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L'angolo di Jane

Tutto su Jane Austen e sui libri che mi piacciono!

L'ANGOLO DI JANE

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Questo spazio è dedicato a recensioni di libri e film, ai miei racconti,  a riflessioni personali di varia natura e soprattutto a Jane Austen, una delle mie scrittrici preferite.

Sono una stella del firmamento
che osserva il mondo, disprezza il mondo
e si consuma nella propria luce.
Sono il mare che di notte si infuria,
il mare che si lamenta, pesante di vittime
che ad antichi peccati, nuovi ne accumula.
Sono bandito dal vostro mondo
cresciuto nell'orgoglio e dall'orgoglio tradito,
sono il re senza terra.
Sono la passione muta
in casa senza camino, in guerra senza spada
e ammalato sono della propria forza.

(Hermann Hesse)

 


 

 

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Bang bang sei morta - Muriel Spark

Post n°1098 pubblicato il 11 Luglio 2013 da bluewillow
 

Titolo: Bang bang sei morta Titoli originali: Bang Bang You're Dead; The Portobello Road; The Go-Away Bird Autrice: Muriel Spark Traduzione: Mario Fillioley Casa editrice: Adelphi pag: 156

Per un certo periodo, dal 1937 al 1944, la scozzese Muriel Spark visse in Afrifa, in Rhodesia (l'odierno Zimbabwe), dove si era trasferita a seguito del marito Sidney Oswald Spark. Il loro non fu un matrimonio felice, a cause delle crisi maniaco-depressive del consorte, e la scrittrice sarebbe volentieri ritornata in Inghilterra se non ci fosse stata di mezzo la seconda guerra mondiale che impedì a molti coloni di fare ritorno in patria. Proprio a quel tempo le cronache riportavano casi di frequenti omicidi avvenuti proprio fra gli espatriati in terra africana, attribuiti a vari fattori, secondo la mentalità dell'epoca, come il clima caldo, a cui i britannici non erano abituati, o il rapporto sproporzionato fra uomini e donne bianchi, in cui gli uomini erano in numero anche tre volte maggiore.
“Bang bang sei morta” è una raccolta di tre racconti che vedono come sfondo delle storie proprio l'Africa conosciuta da Muriel Spark, tutti accomunati dal racconto di omicidi commessi da uomini  contro delle donne: gelosia, vergogna, vendetta i motivi che scatenano azioni tanto estreme quanto assurde.
Ogni singolo racconto racchiude una intera esistenza e sembra quasi un mini-romanzo condensato, con molti elementi autobiografici della scrittrice: considerando la brevità di ciascuno di essi, la capacità di Muriel Spark di racchiudere intere vite in così breve spazio è straordinaria.

Nel primo racconto “Bang Bang sei morta” (1961), la protagonista Sybil guarda insieme ad un gruppo di amici dei filmini amatoriali girati in Africa, a diciotto anni di distanza da quando sono stati realizzati. I filmini risalgono all'epoca in gui Sybil, giovane vedova di un marito da cui si sarebbe probabilmente separata se non fosse sopraggiunta la morte, aveva frequentato i Weston, due coniugi la cui moglie Désirée era stata compagna d'infanzia della stessa Sybil.
La visione dei video porta Sybil a ripensare all'intera storia della sua conoscenza con Désirée,  a cui la donna somiglia moltissimo, tanto da essere stata in passato frequentemente scambiata per lei fin da bambina, e al rapporto falso fra le due, segnato da una strana forma di contrasto e competizione, soprattutto da parte di Désirée.
“Bang bang sei morta” contiene molti riferimenti alla vita della stessa Muriel Spark: non solo per l'ambientazione africana, ma anche perché Sybil viene spesso interpellata per giudicare le poesie (ritenute dalla stessa mediocri) di altri personaggi, e Muriel Spark fu anche una poetessa.
“Bang bang sei morta” è un racconto sulla falsità di certi rapporti personali, di come questi poco a poco distruggano la parte vera di ogni persona e creino un senso di profonda solitudine: la falsa amicizia fra Sybil e Désirée, le finzioni messe in piedi dai Weston per tenere in piedi il proprio matrimonio, la falsa idea di sé di David Carter, con cui Sybil avrà una relazione, anch'egli, come Barry Weston, aspirante poeta di poche speranze.

