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L'angolo di Jane

Tutto su Jane Austen e sui libri che mi piacciono!

L'ANGOLO DI JANE

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Questo spazio è dedicato a recensioni di libri e film, ai miei racconti,  a riflessioni personali di varia natura e soprattutto a Jane Austen, una delle mie scrittrici preferite.

Sono una stella del firmamento
che osserva il mondo, disprezza il mondo
e si consuma nella propria luce.
Sono il mare che di notte si infuria,
il mare che si lamenta, pesante di vittime
che ad antichi peccati, nuovi ne accumula.
Sono bandito dal vostro mondo
cresciuto nell'orgoglio e dall'orgoglio tradito,
sono il re senza terra.
Sono la passione muta
in casa senza camino, in guerra senza spada
e ammalato sono della propria forza.

(Hermann Hesse)

 


 

 

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Una storia semplice - Leonardo Sciascia

Post n°1032 pubblicato il 06 Aprile 2013 da bluewillow
 

Titolo: Una storia semplice Autore: Leonardo Sciascia Casa editrice: Adelphi pag: 66

Quando la vita porta ad affrontare situazioni difficili, ci sono uomini che si accontentano di una storia semplice, quella che gli fa più comodo ed altri, invece, che non possono fare a meno di andare più a fondo ed inseguire la verità.
In questo breve racconto, Leonardo Sciascia riesce a tratteggiare perfettamente i due tipi di individui, anche se questa non è certo una storia di eroismi.
La sera del 18 Marzo 1989, un sabato,  un uomo, Giorgio Roccella, telefona ai carabinieri per informarli di aver trovato un oggetto, di cui non specifica la natura e di cui vuole si occupino i carabinieri.
A prendere la chiamata è un brigadiere, proprio quel genere di persona che non può fare a meno di provare sempre il desiderio di porsi sempre domande e di provare una innata curiosità, ma il commissario insiste che si occuperanno della questione il lunedì successivo.
Quando però i carabinieri accorrono sul luogo della chiamata, una casa in campagna, trovano l'uomo morto per un colpo di proiettile alla testa, la pistola accanto al corpo, ma troppo distante dalla mano del morto per supporre che gli sia scivolata dopo un suicidio. Sul tavolo un bigliettino con la scritta “Ho trovato.”. Ad insospettire il brigadiere è proprio quel punto dopo “Ho trovato” che ha l'aria posticcia e sembra indicare una messinscena.
Sul luogo del delitto accorreranno anche il questore e il commissario, e verrà informato un magistrato, tutti troppo pronti a chiudere il caso come suicidio: perché darsi pena di trovare altre soluzioni, quando ce n'è una tanto semplice a portata di mano?
Ma il solito brigadiere farà in modo che risulti chiaro che la storia non è poi così semplice ed infatti si scoprirà che l'oggetto misterioso era un quadro di gran valore e che in quella villa in campagna avvenivano forse cose molto strane. Altri delitti avranno luogo ed infine il brigadiere, per il suo acume nel notare dettagli, finirà per scomodare proprio qualcuno con la coscienza molto sporca che, come tutti coloro che non hanno la ragione dalla propria parte e pertanto nessun argomento di difesa, reagirà con estrema violenza.
La storia infine non era per niente semplice, anzi molto complicata, ma per quanto benintenzionato il brigadiere non riuscirà a far emergere la verità, perché a decidere cosa è accaduto non sarà certo lui, ma coloro che stanno più in alto.
Questo piccolo racconto ha una storia particolare: fu infatti pubblicato, su richiesta dell'autore nel proprio testamento, il giorno della sua morte, avvenuta il 20 Novembre 1989, un ultimo saluto ai lettori.
Come molti scritti di Sciascia, anche questo si ispira ad una storia vera, quella del furto di un quadro di Caravaggio, “La natività con i santi Lorenzo e Francesco d'Assisi”, probabilmente commissionato dalla mafia siciliana nel 1969.
Il bello di questo scritto è la capacità di Sciascia di descrivere con pochi tratti personaggi ed atmosfere e di rendere alla perfezione certe abitudini consolidate, come quella di scegliere sempre la via di minor conflitto, la soluzione più semplice anche se questa calpesta ogni verità, abitudine tipicamente italiana.
Sostenere le proprie idee costa fatica, magari anche scontrarsi con persone ostili, arrabbiate e palesemente in torto marcio, persone che partono all'attacco per prime, ovviamente alle spalle, proprio come il colpevole di “Una storia semplice”, visto che questo è la miglior difesa per chi ha come unico argomento una coscienza sporca. Un confronto leale e la richiesta di un chiarimento infatti avverrebbero solo da parte di una persona onesta: non è il caso di questa storia, dove la verità infine verrà seppellita.
Così chi vuole indagare, il brigadiere, nulla potrà contro gli indagati: per fare indagini di alto livello, infatti, ci vuole qualcuno che non si spaventi, qualcuno pronto ad affrontare qualche grana, ma se chi ha in mano le redini di una indagine non ha la tempra per affrontarla, alla fine per quanti buoni brigadieri si possano trovare, non si giungerà mai a risolvere nulla.
Credo sia questo il messaggio finale di Sciascia: gli italiani sono fatti così, chi si accontenta di poco e vuol stare con l'animo tranquillo e chi non avrà mai l'animo tranquillo perché non si accontenta di poco.

 

 
 
 
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