello di Ogden Morrow è “The Great and Powerful Og”, cioè un altro modo per richiamare il mago di Oz che si fa appunto chiamare “ The Great and Powerful Oz”.
Se dovessi usare una sola parola per recensire questo romanzo sarebbe “divertente” e se per caso foste così insistenti da chiedermene un'altra sarebbe certamente “nostalgia”: per me, che ho davvero vissuto gli anni '80, questo romanzo è una immensa cartolina ricordo della mia infanzia e della mia adolescenza; non avete idea di cosa si provi a leggere un nome di cui si ricorda solo vagamente qualcosa e poi un po' alla volta capire che si è davvero visto quel film, seguito quel telefilm, giocato a quel videogioco.
Questo è un romanzo geek che più geek non si può, e sebbene pensi sia una gustosa avventura, un romanzo di puro intrattenimento, ma ben fatto, godibile da un pubblico abbastanza vasto da comprendere anche chi è più giovane di me (anche se come nella pubblicità di un certo snack, penso che in tal caso si goda solo a metà), ci sono dei “requisiti di sistema" da rispettare (tanto per usare un termine consono al romanzo), senza i quali quanto scritto da Ernest Cline potrebbe apparirvi più incomprensibile del sanscrito.
Requisiti base: dovete aver giocato a dei videogiochi, meglio se RPG ed essere in grado di decifrare la terminologia dei videogame. Ecco un semplice test: se non sapete cos'è l'inventario di un personaggio, se non capite cos'è una spada +5 (nemmeno se vi concentrate un paio di minuti) e non avete idea di cosa siano i livelli di un personaggio, ebbene prima di leggere questo libro vi consiglio di farvi una cultura a riguardo.
Requisiti consigliati: deve piacervi, ma davvero piacervi molto, giocare ai videogiochi, perché questo romanzo è tecnicamente il racconto di una lunghissima partita ad OASIS.
Però non pensiate che questo volume sia identico agli interminabili resoconti di amici molto nerd che vi intrattengono su come sono riusciti a battere il mostro finale dell'ultimo livello di qualche videogioco: per fortuna Ernest Cline sa condire la narrazione con il giusto grado di azione e di sorpresa per tenere alta l'attenzione.
Un po' tutti i romanzi sono in fondo giochi di ruolo, quando riescono a far immedesimare il lettore nel protagonista, ma “Player One” lo è davvero da tutti i punti di vista: un  vero e proprio romanzo RPG.

 
 
 
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