“Col tempo Sybil abbandonò ogni sforzo e prese a dire stancamente “Ottimo” oppure “Buon ritmo” dopo ogni poesia. Il senso di colpa per i “Meravigliose...stupende” che lasciava passare a Désirèe era comunque inferiore a quello dell'isolamento della propria mente. All'epoca non sapeva ancora che il prezzo da pagare per tollerare opinioni fasulle è la perdita graduale della capacità di formarsene di autentiche” [fuori tema: questa frase dovrebbe essere letta e riletta da tanti recensori di libri]

La falsità di Sybil, la sua forma di autodifesa, che però la deprime, è in realtà un vano artificio perché, come ci dice Muriel Spark, così brava a raccontare i lati più in ombra e ambigui dell'animo umano:
“...i segreti più intimi hanno un modo sottile di rivelarsi alla rancorosa attenzione dei nostri opposti. Sono convinta, pensava, che il cuore parli al cuore e che un abisso chiami l'altro abisso. Ma quasi mai con parole chiare”.

Il secondo racconto “Portobello Road” (1958) è insolito, nell'ambito delle opere di Muriel Spark, un racconto quasi “gotico” su spettri e rimorso, perché raccontato dal punto di vista di una ragazza fantasma, soprannominata “Ago” perché una volta, in compagnia di un gruppo di amici ( George, Kathleen e Skinny) trovò un ago in un pagliaio.
La storia inizia quando “Ago”, nel mezzo del mercatino di Portobello Road, tenta di chiamare George che la vede, anche se non dovrebbe perché la ragazza è morta.
“Ago” racconta quindi la storia della sua vita, in cui è sempre stata ritenuta fortunata, grazia alla sua capacità di vivere con poco sforzo, grazie ad una continua buona sorte, terminata però a causa di un segreto confidatole da uno dei suoi amici.
Anche in questo caso una parte determinante della storia si svolge in Africa, un luogo dove i britannici si comportano con regole diverse che altrove.

Il terzo racconto “L'uccello Va-via'” (1958) deve il suo titolo al turaco unicolore, un volatile africano il cui verso sembra proprio ripetere la frase “va' via”. La protagonista Daphne sembra essere una delle poche a sentire continuamente la voce dell'uccello va' via, simbolo forse del fatto che l'Africa non è il posto adatto a lei: Daphne sogna infatti da sempre di abbandonare la colonia e raggiungere in Inghilterra, ma non può, prima perché troppo giovane e poi a causa della guerra.
Nella tenuta in cui vive Daphne, lo zio Chakata, che l'ha cresciuta, e il vecchio Tuys, sono uniti da una storia di rancore e gelosia, in cui Tuys segretamente cova l'idea di vendicarsi sulla famiglia di Chakata. Chakata però, per uno strano senso dell'onore (che fondamentalmente sembra essere una assai scarsa considerazione delle donne come individui), non allontana Tuys dalla tenuta.
Daphne lascerà infine l'Africa per raggiungere la tanto sognata Inghilterra, dove avrà una serie di relazione amorose fallimentari e incontrerà molte personaggi egoisti e imbroglioni, per poi riapprodare in Africa, dove incontrerà il destino da cui l'uccello va'-via voleva forse allontanarla.

I tre racconti di “Bang bang sei morta” sono un concentrato della scrittura di Muriel Spark, così abile a raccontare l'indicibile sulle strane forme che i rapporti fra le persone possono assumere in relazione a sentimenti come egoismo, falsità, finzione, orgoglio, senso di superiorità, solitudine.
Anche se in forma breve, le tre storie sono assolutamente intense e ricche nel descrivere psicologie complicate quanto il più lungo dei romanzi. Tre racconti molto ben riusciti e dal tema, “il femminicidio”, putroppo fin troppo attuale.


Di Muriel Spark ho recensito anche:
Atteggiamento sospetto
La vera Miss Brodie
Mary Shelley (biografia di Mary Shelley a.k.a "Child of Light")

 
 
 
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